Rubesco Riserva Monticchio Lungarotti, secondo ma con grande onore

di Vinoecibo
Feb. 1, 2020

Davanti al rosso Riserva Monticchio solo il il Sassicaia 2016, al suo fianco pari merito sul secondo gradino, il Solaia 2016

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Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio di Lungarotti è il secondo miglior vino rosso d’Italia. A decretarlo oggi è la super classifica “Top 100” dei rossi italiani di Gentleman, il periodico di Class Editori, ottenuta dall’incrocio delle sei più autorevoli guide enologiche 2020 del Belpaese (Gambero Rosso, Vitae, Bibenda, Veronelli, Cernilli e Maroni). Il millesimo 2015, preso in considerazione dalla graduatoria, conquista così il secondo posto a pari merito con il Solaia 2016, entrambi preceduti dal Sassicaia 2016 che si piazza sul gradino più alto del podio.

Per il Rubesco Riserva Vigna Monticchio si tratta della terza medaglia consecutiva nelle ultime tre edizioni della Top 100 rossi italiani di Gentleman.  Per Chiara Lungarotti ( nella foto sopra ) , ad dell’omonimo Gruppo: “Il riconoscimento è la riprova della grande evoluzione qualitativa del nostro Cru, portabandiera del terroir umbro e, in particolare, della piccola zona Doc di Torgiano in tutto il mondo”. Una conferma per il vino bandiera dell’azienda che il curatore Cesare Pillon ha così sintetizzato nell'inchiesta: “Se fosse per i primi 3 vini sul podio, la classifica del 2020 sarebbe identica a quella degli anni ‘80, quando Sassicaia e Solaia stavano conquistando i mercati esteri e il Rubesco Vigna Monticchio era una sorprendente creazione enologica scaturita in Umbria dall’intraprendente fantasia di Giorgio Lungarotti”.

 

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Elegante e di solida struttura, ha colore rubino profondo e profumo complesso che ricorda la marasca e la mora, delicati richiami alla violetta e leggere note mentolate e finale speziato. Di grande concentrazione, fruttato e leggermente balsamico, ha tannino morbido e vellutato, finale lungo e persistente. Il Rubesco Vigna Monticchio (Torgiano Rosso Riserva DOCG) è prodotto da uve Sangiovese macerate sulle bucce per 15‐20 giorni. Maturato un anno in botte grande e in barrique e poi affinato vari anni in bottiglia, sorprende per la sua complessità e longevità che lo rendono un vino con una potenzialità di invecchiamento di oltre 50 anni. Esportato in 50 Paesi del mondo, proviene dal cru ‘Vigna Monticchio’, un vigneto di 12 ettari sulla sommità delle colline di Brufa a Torgiano, a circa 300 metri di quota.

 

 

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Nelle tenute di Torgiano e Montefalco (250 ettari vitati complessivi) Lungarotti produce in media circa 2,5 milioni di bottiglie l’anno in 28 etichette, esportate in 50 Paesi e stappate nei ristoranti più blasonati di grandi metropoli internazionali: dal Nobu e Sushikoh di Tokyo al Pelago di Chicago fino al Del Posto di New York; dal Campagnolo e Shangri-La di Toronto al Tomate Blanche di Montréal; dall’Enoteca Il Buco di New York al Grill Royal di Berlino fino al Gallo Nero di Amburgo; dal Four Season Hotel di Bangkok e Grand Hyatt di Seoul all’esclusivo Gora Kadan nel parco nazionale di Hakone (Giappone).

Il Gruppo Lungarotti è attivo anche nei settori dell’enoturismo con i casolari dell’agriturismo Poggio alle Vigne e della cultura con il Museo del vino di Torgiano (Muvit) e il Museo dell’olivo e dell’olio (Moo).

 

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