Abruzzo

Montepulciano ma d'Abruzzo

di Vino e Cibo
Set. 9, 2020

Montepulciano sì, ma d'Abruzzo . Un classico pugno di ferro in guanto di velluto

Montepulciano yes, but from Abruzzo. A classic iron fist in a velvet glove

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English text follows

E' interessante conoscere la storia dei vitigni, ancora più curioso, essere a conoscenza che un vino, da vitigni autoctoni a bacca rossa, che ha trasformato, un territorio e ha dato un nuovo impulso ad una denominazione già esistente , è il Montepulciano. Il “ classico pugno di ferro in guanto di velluto” come lo ha definito il giornalista degustatore Daniel Thomases. Non solo, il termine Montepulciano indica un vitigno a bacca nera coltivato in prevalenza in Abruzzo, Marche, Umbria, Puglia. Da qui è palesemente assodato che il Montepulciano è una delle uve più importanti del centro Italia assieme al Sangiovese. Probabilmente la terra nativa del Montepulciano d'Abruzzo è Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Nel 1875 si documenta una esatta descrizione ampelografica della bacca. Il Montepulciano, assieme al Sangiovese, rappresenta al meglio la tradizione "rossa" dell'Italia centrale e il successo che questo vino sta incontrando, anche all’estero, è sicuramente dovuto alla ottime caratteristiche qualitative di base, alla ricerca costante della qualità che le numerose aziende vitivinicole hanno intrapreso negli ultimi venti anni. Il Montepulciano si presta bene all’invecchiamento, che se attuato per almeno due anni in botti di legno, può fregiarsi della menzione “Riserva". Tale vitigno, ha un grappolo di grandezza e compattezza media, quasi sempre alato, di forma piramidale o conica. L’uva ha un ciclo vegetativo lungo e maturazione tardiva. Si adatta alle varie condizioni ambientali,prediligendo le zone siccitose e terreni molto compatti, e denota una ricchezza in polifenoli.

 

Fra le uve più importanti del centro Italia

 

Circa la metà del terreno coltivato a vite in Abruzzo è Montepulciano ed è la base di quasi tutti i rossi a doc della regione. L'area di produzione è estremamente vasta e comprende siti collinari o altopiani in tutte le quattro province. Il paesaggio vitato va dai picchi nevosi del Gran Sasso per scendere attraverso le colline fino alle coste del Mare Adriatico. Nella zona montagnosa il suolo è per lo più di roccia calcarea, mentre in quella collinare è invece argilloso-calcareo e sabbioso. Il clima è generalmente mite, con dolci brezze che arrivano dal mare. Il Montepulciano d'Abruzzo è fatto con almeno l'85% del vitigno omonimo, ha una gradazione minima di 11,5° e deve essere invecchiato per almeno cinque mesi.

 

Quando raggiunge i due anni d'invecchiamento e con una gradazione alcolica minima di 12°, il vino può essere etichettato riserva. Anche grazie all’elevato contenuto di sostanze polifenoliche che garantisce sicuramente un buon invecchiamento. La versione rosé di questo vino è chiamata Cerasuolo. Va precisato che il Vino Nobile di Montepulciano non ha legami con questo vitigno, ma è vinificato con un clone di Sangiovese e prende il proprio nome dalla città toscana di Montepulciano, in provincia di Siena, dov'è prodotto. Da notare, infatti che nei secoli passati, ma ancora oggi, tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano ci sono sempre stati litigi e confusioni dovute ad alcune caratteristiche ampelografiche e alla produzione di vini simili.

