Veneto

Sui Colli Berici è l'ora delle bollicine

di Il Vinotomane
Maggio 21, 2017

Metodo Classico Ca' Rovere alla conquista dell'Italia

 

Largo alle bollicine dei Colli Berici. Chissà se fra qualche anno la porzione meridionale delle colline vicentine sarà unanimemente riconosciuta come zona vocata per champenoise di rango. Di certo, le premesse a favore di questo particolare terroir non mancano e, soprattutto, a deporre in positivo c’è l’impegno profuso dalla cantina Ca’ Rovere di Alonte. Che da tre lustri a questa parte investe tempo ed energie nella produzione di un’originale linea di spumanti metodo classico.

 

 

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Un quartetto di sobria eleganza in piacevole equilibrio tra i sentori tipici degli uvaggi e il mix di note caratteristiche patrimonio della zona d’origine cui s’aggiunge, ampliandone e valorizzandone il lignaggio, il felice apporto della spumantizzazione. Denominatore comune al Brut Blanc de Blanc, al Rosé Extra Dry, al Demi Sec e al Brut, tutti ugualmente millesimati, i 36 mesi di affinamento sui lieviti e una stoffa per molti versi inattesa.

 

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Il primo, peraltro, è l’unico interprete dello Chardonnay in purezza, mentre gli altri condividono il blend di uve Chardonnay e Garganega, quest’ultima in percentuali comprese tra il 30% e il 40% a seconda dell’annata. Per la cantina di Alonte, 30 ettari in tutto allungati sui declivi dei Monti Berici a 150 metri sul livello del mare, il poker di spumanti metodo classico è il cuore di una scommessa ambiziosa.

 

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Da un lato, infatti, l’azienda della famiglia Biasin non si accontenta dei riconoscimenti già ottenuti e non lesina nella ricerca del miglioramento continuo, dall’altro è più che mai decisa a rilanciare sul mercato. Ecco allora il duplice obiettivo prefissato: aumentare produzione e venduto dalle attuali 40mila bottiglie sino a quota 100mila, col contemporaneo sviluppo di una rete commerciale a copertura dell’intero territorio nazionale, e un programma di comunicazione capace di mettere le ali al marchio.

 

 

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Di fatto, tra le frecce all’arco di Ca’ Rovere compaiono la straordinarietà del territorio, che un centinaio di milioni d’anni fa formava il fondale di un antico mare che ha lasciato in eredità, proprio sotto il terreno vitato, formazioni calcaree e anfratti percorsi dall’acqua (è recente la scoperta di una cascata sotterranea di 12 metri) e l’aver intuito per primi le potenzialità del metodo classico applicato alla vinificazione delle uve autoctone, avvantaggiata in quanto a sapidità, mineralità e struttura.

 

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Ulteriore atout di Ca’ Rovere, l’abbinamento enogastronomico di prammatica con i prodotti ittici della Casa attigua. È questo, infatti, il secondo fronte imprenditoriale di uno dei tre fratelli, Ugo Biasin, che in Croazia, al largo delle Isole Incoronate, alleva orate e branzini. Pesci dalle carni sode e saporite, che si prestano persino all’affumicatura. Per la ristorazione di qualità e le enoteche, che rappresentano il canale privilegiato da Ca’ Rovere, un’opzione da non trascurare.

Foto:  Ca' Rovere

 

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