Matteo e Alessandro lasciano la Fongaro spumanti

di Il Merlo Parlante
Maggio 24, 2020

Annuncio affidato ai social da Matteo Fongaro, erede, con il fratello Alessandro, della passione di Guerrino che la fondò negli anni settanta

Matteo and Alessandro leave the Fongaro sparkling wines. Announcement entrusted to social networks by Matteo Fongaro, heir, with his brother Alessandro, of the passion of Guerrino who founded it in the seventies

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English text follows

Nel mondo dei cultori dei vini autoctoni, e in questo caso parliamo dell'antichissima Durella, tipica dei Monti Lessini, fra Verona e Vicenza, la notizia non poteva passare inosservata. Men che meno a me, che nonostante il mio nome di merlo mi voglia come amanti dei rossi, di quest'uva vulcanica e dei suoi produttori, che hanno saputo nobilitarla con il metodo classico, oltre che charmat, ho imparato a capirne la sua anima dopo che sia stata imprigionata sapientemente nei vetri, almeno per tre anni. Ma non è proprio di questo vino che volevo dire, quanto di uno dei suoi più emblematici produttori. Anzi due, visto che oltre a Matteo Fongaro, anche Alessandro, suo fratello, hanno calamitato l'attenzione dopo aver letto su Facebook che dal 21 maggio, Matteo non fa più parte dell'azienda Fongaro.

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“Una decisione - ha spiegato Matteo, al nostro redattore che lo ha contattato - maturata e ponderata nel corso degli ultimi due anni e condivisa anche da mio fratello Alessandro, che mi seguirà in quella che per noi, nipoti di nonno Guerrino Fongaro ( al centro nella foto con Matteo e Alessandro), pioniere, con pochi altri, della spumantizzazione della Durella, con il metodo classico, sarà una nuova scommessa . “ Non posso svelare molti dettagli - ha continuato a raccontare Matteo – posso solo che certe filosofie sulla propria mission, di tanto in tanto vanno rielaborate e, se le riflessioni conclusive lo impongono, si devono cercare nuovi percorsi. Soprattutto cercando di continuare a migliorarsi guardando al futuro pur nel solco della storia e della tradizione. Soprattutto in virtù del fatto che anche la miglior innovazione è figlia dell'altrettanto consolidata vocazione che anima questo mestiere di vignaioli.

 

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Un mestiere fatto di passione e sensibilità per la vigna e un prodotto finale, il vino, che nostro nonno ci ha insegnato ad esaltare in uno dei metodi più nobili e preziosi: il metodo classico.” Quello, per capirci che oltre alle fortune dello Champagne ha reso celebri nel mondo molti altri spumanti, non ultimo, il Monte Lessini. Un piacere tutto autoctono del quale i Fongaro, i Cecchin, i Marcato, i Tassoniero e pochi altri, hanno scommesso quasi mezzo secolo fa per poi accomunare attorno a loro altri manipoli di produttori innamorati di questa varietà di vitis vinifera sativa, dal piglio rustico e schietto. Usata, immeritatamente, come uva da taglio per la sua acidità come rinforzo di uvaggi altrimenti inanimati o di poco spessore. Tutto il contrario di quel che accade una volta che si induca la Durella a lasciarsi addomesticare, per così dire, e indicarle la strada per esprimere tutta la sua potenza espressiva. Così come fecero i pionieri che cominciarono a popolare di vigneti l'area pedemontana dei Monti Lessini, intuendo, fin da allora che salire di quota, per far vino, avrebbe potuto essere un segno distintivo inimitabile.

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Più ancora oggi che i cambiamenti climatici hanno reso quasi obbligata questa scelta, Certo non solo Durella, lascia filtrare Matteo Fongaro nel corso della telefonata, del resto anche il Pinot nero è un signor classico, come lo è lo Chardonnay. Ma di questo, o di altre idee dei fratelli Fongaro per il loro nuovo futuro di vignaioli, tornerò a riparlarvi. Magari dopo un'altra chiacchierata con Matteo che comunque, per i curiosi specializzati, pur correttamente presentando la sua nuova condizione ai saggi del Consorzio di Tutela Vino Lessini Durello, è stato riconfermato nella sua carica di vice presidente del Consorzio medesimo. Un segno di rinnovata fiducia nelle già apprezzate doti di Matteo di indiscusso paladino del metodo classico dei Lessini e dei vini di questo vulcanico angolo d'Italia.

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In the world of indigenous wine lovers, and in this case we are talking about the ancient Durella, typical of the Lessini Mountains, between Verona and Vicenza, the news could not go unnoticed. Least to me, that despite my name of blackbird wants me as lovers of red wines, of this volcanic grape and of its producers, who have been able to ennoble it with the classic method, as well as charmat, I learned to understand its soul after she was expertly imprisoned in the glass, at least for three years. But it is not exactly of this wine that I wanted to say, but of one of its most emblematic producers. Indeed two, given that in addition to Matteo Fongaro, also Alessandro, his brother, attracted attention after reading on Facebook that from 21 May, Matteo is no longer part of the Fongaro company.

"A decision - explained Matteo, to our editor who contacted him - matured and considered over the past two years and also shared by my brother Alessandro, who will follow me in what for us, grandchildren of grandfather Guerrino Fongaro, pioneer, with a few others, the sparkling process of Durella, with the classic method, will be a new challenge. "I cannot reveal many details - Matteo continued to tell - I can only re-elaborate certain philosophies on their mission, and if the conclusive reflections dictate it, new paths must be sought. Above all, trying to continue improving by looking to the future while following the path of history and tradition. Especially by virtue of the fact that even the best innovation is the daughter of the equally consolidated vocation that animates this profession of winemakers.


 

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A profession made of passion and sensitivity for the vineyard and a final product, the wine, which our grandfather taught us to exalt in one of the most noble and precious methods: the classic method. " That, to understand that in addition to the fortunes of Champagne has made many other sparkling wines famous in the world, not least, Monte Lessini. An indigenous pleasure which the Fongaro, Cecchin, Marcato, Tassoniero and a few others wagered almost half a century ago and then brought together around them other handpieces of producers in love with this variety of vitis vinifera sativa, with a rustic look and forthright. Used, undeservedly, as a cutting grape for its acidity as a reinforcement of grapes otherwise inanimate or of little thickness. Quite the opposite of what happens once Durella is induced to let herself be tamed, so to speak, and show her the way to express all her expressive power. As did the pioneers who began to populate the foothills of the Lessini Mountains with vineyards, sensing, ever since that ascending altitude, to make wine, could have been an inimitable hallmark.

 Even more today that climate changes have made this choice almost obligatory, Certainly not only Durella, lets Matteo Fongaro filter during the call, moreover Pinot Noir is also a classic gentleman, as is Chardonnay. But of this, or of other ideas of the Fongaro brothers for their new future as winemakers, I will return to tell you about it. Maybe after another chat with Matteo who, however, for the curious onlookers, while correctly presenting his new condition to the essays of the Lessini Durello Wine Protection Consortium, was reconfirmed in his position as vice president of the Consortium itself. A sign of renewed confidence in Matteo's already appreciated qualities of undisputed champion of the classic Lessini method and of the wines of this volcanic corner of Italy.