La sua versione rosa è il Cerasuolo

 

Il Montepulciano d’Abruzzo e il Nobile di Montepulciano non hanno niente in comune o che li lega tra loro, se non il nome. Il primo prende il nome dal vitigno che ne caratterizza l’uvaggio, mentre il secondo trae il nome dalla città toscana in cui è prodotto, Montepulciano. Nella Baronia di Carapelle, tenuta de’Medici in Abruzzo, s’importarono le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo. Verso la metà del 1700 si possono trovare le prime testimonianze scritte sulla presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo e fin dal 1821 nella vallata Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco da Casauria – Bolognano dove risiedeva la famiglia Guelfi) si trovano notizie di produzione e commercializzazione di “vino Montepulciano”. Tale affermazione è documentata da un rarissimo documento manoscritto di proprietà dell’arch. Tommaso Camplone di Pescara. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell’800, vennero reperiti nella Marsica, su suoli nei quali la fillossera non riesce a diffondersi, situati probabilmente a Gioia dei Marsi, Aielli o San Pelino-Paterno. Attualmente il Montepulciano può essere coltivato ovunque grazie alle nuove tecniche viticole ed enologiche,anche se la Valle Peligna sembra essere la zona più ideale e adatta, anche per il clima stesso…

Niente in comune on il Nobile

 

Una famosa leggenda, raccontata, anche, dallo storico greco-romano Polibio, racconta che il condottiero cartaginese Annibale, faceva bere e guarire le ferite ai milites del suo esercito con questo vino prodotto in Abruzzo e con lo stesso vino lavava i suoi cavalli, facendoli guarire dalla scabbia. Un altro che scrive e fa riferimento di questo vino è Ovidio con “Le Metamorfosi”, celebrando la bellezza dei vigneti della Valle Peligna (da cui proviene storicamente il vitigno del Montepulciano). Due, sono i produttori importanti, storici di forte personalità e scelte coraggiose. Grazie al loro apporto, questa zona è cresciuta e sta avendo una forte rilevanza in tutta Italia e così, l'intero territorio, deve a questi due “ Grandi del vino”, il merito di un vino che viene molto apprezzato nel mondo per il suo carattere, unicità e territorialità. Si comincia ocn Edoardo Valentini, uno dei primi a fare vini etichettati in bottiglia, con il nome del podere, morto a 74 anni, dei quali 52 impegnato a fare il viticoltore. Un grande maestro di vigna e appassionato del suo lavoro, colui che, citava spesso i Presocratici, ovvero” filosofi greci che cercavano il principio della realtà negli elementi naturali… e il loro fascino“ ..come dire piccole imperfezioni ma grande carattere, o meglio un po’ di CO2 residua, qualche riduzione iniziale, che poi va via aprendo la bottiglia per tempo… perché appunto solo il tempo riserva sorprese, pratica ritenuta indispensabile per i suoi vini, colui che amava ripetere( Natura non facit saltus).

Dalla bellezza della Valle Peligna

 

L’altro grande è Gianni Masciarelli, uno dei migliori produttori Italiani, fonda l’azienda nel 1978 sposa Marina Cvetic (che firmerà uno dei brand aziendali più importanti), in cantina acciaio termocondizionato e barrique,vinificazione tradizionale e le più moderne tecniche di estrazione,in vigna alterna impianti a cordone speronato 9.000 ceppi per ettaro alle pergole abruzzezi. Negli anni’80, prende una nuova strada e punta tutto sui due vitigni simbolo, Trebbiano e Montepulciano , rilanciandone le rispettive tipologie. Autentico ed Estremo personaggio coraggioso, capace di donare, nel 2001, una selezione speciale di 1000 bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo al suo amato partito della Rifondazione Comunista, che in etichetta sottolinea la frase: “Un brindisi alla Rifondazione Comunista” per festeggiare il decimo anniversario della nascita del Partito. Bravo non solo a captare il fiuto del Marketing ma da astuto imprenditore, in tempi di crisi, come quelli attuali, decise di fondare una società di importazione e distribuzione dei suoi vini negli Stati Uniti; una filosofia di operazione vincente, privilegiando come Valentini, la costruzione di un mercato di solide basi,attraverso una distribuzione dettagliata di vini e conferendo un’attenzione particolare verso il cliente. Ottenuta la Docg con la vendemmia del 2003 alla sottozona “Colline Teramane”; Nel 2005 il disciplinare di produzione ha subìto alcune modifiche; è stata riconosciuta anche la menzione “Riserva”ad altre aree, e alcune IGT sono passate a sottozone DOC.

