Soave proiettato al mercato estero e sempre al top dei vini mondiali

di Vino e cibo
Gen. 3, 2019

Garganega,Trebbiano nostrano e Chardonnay sugli scudi

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E' questo il titolo lusinghiero che saluta l'inizio dell'anno per il bianco scaligero che ha nella Garganega la sua uva protagonista e come fidi alfieri i grappoli di Trebbiano nostrano e Chardonnay nelle diverse percentuali scelte dai vitivinicoltori e dai produttori che allevano i loro vigneti nelle aree comprese dai comuni di Soave, Monteforte d'Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, San Bonifacio, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Caldiero, Illasi e Lavagno. Comprensorio altamente vocato che continua ad offrire risultati di gran caratura capaci di entusiasmare ogni singolo artefice del successo ottenuto. Specie in quest'ultimo anno che ha visto sugli scudi tutte le aziende, piccole, medie e grandi che costituiscono l'ossatura portante di una realtà vitivinicola  sempre più pronta a raccogliere le sfide lanciate dai grandi vini internazionali e nazionali e dalla globalità di un mercato ormai senza confini.

 

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Risultati, quelli ottenuti dal Soave, che emergono dall’analisi fatta dall’osservatorio economico del Consorzio che alla fine di un 2018 di grandi successi, che va dall’introduzione dei cru al recente riconoscimento a Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale GIAHS-FAO), chiude il positivo bilancio registrando anche gli innumerevoli riconoscimenti da parte delle riviste più importanti del settore:

Così, ad esempio è stato per la Cantina Di Soave è stata premiata come miglior produttore dell’anno per IWSC, uno dei più importanti concorsi internazionali, durante una spettacolare cerimonia a Londra per la sua capacità di di utilizzare al meglio le conoscenze tecnologiche per approfondire la competenza in vigna e ottenere vini di altissima qualità.

Di contro, Wine Spectator, la più influente rivista americana, inserisce il Soave Classico Otto 2016 di Prà tra i top 100, mentre Il Soave 2017 de La Capuccina è tra i 100 top values. Il Soave Classico Contrada Salvarenza 2014 di Gini è invece tra i migliori vini dell’anno per la rivista inglese Decanter.

 

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E mentre continua sul fronte della tutela del marchio Soave il lavoro del Consorzio, in un'ottica di internazionalizzazione e accompagnamento delle aziende sul mercato estero, arriva da Bruxelles il recente accordo di scambio internazionale tra Unione Europea e Giappone, che vede il Soave tra le 48 denominazioni italiane tutelate e che beneficeranno della rimozione totale di dazi di importazione, favorendo l’interazione commerciale tra i due paesi.Nel corso dell’anno sono stati inoltri ratificati i trattati per la tutela reciproca delle denominazioni tra Unione Europea e Messico, dove il Soave è rientrato e inoltre il nome Soave è stato definitivamente registrato anche negli Stati Uniti.

 

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"Il Soave per la sua reputazione, capacità di differenziazione dei mercati e l’alta qualità sempre mantenuta costante nonostante annate difficili come la 2017 attualmente in vendita – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela, nella foto sopra con giornalisti giapponesi  – dà garanzia ai mercati mondiali che continuano a sceglierlo e a premiarlo. Il lavoro del Consorzio e dei singoli produttori è quanto mai evidente in questi momenti, e continueremo in questa direzione"

Per il 2019 continueranno i progetti di promozione, con campagne mirate in Giappone (Soave By the Glass), Inghilterra (Summer of Soave) e Stati Uniti (Volcanic Wines Conference). Il Soave sarà inoltre presente alle maggiori fiere di settore (Prowein, Vinitaly e Wine Paris) e si stanno progettando diversi incoming di buyer per incontri b2b con le aziende.