San Leonardo e Sassicaia due icone del made in Italy

di Giuseppe Casagrande
Dic. 22, 2019

San Leonardo annata 2015 della Tenuta San Leonardo di Borghetto d'Avio della famiglia Guerrieri Gonzaga e il Sassicaia 2016 della Tenuta San Guido della famiglia Incisa della Rocchetta, premiati con i massimi punteggi dalle guide 2020 e dai più autorevoli esperti

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S'avvicina Capodanno, è tempo di consuntivi. Nel mondo del vino è anche tempo di pagelle, di classifiche e di confronti. A questo proposito va sottolineato per l'ennesima  volta che sono solo due i vini che mettono d’accordo gli esperti delle più autorevoli guide enoiche a tiratura nazionale: il San Leonardo annata 2015 della Tenuta San Leonardo di Borghetto d'Avio della famiglia Guerrieri Gonzaga e il Sassicaia 2016 della Tenuta San Guido della famiglia Incisa della Rocchetta, premiati con i massimi punteggi dalle guide 2020 di Gambero Rosso, Slow Wine, Doctor Wine by Cernilli, Associazione Italiana Sommelier, Bibenda, Veronelli e L’Espresso. Due icone del pianeta vino made in Italy.  Sull’eccellenza del San Leonardo annata 2015, storica etichetta dei marchesi Carlo e Anselmo Guerrieri Gonzaga i giudizi espressi dagli esperti delle più importanti guide enogastronomiche sono concordi. Un’autentica standing ovation che va ad aggiungersi ai riconoscimenti altrettanto lusinghieri espressi, ad esempio, dalla sommelier britannica Jancis Robinson, grande esperta di vini a livello mondiale, e dal Fine Weinmagazin, testata leader in Germania.

 

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<È la quinta volta in sette anni che il nostro San Leonardo viene collocato ai vertici della produzione enologica italiana> ha commentato con giustificato orgoglio il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga che da anni porta avanti con il figlio Anselmo il suo ideale di vino fatto di eleganza e complessità, senza mai cedere a voglie di cambiamento inseguendo le sirene delle mode.

Il San Leonardo è un blend di Cabernet Sauvignon, Carmenère, Cabernet Franc e Merlot. Poche altre cantine italiane sono riuscite a tutelare e a valorizzare il proprio territorio nello stile dei grandi château francesi, come è riuscita a fare la Tenuta San Leonardo. Un luogo magico, nel cuore della Vallagarina, in cui le tracce della coltivazione della vite si perdono nella notte dei tempi, almeno mille e più anni fa. Una cantina modello che ospita trenta ettari coltivati biologicamente con varietà ormai diventate tradizionali: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmenère, Petit Verdot e Merlot, oltre a Riesling e Sauvignon Blanc.

 

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Di proprietà della famiglia Guerrieri Gonzaga, la Tenuta San Leonardo nel corso degli anni ha <firmato> alcuni dei vini più blasonati non solo del Trentino, ma di tutta Italia. L’omonima etichetta, il <San Leonardo>, è infatti uno dei più premiati <tagli> bordolesi della Penisola: vino di incredibile eleganza e longevità, nato nel 1982 e da allora prodotto solo nelle annate più importanti. Alle vigne di proprietà oggi si aggiungono altri dieci ettari vitati in affitto e coltivati con il massimo rispetto per l’ambiente e per l’ecosistema. In cantina, in una sorta di ideale continuità con Giacomo Tachis, dal 1999 è il celebre enologo Carlo Ferrini che con grande professionalità e rigore fa da supervisore ai vari passaggi produttivi. A coordinare tutto e tutti, c’è poi l'instancabile passione del marchese Carlo Guerrieri Gonzaga che, aiutato dal figlio Anselmo e dallo storico braccio destro Luigi Tinelli, segue scrupolosamente ogni dettaglio.

 

 

Ecco il giudizio di una firma autorevole del giornalismo enogastronomico, Carlo Cambi. <Il San Leonardo si conferma il più aristocratico dei bordolesi italiani. Un matrimonio regale tra Cabernet Sauvignon , Carmenere e Merlot forse proprio perché in questi campi nel 589 si celebrarono le nozze imperiali tra Teodolinda e Autari. Fa barrique per due anni, poi un altro anno e mezzo lo passa in bottiglia. Il colore è rubino splendente granata come gli affreschi della chiesa di San Leonardo che fu eretta nel 1000 e affrescata nel 1200 dai frati cruciferi. Il bouquet è di finezza assoluta con note di ribes e fragolina, sottolineate da tabacco, cacao e sfumature balsamiche che arrivano al pepe. Al palato è seta e cachemire con tannini aristocratici e note balsamiche. Vino da grandissima cucina: carni, cacciagione, formaggi stagionati, ma anche zuppe, tartufo e risotto>.

La tenuta San Leonardo è una delle cento cantine d'Italia selezionate dagli esperti di Wine Spectator per Opera Wine, l'evento inaugurale dell'edizione 2020 di Vinitaly. Per la cronaca la nostra regione sarà presente anche con la casa spumantistica trentina Ferrari, con Maso Martis (new entry) e con le cantine altoatesine Cantina di Terlano, Tramin e Elena Walch. 

 

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Al San Leonardo, i fratelli Schacher, proprietari dell'Hotel Ristorante Foresta di Moena, hanno dedicato un tempietto. Una nicchia di 30 metri quadrati disegnata dall'architetto della Val di Fiemme Ernesto Sieff, dove sono esposte tutte le annate del San Leonardo (dalla prima, storica annata del 1982, ai giorni nostri). Sullo sfondo del tempietto vi è una statua di San Leonardo, le pareti, illuminate a stelline bianche, ospitano le bottiglie in un’atmosfera austera che l’ascolto della descrizione del San Leonardo, registrata su nastro, rende suggestiva. Prima del "Sancta Sanctorum", un video sulla porta d’ingresso commentato dallo stesso marchese Carlo Guerrieri Gonzaga mostra al visitatore la Tenuta e la vita della casa vitivinicola di Borghetto d'Avio nelle diverse stagioni. <Ci è sembrato doveroso - confessano Walter e Riccardo Schacher - riservare questo privilegio al vino icona del Trentino che le più autorevoli guide nazionali e internazionali inseriscon nel Gotha dei più prestigiosi vini del pianeta>. In alto i calici.