Edoardo Valentini e Gianni Masciarelli gli artefici del successo

 

Va infine ricordato che anche questo vitigno subì l’attacco della fillossera negli anni ’20 e in qualche anno l’estensione e la qualità degli impianti furono ridotti drasticamente. Un' indagine svolta nel corso del 2008 (Iri Infoscan per Vinitaly 2008) ha dimostrato proprio che il Montepulciano d'Abruzzo è al secondo posto (dopo il Chianti) tra i vini a denominazione d'origine più venduti in assoluto dalla grande distribuzione (oltre il 60% della vendita globale di vino in Italia avviene attraverso questo canale di vendita) nel 2007. Il Consorzio di Tutela, organismo che mira a garantire e migliorare la qualità di questo vino, si è dotato infatti di un rigido disciplinare. Vino di consistenza fine e rotonda, scorrevole, senza asprez È un vino assolutamente straordinario, il risultato della grande passione e professionalità dei viticoltori locali ai quali vanno ampi e meritati riconoscimenti che il mondo amatoriale e quello commerciale gli attribuiscono sia in Italia che all’estero. In assoluto il primo vino rosso abruzzese a raggiungere un importante traguardo.

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It is interesting to know the history of the vines, even more curious, to be aware that a wine, from native red grape varieties, which has transformed a territory and has given a new impulse to an existing denomination, is Montepulciano. The “classic iron fist in a velvet glove” as the taster journalist Daniel Thomases defined it. Not only that, the term Montepulciano indicates a black grape variety grown mainly in Abruzzo, Marche, Umbria, Puglia. From here it is clearly established that Montepulciano is one of the most important grapes of central Italy together with Sangiovese.

Probably the native land of Montepulciano d'Abruzzo is Torre de 'Passeri in the province of Pescara. In 1875 an exact ampelographic description of the berry is documented. Montepulciano, together with Sangiovese, best represents the "red" tradition of central Italy and the success that this wine is meeting, even abroad, is certainly due to the excellent basic qualitative characteristics, the constant search for the quality that numerous wineries have undertaken in the last twenty years. Montepulciano lends itself well to aging, which if carried out for at least two years in wooden barrels, can boast the term "Riserva". This vine has a cluster of medium size and compactness, almost always winged, pyramidal or conical in shape The grape has a long vegetative cycle and late ripening It adapts to various environmental conditions, preferring drought areas and very compact soils, and denotes a richness in polyphenols.

Primo fra i primi nonostante la filossera

 

About half of the land planted with vines in Abruzzo is Montepulciano and is the basis of almost all the red DOC wines of the region. The production area is extremely large and includes hilly or highland sites in all four provinces. The vineyard landscape stretches from the snowy peaks of the Gran Sasso to descend through the hills to the coasts of the Adriatic Sea. In the mountainous area the soil is mostly limestone, while in the hilly area it is clayey-calcareous and sandy. The climate is generally mild, with gentle breezes coming from the sea. Montepulciano d'Abruzzo is made with at least 85% of the vine of the same name, has a minimum alcohol content of 11.5 ° and must be aged for at least five months.

When it reaches two years of aging and with a minimum alcohol content of 12 °, the wine can be labeled reserve. Also thanks to the high content of polyphenolic substances which certainly guarantees good aging. The rosé version of this wine is called Cerasuolo. It should be noted that the Vino Nobile di Montepulciano has no ties to this vine, but is vinified with a Sangiovese clone and takes its name from the Tuscan city of Montepulciano, in the province of Siena, where it is produced. It should be noted, in fact, that in past centuries, but still today, there have always been quarrels and confusions between the Abruzzese and the winemakers of Montepulciano due to some ampelographic characteristics and the production of similar wines.

