Schioppettino per la cantina i Clivi

di Vino e Cibo
Set. 17, 2020

La cantina di Corno di Rosazzo al suo esordio con il primo vino rosso

The Corno di Rosazzo winery at its debut with the first red wine

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Come accade già per tutti i vini bianchi dell’azienda vitivinicola guidata da Mario Zanusso, che nei vigneti collinari di Corno di Rosazzo e Brazzano di Cormons coltiva Ribolla gialla, Friulano, Malvasia e Verduzzo, anche per la produzione del nuovo vino rosso la scelta è caduta su un vitigno fortemente legato al territorio e capace di raccontare nel calice i tratti salienti e identitari dell’enologia friulana.

“Lo Schioppettino, il cui nome originario è Ribolla nera, – racconta Mario Zanusso – rappresenta un pezzo di storia importante del vino friulano, di cui oggi possiamo godere grazie al prezioso lavoro di alcuni vignaioli che ne hanno evitato la scomparsa. La scelta di questo vitigno deriva dalla volontà di produrre vini capaci di rispecchiare il terroir friulano, valorizzando quel connubio tra uva, terreno e microclima non riproducibile altrove e in grado di dar vita a bottiglie dense di storia e contemporanee nel gusto”.

 

Presente in Friuli Venezia Giulia fin dal Medioevo, lo Schioppettino (chiamato anche Ribolla Nera o Sclopetin) fu quasi completamente distrutto dalla fillossera, il parassita che dalla seconda metà del diciannovesimo secolo decimo le varietà vinifere d’Europa, e poi sostituito con vitigni più produttivi nel corso del Novecento, tanto da venire addirittura escluso dall’elenco delle varietà d’uva di cui era consentita la coltivazione in regione. Solo a partire dagli anni Settanta è cominciato il suo recupero, a cui è seguito un apprezzamento sempre più forte delle sue caratteristiche da parte degli amanti del vino di tutto il mondo.

Il nuovo vino – La fermentazione e l’affinamento in acciaio, la gradazione alcolica moderata (12,5%) e la spiccata fragranza resa ancora più vibrante da una marcata mineralità rendono il Venezia Giulia Igp Schioppettino 2019 de I Clivi il fratello gemello della Ribolla gialla, di cui oltre a esserne un biotipo ne condivide la finezza aromatica e la sapidità. Al naso spiccano note di frutti rossi e spezie con richiami balsamici, mentre il sorso è croccante e fruttato, giocato su una rinfrescante piacevolezza.

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As already happens for all the white wines of the winery led by Mario Zanusso, who in the hilly vineyards of Corno di Rosazzo and Brazzano di Cormons grows Ribolla giallo, Friulano, Malvasia and Verduzzo, also for the production of the new red wine the choice is fall on a vine strongly linked to the territory and capable of recounting the salient and identifying traits of Friulian enology in the glass.

“Lo Schioppettino, whose original name is Ribolla nera, - says Mario Zanusso - represents an important piece of history of Friulian wine, which we can enjoy today thanks to the precious work of some winemakers who have avoided its disappearance. The choice of this vine derives from the desire to produce wines capable of reflecting the Friulian terroir, enhancing that combination of grapes, soil and microclimate that cannot be reproduced elsewhere and capable of giving life to bottles full of history and contemporary in taste ".

 

Present in Friuli Venezia Giulia since the Middle Ages, the Schioppettino (also called Ribolla Nera or Sclopetin) was almost completely destroyed by phylloxera, the parasite that from the second half of the nineteenth century the 10th century European wine varieties, and then replaced with more productive vines during the twentieth century, so much so that it was even excluded from the list of grape varieties whose cultivation was allowed in the region. Its recovery began only in the seventies, which was followed by an ever stronger appreciation of its characteristics by wine lovers from all over the world.

The new wine - The fermentation and aging in steel, the moderate alcohol content (12.5%) and the strong fragrance made even more vibrant by a marked minerality make the Venezia Giulia Igp Schioppettino 2019 by I Clivi the twin brother of the Ribolla yellow, of which as well as being a biotype it shares its aromatic finesse and flavor. On the nose, notes of red fruits and spices stand out with balsamic hints, while the sip is crunchy and fruity, played on a refreshing pleasantness.