Veneto

Oltre Il Limite

di Miriam Quartesan
Luglio 27, 2014

Oltre il limite,Sullo sfondo l'antico e misterioso Catajo , I vigneti del Pigozzo , Salvan

Sullo sfondo l'antico e misterioso Catajo

Si narra che in un tempo lontano, nei pressi di Battaglia Terme, Padova, vi sia una dimora incantevole, particolare, un monumentale edificio, che alleggia nel mistero, costruita dal XVI secolo da Pio Enea, della famiglia Obizzi, originaria della Borgogna. Il Castello del Catajo, nome che secondo alcune fonti è stato dettato grazie alla località in cui è sorto, “ Cà del Tajo” , sede di una delle raccolte di reperti archeologici più importanti del Veneto. Si esprime senza tempo tra un imponenza militare, una villa di nobili veneziani e un Castello feudale, la prima parte del nuovo edificio, chiamato Castel Vecchio, fu costruita fra il 1570 3 il 1573. Tra le mura del maniero, teatro nel Seicento veneto, di uno degli episodi più curiosi dell’epoca, si scorge tuttora una pietra macchiata di sangue, scena dell’omicidio di Lucrezia Obizzi Dondi Dall’Orologio, uccisa all’epoca con 42 coltellate, dal suo amante, il corpo dell’eroina del tempo fu sepolto nella Basilica di Sant’Antonio a Padova. Ma un'antica leggenda narra che il fantasma della Contessa si aggiri tra le mura del Castello e si vocifera che le “apparizioni del suo spirito” nel castello, che un tempo diedero vita al “ caso Obizzi” , continuano ancora oggi nell’ala del castello, non visitabile. In questo alone di mistero che avvolge questa parte dei Colli Euganei, si scorge di facciata davanti al castello, una signorile dimora di campagna, l’azienda agricola della famiglia Salvan di cui voglio parlarvi. Una proprietà della mia cara amica di degustazioni Francesca e del “ Paron de casa Salvan”, suo padre, il Sig. Giorgio Salvan.

Sullo sfondo l'antico e misterioso Catajo

I vigneti del Pigozzo

Tutto intorno ai vigneti, sorge in questo fazzoletto di terra l’azienda Salvan di Due Carrare che fin dal 1915, rappresenta i vini del “ Pigozzo” : nome dialettale del picchio locale usato anche per indicare la vicina chiesetta che oltre a imporre il nome a queste terre, pubblicizza il nome anche alla loro punta di diamante: “Oltre il Limite e …altro, Pigozzo”. Un lungo affinamento in legni di rovere, rosso intenso, maturo, etereo e tostato, che io apprezzo particolarmente e definisco un Gran Vino! 
 
L’etichetta di questo, originale, che richiama molto la curiosità, nata nel 1997 da una presentazione dal libro di poesia “ OLTRE IL LIMITE e ALTRO…” il tutto creato dal poeta ZANON, ovvero la penna, il pittore CAUDIN, ovvero il pennello e il produttore di vini SALVAN e quindi la cantina, i Colli Euganeo Rosso taglio di un minimo di 60% Merlot e Cabernet Franc, produzione limitata e solo in annate eccezionali, la prima nel 1997, premiata come migliore etichetta italiana di vini rossi al concorso nazionale di Cupramontana, appunto si ispira all’omonima raccolta di poesie come già accennato del poeta Maurizio Zanon; 2003, 2008, vino che nasce nelle vigne, dove, indisturbato vola appunto il Pigozzo. Queste terre sono di fatto vocate particolarmente alla produzione di uve rosse: Merlot, Carmènere, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Vini di spessore, fruttati e aromatici trovano il loro habitat in quest’area a ridosso della natura euganea, dove il Sig. Salvan con la moglie e la figlia, promuovono i loro vini, accompagnandovi per sentieri e filari, ad incontrare le viti dell’azienda, con, degustazioni dei loro vini nell’atmosfera della loro antica barricaia.

I vigneti del Pigozzo

Piacevolezza e professionalità

Questa realtà, si esprime nei limiti del possibile, attuando integrazioni di tecniche di marketing, vendita e comunicazione, favorendo quindi il miglioramento della produzione, promuovendo sempre più occasioni di mercato per assicurare uno sviluppo prolungato e duraturo. Oggi, esiste un nuovo modo di concepire il mercato, come punto di partenza il consumatore, con i suoi bisogni e le proprie aspettative, dato che è attento, selettivo, in cerca di sensazioni ed esigente, le aziende devono orientare la propria produzione sui bisogni dell’utente, ponendosi come obbiettivo la curiosità e la soddisfazione del consumatore, solo così si può raggiungere e massimizzare un profitto, cosa che dal mio punto di vista, quest’azienda, si impegna da sempre, soprattutto nel rendere le visite in cantina piacevoli mettendo gli ospiti o i potenziali clienti a loro agio.

