Sardegna

La Vernaccia Di Oristano Un Tesoro Che Rischia Di Andare Perduto

di Orfeo Meneghetti
Gen. 6, 2014

La Vernaccia di Oristano un tesoro che rischia di andare perduto

Soffre della globalizzazione, ma i produttori non demordono

La Vernaccia è un vitigno bianco che predilige i terreni alluvionali costituiti da materiale di disgregazione rocciosa ed è, infatti, tipico della bassa valle del Tirso, provincia di Oristano. L’introduzione del vitigno nell’isola è attribuito ai Fenici, che fondarono la città di Tharros, penisola del Sinis Il nome del vitigno è, però probabilmente di origine romana e indica un’uva “vernacula”, ossia un’uva del luogo, tanto che la denominazione vernaccia è utilizzata in tutta Italia per indicare in generale i vitigni non altrimenti classificabili. Dal vitigno Vernaccia è oggi prodotto un vino da meditazione molto famoso e apprezzato, la Vernaccia di Oristano Doc, dal colore giallo ambrato e dal sapore mandorlato, che raggiunge un’alta gradazione alcolica 15-16 gradi. La produzione dell’uva avviene in vigne generalmente ad alberello, con una resa che non supera i 60 quintali per ettaro. L’uva, che presenta un grappolo piccolo e serrato e ha acini tondi. E’ vendemmiata alla fine di settembre, quando raggiunge la giusta concentrazione zuccherina. Attraverso un naturale processo di ossidazione per opera di una particolare flora di lieviti (“flor”) e l’invecchiamento per tre, quattro anni in botti di rovere o castagno parzialmente scolme, si riesce ad ottenere un prodotto unico e caratteristico. 
Un piccolo tesoro che rischia di andare perduto, vanificando una tradizionevinicola di grande valore, consolidatasi nel corso dei secoli. E’ l’amaro destino che sembra prospettarsi per la Vernaccia di Oristano, che negli ultimi decenni ha visto via via calare la produzione e i consumi. Produttori e appassionati vogliono ad ogni costo ribellarsi, ed hanno organizzato a settembre una manifestazione denominata “Le vie della Vernaccia”, promossa da fondazione Sa Sartiglia, Regione Sardegna, Sardegna Promozione e Consorzio Uno, e cioè il consorzio che gestisce la sede universitaria proprio a Oristano, offrendo agli allievi il corso di laurea in viticoltura ed enologia.
Si sono susseguite conferenze, degustazioni, incontri guidati e tavole rotonde che hanno riportato al centro della scena questo vino liquoroso, saporito e aromatico grazie all’invecchiamento in botti di castagno o rovere. La Vernaccia dal 1971 fu il primo tra quelli sardi a ottenere il disciplinare Doc. Un riconoscimento importante che, però, a una quarantina d’anni di distanza sembra quasi aver portato ai produttori più grattacapi che benefici. Il disciplinare (che non è mai stato modificato) è ritenuto, infatti, troppo rigido per adattarsi a quello che è diventato oggi il mercato enologico.
Sono cambiati i gusti del pubblico, certo, ma anche c'è un ipertroficoaumento dell’offerta di vini liquorosi provenenti da tutto il mondo, dovuto alla globalizzazione. Conseguenza quasi logica che un piccolo territorio come l’oristanese, l’estensione dei terreni che possono produrre Doc Vernaccia di Oristano è di soli 35mila ettari circa, ne resti quasi schiacciato, a dispetto della qualità estrema dei prodotti. Le aziende che producono la Vernaccia sono: Fratelli Serra, Contini, Putzolu, Silvio Carta, Famiglia Orro, Pippia e Produttori Riuniti.