Veneto

Nel Grande Freddo C'È Posto Per Il Moscato Fior D'Arancio

di Orfeo Meneghetti
Nov. 12, 2013

Nel grande freddo c'è posto per il Moscato fior d'Arancio

Il vino fiore all'occhiello dei Colli Euganei è uno dei vini del mercato norvegese

La strada è un po’ tortuosa fiancheggiata da un doppio filare di platani. Sullo sfondo il cielo dove le nuvole si diradano e dopo la pioggia la luce solare disegna un monolitico arcobaleno. Abbondata la strada principale, la virata a destra immette in una striscia di terra, un tratturo di campagna, ora allargato per consentire il movimento delle macchine agricole, che si sviluppa in una dolce ascesa sinuosa tra lunghi filari di viti, disposte su ideali terrazzamenti per una migliore esposizione al sole.
E’ in quest’area dove il color marrone domina con una scala di tonalità che anima sensazioni forti e induce alla melanconia autunnale. Gradualmente si stempera, lasciando il posto alla visione dell’immobile sede della cantina Facchin di Vò(Pd). 
L’accoglienza veicola l’accesso alla cantina. Nella sala di degustazione, i riconoscimenti assegnati alla canina sono contenuti in semplice teche o un po’ sono sparsi sul grande tavolo, destinato ai ritrovi con gli amici. Non c’è ostentazione nel mostrare i “titoli”, ma più semplicemente è il modo per riconoscere il lungo lavoro iniziato da Armido Facchin, che nel 1920 diventa il titolare di una piccola azienda agricola. C’è una famiglia numerosa da mantenere e l'impresa agricola produce i beni per la sussistenza. 
Nel 1970 la svolta. L’azienda con un autentica strambata punta sul vino. I protagonisti sono Renato e Enrico i figli del capostipite familiare. La scelta si rileva azzeccata. La superficie vitata dell’azienda aumenta sino a raggiungere gli attuali 30 ettari di vigneto. 
 

Ogni anno 100 mila bottiglie, belle sorprese dai rossi

Negli ultimi anni la cantina Facchin passa di mano. A dirigerla e a promuoverla sono i fratelli Mauro e Alessandro e il cugino Andrea. 
Le 100 mila bottiglie prodotte ogni anno contengono i vini prodotti da vitigni internazionali. In genere  si tratta di uve a bacca rossa. Sui bianchi, c’è il recente ingresso del Prosecco. Su tutti, secondo tradizione euganea il moscato giallo. Nella traduzione enologica locale l’uva si trasforma in Fior d’Arancio Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Con questo marchio l’azienda Facchin è sbarcata in Norvegia garantendosi per un triennio la fornitura di 50 mila bottiglie che si fanno apprezzare sul mercato del Paese nordico. Oltre oceano Atalantico, l’azienda ha imposto il proprio marchio in un segmento del mercato americano e punta a conquistare altro spazio nel mercato enologico a stelle e striscie. 
Le novità in cantina non mancano. “Il “Fero Gaudium", significa portare gioia .dice Mauro Facchin – è un cabernet sauvignon in purezza. Il vino è affinato per tredici mesi in barrique. Il processo di maturazione prosegue per un anno in bottiglia. Carmina è un altro rosso. E' un taglio: 70 per cento Merlot e 30 per cento Cabernet sauvignon. Il processo di maturazione è lo stesso del Fero Gaudium.
I titolari dell’azienda  Facchin pensano pure a innovare. Ecco allora la scelta di proporre e con molte interesse per gli estimatori il passito di Fior d’Arancio. L’uva viene fatta appassire sui graticci classici e poi spremuta a marzo. L’affinamento avviene in barrique per 4-5 mesi e continua il processo di maturazione restando un anno in bottiglia. La terza generazione dell’azienda guarda sicura al futuro. Facchin è sinonimo di gente che lavora, in questo caso con intelligenza e voglia di sperimentare, senza perdere mai di vista la qualità.