In una mattinata domenicale, ho l’onore e il privilegio di essere ospite in azienda, la mia amica Francesca, arriva ad accogliermi e ci accomodiamo nella fresca sala degustazione all’interno della Barchessa. Francesca cordiale come sempre, inizia a raccontarmi la storia della sua famiglia e ad ogni stappata, descrivermi la particolarità di ogni suo diverso vino.

Si inizia degustando il SUMMERTIME 2010, vincitore dell’edizione del 2012 del premio nazionale “Etichetta D’Oro”, grazie all’originale etichetta ideata da Francesca Salvan, ricordando il tocco jazz, un taglio di Friularo e Raboso Piave, rosato brillante, non molto alcolico, con una bella spalla di acidità, profumato, adatto a temperature estive; non facile al primo assaggio ma in grado di stupire, piacevole di pronta beva.

A seguire, il FRIULARO 2011 “URBANO SALVAN” , prima vendemmia 2009, prima produzione nel 2011, annata calda, asciutta, uva bellissima, vinificato nel metodo tradizionale, non invecchiato in legno ma 2 anni di assoluto cemento, poi in bottiglia, dove rimane vivo il ricordo dell’uva, appena aperto.Si mostra in un bel rosso vivo, intenso e al palato presenta una bella spalla acida, con 14 e ½ grado di alcol, frutto della raccolta di vendemmia tardiva, 29 novembre/1-2 dicembre .

Piacevolezza e professionalità

Contaminazioni enoculturali

Proseguiamo il nostro tasting con il FRANC 2008, 100% Cabernet Franc, l’idea della creazione nata dall’amico Thomas Teibert, vignaiolo in Roussilon, enologo tedesco, micro-vinificazione di vecchie varietà, uva esclusivamente del 2008, unica annata. Una prova riuscita che inizialmente, piaceva solo all’amico, maitre di Montecchia, Mauro, una decisione quasi avventata di metterlo in produzione che però nel tempo ha ottenuto un’evoluzione interessante. Definito da Francesca un vino Simpatico, ¾ di uva intera sana, la pigiatura quasi simile alla fermentazione del Novello, ovvero uva intera più una pigiatura compatta e chiusa, lieviti spontanei, pochissima solforosa, botte austriaca di 20 ettolitri, un anno, non fa barrique, messo in acciaio per un anno e mezzo e a seguire imbottigliato e rimontaggio; 10-15 giorni di macerazione, estrazione di colore, un rosso corposo di buona struttura con una bella complessità, che richiama profumi di goudron e terriccio, l’etichetta è stata studiata tra i toni del nero e grigio, con l’annata scritta nel colore rosso...

Contaminazioni enoculturali

Vini da centellinare

OLTRE IL LIMITE…2008, rosso rubino bello, pieno, interessante, quasi ruffiano si presenta al naso con una complessità notevole, giovane con una evoluzione che nel tempo potrà solo migliorare, morbido e rotondo, OLTRE IL LIMITE…2007 considerata un ottima annata, si presenta pulito, dritto in bocca, ottimo, con carattere che mantiene una notevole persistenza, di corpo, lascia un palato fresco e intenso, OLTRE IL LIMITE…2003, taglio bordolese nato solo in anni eccezionali, premiato a GOLOSARIA 2007, da Paolo Massobrio e Marco Gatti nella selezione dei 100 MIGLIORI VINI D’ITALIA del 2007, annata caldissima, con timore dell’uva considerata troppo cotta, invece risultata bella, questo 2003 degustato ora nel 2014, risulta con una discesa lenta e appena aperto un accenno alla polvere che poi al palato esplode con una grande complessità, comunque mi regala sempre un emozione, vigile nei miei ricordi... l’abbinamento riuscito resta il cioccolato fondente.
Penultimo ma non meno importante MERLOT RISERVA 2008 in Magnum, fermentazione con macerazione sulle bucce per 8-10giorni, 12 mesi in botte di rovere e a seguire 12 mesi in bottiglia, rosso rubino intenso, interessante, pulito, persistente, bello, di carattere con una buona struttura, profumo di mora, ciliegia e sambuco, una soffice carezza per il palato. E sorpresa in sordina, Francesca arriva in degustazione con OLTRE IL LIMITE e ALTRO…1997, uva di questo vino centellinato, numerato praticamente perfetto, elegante, al naso note di spezie e al palato lascia una nota mentolata fresca dopo deglutizione, che dire…un’emozione tutta da gustare…Grazie Francesca.

Vini da centellinare