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Montepulciano d’Abruzzo and Nobile di Montepulciano have nothing in common or that binds them to each other, if not the name. The first takes its name from the grape that characterizes its blend, while the second takes its name from the Tuscan city in which it is produced, Montepulciano. In the Barony of Carapelle, the Medici estate in Abruzzo, the first viticultural and enological techniques evolved from Tuscany to Abruzzo were imported. In the mid-1700s, the first written evidence of the presence of the Montepulciano vine in Abruzzo can be found and since 1821 in the Pescara valley (presumably in the area of ​​Tocco da Casauria - Bolognano where the Guelfi family resided) there are news of the production and marketing of "Montepulciano wine". This statement is documented by a very rare handwritten document owned by the architect Tommaso Camplone of Pescara. From various archives it also appears that some clones that escaped the devastation of the late 19th century were found in Marsica, on soils where phylloxera is unable to spread, probably located in Gioia dei Marsi, Aielli or San Pelino-Paterno. Currently Montepulciano can be grown anywhere thanks to new viticultural and enological techniques, even if the Peligna Valley seems to be the most ideal and suitable area, even for the climate itself ...

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A famous legend, also told by the Greek-Roman historian Polybius, tells that the Carthaginian leader Hannibal, made the milites of his army drink and heal the wounds with this wine produced in Abruzzo and with the same wine he washed his horses, making them heal from scabies. Another who writes and refers to this wine is Ovid with “Le Metamorfosi”, celebrating the beauty of the vineyards of the Peligna Valley (from which the Montepulciano vine historically comes). There are two important producers, historical producers with strong personalities and courageous choices. Thanks to their contribution, this area has grown and is having a strong relevance throughout Italy and so, the whole territory owes to these two "great wine", the merit of a wine that is highly appreciated in the world for its character, uniqueness and territoriality. We begin with Edoardo Valentini, one of the first to make wines labeled in bottles, with the name of the farm, who died at 74, of which 52 committed to being a winemaker. A great master of the vineyard and passionate about his work, the one who often quoted the Presocratics, or "Greek philosophers who sought the principle of reality in natural elements ... and their charm" .. how to say small imperfections but great character, or rather some residual CO2, some initial reduction, which then goes away by opening the bottle in time ... because only time holds surprises, a practice considered indispensable for

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The other great is Gianni Masciarelli, one of the best Italian producers, he founded the company in 1978 and married Marina Cvetic (who will sign one of the most important company brands), in the cellar in thermo-conditioned steel and barriques, traditional vinification and the most modern extraction techniques , in the vineyard it alternates 9,000 spurred cordon plants per hectare with abruzzezi pergolas. In the 1980s, it took a new path and focused on the two symbolic vines, Trebbiano and Montepulciano, relaunching their respective types. Authentic and extreme courageous character, able to donate, in 2001, a special selection of 1000 bottles of Montepulciano d'Abruzzo to his beloved party of the Communist Refoundation, which on the label underlines the phrase: "A toast to the Communist Refoundation" to celebrate the tenth anniversary of the birth of the Party. Bravo not only at capturing the intuition of Marketing but as a shrewd entrepreneur, in times of crisis, like the present ones, he decided to found a company for the import and distribution of his wines in the United States; a winning operation philosophy, privileging, like Valentini, the construction of a solid market, through a detailed distribution of wines and giving particular attention to the customer. Obtained the DOCG with the 2003 harvest in the sub-area “Colline Teramane”; In 2005 the production specification underwent some changes; the mention "Riserva" has also been recognized in other areas, and some IGT have passed to DOC sub-areas.

 

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Finally, it should be remembered that this vine also suffered the attack of phylloxera in the 1920s and in a few years the extension and quality of the plants were drastically reduced. A survey carried out in 2008 (Iri Infoscan for Vinitaly 2008) has shown that Montepulciano d'Abruzzo is in second place (after Chianti) among the best-selling wines with denomination of origin ever by large retailers (as well as 60% of the global wine sales in Italy takes place through this sales channel) in 2007. The Consorzio di Tutela, an organization that aims to guarantee and improve the quality of this wine, has in fact adopted a strict disciplinary. Wine with a fine and round consistency, smooth, without harshness It is an absolutely extraordinary wine, the result of the great passion and professionalism of local winemakers to whom ample and deserved awards that the amateur and commercial world give it both in Italy and abroad . The first Abruzzo red wine to reach an important milestone.