Veneto

Un'Avventura Enogastronomica Alla Tenda Rossa.

di Orfeo Meneghetti
Luglio 9, 2011

Un'avventura enogastronomica alla Tenda Rossa.

Un'avventura enogastronomica alla
Tenda Rossa.





L'accoglienza la fa zio Michele, ma sono i simboli ad introdurre il cliente al locale. Un quadro di Vilfredo Garzanti campeggia nella sala d'entrata. Sulla tela sotto cielo blu domina l'immagine di un nudo di donna di schiena. Alla sua destra una tenda rossa e alla sinistra una sfera. E' il paradigma del locale: le donne che governano il locale sono Natascia e Barbara in sala Maria Salcuni e Maria Probst e Fernanda in cucina. La sola eccezione maschile è Cristian alla guida della brigata di cucina. La teda rossa è il simbolo dell'avventura. La stessa vissuta da Umberto Nobile al polo Nord. La sfera richiama alla perfezione. E' questo il meraviglioso mondo culinario della Tenda Rossa di Cerbaia in val di Pesa (Fi).
 







L'ambiente è familiare. Al tavolo, com'era nelle  intenzioni di provare, , abbiamo chiesto di gustare l'idea estiva, prezzo cinquanta euro, che prevede la degustazione di tre vini Chianti firmati Gallo Nero, abbinati a tre piatti del giorno. Siamo stati i primi clienti che hanno utilizzato l'offerta. Con molta classe c'è stata servita da Barbara una caprese con fior di latte, basilico e pomodoro, in tortello e scorzone estivo. L'abbinamento è stato fatto con un Chianti classico Borgo Scopeto del 2008. Sul tavolo il nostro sguardo è stato attratto dal pregevole lavoro del vetraio veneto Carlo Moretti. I piccolini sono dei vasi coloratissimi dalle morbide forme che rompono con la monocromaticità del bianco delle tovaglie, tovaglioli e coprisedia. I bicchieri per l'acqua nessuno simile all'altro, sono stati realizzati con accattivanti cromatismi che sono carezzevolmente indicati da Barbara con il nome "i diversi". Il pranzo è proseguito con una piccola delizia di maialino di latte in salsa croccante, patate affumicate insalata di ravanelli e sedano. Un carattere tutto suo l'aveva anche il piatto con dei disegni che richiamavano i simboli dell'arte araba in italiana realizzati dalle ceramiche Bitossi di Montelupo (Fi). Il Chianti bevuto con il secondo piatto è stato un Montegiachi riserva del 2007. Terzo e peccato che sia stato l'ultimo, su un piatto nero rettangolare a doppio livello, è stato servito il pecorino di zio Michele con confettura di fichi con pane di noci e toscano. Accompagnato con il terzo ed ultimo vino: un Chianti classico 2004 Melazzano.







Il piacevole incontro culinario alla Tenda rossa si è concluso con un caffé e il serrato dialogo con Barbara e Natascia sui loro progetti futuri del locale, due stelle Michelin di lungo corso. Il riconoscimento della guida francese sono state guadagnate con una professionalità ed un'abilità ben espressa in cucina e con classe e stile in sala. Perfetta è l'armonia osmotica tra i due reparti del locale, per e nell'interesse del cliente. Tutto questo e altro ancora è la Tenda Rossa info 055826132.
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