Lazio

Presentati A Roma Tre Nuovi Vini Senza Allergeni

di Antonella Fiorito
Giugno 30, 2015

Presentati a Roma tre nuovi Vini Senza Allergeni

I vini senza solfiti della Tuscia

Il progetto dell’associazione ProBio, in collaborazione con l’Università della Tuscia, ha coinvolto Castello di Torre in Pietra, l’azienda biologica De Sanctis e la cooperativa Capodarco.

I risultati del progetto dell’associazione Pro.Bio, cofinanziato con fondi comunitari al 60% dell’investimento con circa 62mila euro, sono stati presentati a Roma il 18 giugno 2015 a Palazzo Antonelli, seguiti da una degustazione, durante un convegno moderato dal giornalista Fabio Turchetti e la partecipazione dei tre produttori delle cantine coinvolte: Filippo Antonelli (Castello di Torre in Pietra), Luigi De Sanctis (De Sanctis) e Salvatore Stingo (Capodarco).

Tre nuovi vini senza solfiti, frutto di una sperimentazione che ha coinvolto l’Università della Tuscia attraverso un finanziamento della regione Lazio: il Macchia Sacra, fiano in purezza della cantina Castello di Torre in Pietra, il 496 Frascati Doc (70% malvasia di Candia e 30% trebbiano toscano) dell’azienda biologica De Sanctis di Frascati e il Don Franco, un rosso montepulciano e sangiovese della cooperativa Capodarco di Grottaferrata.

I vini senza solfiti della Tuscia

L'agricoltura biologica del progetto ProBio

Le tre cantine, già in possesso da anni della certificazione biologica, si sono impegnate in questa sperimentazione per cercare di avere un profilo organolettico dei loro primi vini senza allergeni, analizzandone la qualità e l’interesse dei consumatori, attraverso un progetto dell’associazione ProBio, che può fare da apripista a tante altre aziende, associate e non.
Sono già in commercio e con una buona risposta dei consumatori i tre vini delle annate 2014, delle cantine Capodarco e De Sanctis, che ne hanno prodotte 2mila bottiglie, e Castello di Torre in Pietra con 4mila bottiglie.

“La nostra attività agricola è tutta orientata all’attenzione per l’ambiente e la persona attraverso prodotti che fanno bene e di qualità. E’ il caso del biologico”, sostiene il presidente di Capodarco, Salvatore Stingo.

“La sperimentazione è sempre un rischio e in agricoltura è particolarmente difficile perché bisogna tenere sotto controllo tante variabili – ha aggiunto Filippo Antonelli, proprietario di Castello di Torre in Pietra – ma è interessante e bisogna provare. Non so quale sarà il punto d’arrivo, ma la strada è segnata. Avevamo bisogno di capire e dai primi risultati possiamo dirci contenti”.


Le tre cantine operano da anni seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, ma attraverso il progetto ProBio si sono avviate su un sentiero che si spinge oltre aprendo nuovi scenari di mercato. A livello mondiale la superficie dei vigneti biologici è più che triplicata raggiungendo 311.000 ettari nel 2013 (fonte FIBL, IFOAM, SOEL) e in Italia ha avuto un tasso di penetrazione esponenziale: dal 2% al 16,80% del 2015. Oggi nel nostro Paese le cantine certificate per produrre vino biologico dal 2005 a oggi sono aumentate di 3 volte. Se ne contano oltre 1.300 (fonte SINAB).

L'agricoltura biologica del progetto ProBio