Veneto

Un Manto Come Le Stelle Del Cielo: La Faraona

di Orfeo Meneghetti
Luglio 28, 2011

Un manto come le stelle del cielo: la faraona

Un manto come le stelle del cielo: la faraona





Nel grande circuito culinario è entrato il pollo senza penne, come ha argomentato con sagacia su questo quotidiano enogastronomico il Merlo parlante, mentre un posto sempre più marginale lo ricopre la faraona. Intorno all'animale della corte circola una leggenda che chiama in causa l'eroe Meleagro, figlio d'Eneo, re di Galidone. La fama lo precedeva ovunque, le sue imprese erano cantate dai poeti del tempo, ma l'eroe dimenticava di fare i sacrifici di propiziazione e ringraziamento ad Artemide ( Diana cacciatrice , figlia di Giove). Così, la figlia di Zeus, molto permalosa inviò in terra un cinghiale che devastò le terre del principe irriverente. Insieme ai più abili cacciatori del suo regno e avvalendosi di una nutrita muta di cani, Meleagro riuscì ad uccise il cinghiale Artemide ancora più arrabbiata fece scoppiare una guerra tra il regno di Galidone e quello dei vicini Cureti. La guerra fu lunga e mentre Meleagro stava per avere la meglio sugli avversari fu colpito a morte da una freccia nemica. Le sorelle lo piansero giorno e notte. Gli dei impietositi da tanto amore le trasformarono le donne in bellissimi volatili, sul cui piumaggio rimasero impresse come gocce bianche le loro lacrime. E' questa la leggenda legata alla faraona, il cui nome scientifico è Numida Meleagris.







L'animale era molto conosciuto ed apprezzato nel mondo antico. Nelle case dei contadini, all'inizio degli anni del boom economico italiano, faceva parte degli animali della corte. Nei giorni della festa troneggiava come secondo piatto ed era servita come arrosto nei pranzi di matrimonio. Il volatile, oggi ha lasciato il posto ad altre specie animali e gli fanno aggio sulle nostre tavole: pollo, tagliata e bistecca. Meriterebbe maggior attenzione per le proprietà nutritive e per la bontà della sua carne bianca preparata come arrosto sulla brace o al forno. La preparazione parte dalla spennatura, seguita dalla bruciacchiatura alla fiamma vivace per eliminare tutti i peli residui del corpo. Si devono togliere le interiora dell'animale poi lavarlo, asciugarlo e guarnirlo all'interno e all'esterno. Per fare l'operazione bisogna utilizzare foglie di salvia, ciuffi di rosmarino, qualche spicchio d'aglio, fettine di pancetta e poi bagnarlo con un filo d'olio. La faraona quando prende colore dovrà essere spruzzata con della vino bianco ed insaporita con il sale. Si abbassa il fuoco e si porta a cottura dopo due ore. La faraona, appena cotta va tagliata ad ottavini, vale a dire in otto parti.