La Barbera D'Asti Regina del Piemonte

di Donato Sinigaglia
Nov. 1, 2020

La Barbera d'Asti Docg si conferma al top fra i vini del Piemonte e non solo

Barbera d'Asti Docg is confirmed at the top among the wines of Piedmont and beyond

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La Barbera d'Asti Docg si conferma al top fra i vini del Piemonte e non solo. Oltre a rappresentare l'eccellenza vinicola del Monferrato, territorio patrimonio dell'Umanità, continua a coinvolgere ed appassionare un numero sempre maggiore di amanti del buon bere. Non ultime le donne. E proprio per venire incontro a gusti e sensibilità diverse il Consorzio Barbera d'Asti e Vini Monferrato quest'anno ha presentato una nuova denominazione: il Marengo la versione spumante del Piemonte Cortese. Un vino che ricorda la vittoria, nel 1800, di Napoleone che in queste terre, vinse una battaglia che gli aprì le porte d’Europa. Ma è la Barbera d’Asti Docg il prodotto di punta del Monferrato, con una quota export attestata intorno al 50 cento della produzione.

Nonostante il calo dei consumi dovuti all’emergenza sanitaria globale, tengono i numeri sull’imbottigliato complessivo (+1,22 per cento rispetto al 2019) delle denominazioni che fanno capo al Consorzio che tutela 13 denominazioni: 4 Docg (Barbera d’Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato e Terre Alfieri) e 9 Doc (Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato e Piemonte).

 

Un dato incoraggiante, sostenuto da alcune interessanti indagini di mercato, che evidenziano come la Barbera, regina dei vini piemontesi, stia conquistando il favore del gentil sesso grazie all’insieme di profumi e armonie di grande carattere. Di facile approccio se bevuta da giovane e complessa se lasciata affinare in legno come nel caso della versione Superiore, il valore aggiunto è dato certamente dalla sua estrema versatilità. Coltivata in 167 comuni (116 in provincia di Asti e 51 in provincia di Alessandria) , la Barbera d’Asti Docg occupa un territorio abbastanza vasto da restituire al vino un ventaglio di espressioni e colori meravigliosamente diversificato. Emergono in questo scenario anche nicchie enologiche di grande rilievo.

Per esempio l’Albugnano, il Nebbiolo coltivato nelle aree limitrofe alla provincia di Torino, con un imbottigliato in crescita al 31 di agosto; oppure il Cortese dell’Alto Monferrato, anche in questo caso con segno positivo alla stessa data. Etichette e storie presentate alla manifestazione astigiana del vino Douja d’Or , la prima a essere organizzata in presenza dopo le restrizioni. "I numeri della Douja del Monferrato", titolo della rassegna del Consorzio nell’ambito dell’evento, confermano un apprezzamento di pubblico trasversale. Palazzo Alfieri di Asti, dove il Consorzio ha allestito le proprie postazioni di assaggio, ha fatto il pieno di visitatori, degustatori e giornalisti della stampa specializzata attratti dalla bellezza del Monferrato e dalle sue bottiglie.

 

«Con 13 denominazioni tutelate, oltre 65 milioni di bottiglie e più di 11 mila ettari vitati, il Consorzio rappresenta interamente un territorio variegato come il Monferrato che, negli ultimi anni, sta diventando un traino decisivo del comprensorio Unesco – dichiara Filippo Mobrici, presidente Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato –. Anche in quest'anno segnato dalla crisi sanitaria globale, il nostro comparto ha dimostrato di reggere nei numeri e nell’immagine, segno di un consolidamento sempre più forte in Italia e nel mondo. Siamo stati tra i primi a investire sui vitigni autoctoni, penso per esempio alla nostra adesione progetto “Indigena” mirato appunto a questo tipo di valorizzazione, idea che abbiamo condiviso in netto anticipo sui tempi".

 

 

Il Monferrato è un territorio di bellezza e di opportunità, dove giovani imprenditori e grandi aziende hanno cominciato a investire risorse sempre più importanti che dal vino portano a importanti ricadute sull' enoturismo. Alice Bel Colle è una scoperta vinicola ma anche turistica. Il caratteristico borgo, incrocio delle meraviglie, è situato a 418 metri sul livello del mare. I cento soci viticoltori che conferiscono all'omonima cantina puntano a rafforzare l'identità enologica dell'Alto Monferrato Acquese. I vini della collezione 360 gradi (il nome richiama la vista mozzafiato a 360 gradi che si ha dal punto più alto di Alice Bel Colle) seguono un rigoroso protocollo di produzione che coinvolge i vigneti più vocati. Il risultato sono vini autentici, densi di profumi e struttura come l'Alix, la Barbera d'Asti Docg e il Cortese Doc. "Il tempo lento della qualità" è alla base della filosofia in cantina dei Viticoltori Associati di Vinchio - Vaglio Serra. "Le uve dalle vigne vecchie - afferma Tessa Donnadieu, sales manager - sono al centro di un ambizioso progetto di recupero della memoria vinicola del territorio". La qualità c'è tutta: frutto delle tecniche di cantina tramandati da generazioni e i lunghi anni di invecchiamento. Nella cantina Pico Maccario oltre che sulla qualità si punta anche sul design. I pali tiranti all'inizio dei filari di viti sono delle grandi matite colorate ed il "soggetto matita" torna anche all'interno del punto vendita e assaggi.

 

Qui c'è il culto, tramandato da padre in figlio, per la Barbera ed i vini Doc del Monferrato: dalla vite alla cantina. I 15 ettari di vigneti dell'azienda il Botolo abbracciano la poetica delle dolci colline. La passione e la cura nella lavorazione culminano nel Nizza Docg, la cui uve sono vendemmiate a mano e il vino, affinato a lungo in barrique, profuma di spezie di tabacco, sambuco e prugna matura. Il grande vino si fa in vigna e la Barbera lo testimonia.

 

Barbera d'Asti Docg is confirmed at the top among the wines of Piedmont and beyond. In addition to representing the wine excellence of Monferrato, a World Heritage Site, it continues to involve and thrill an increasing number of lovers of good wine. Not least the women. And precisely to meet different tastes and sensibilities, the Barbera d'Asti e Vini Monferrato Consortium this year presented a new denomination: Marengo, the sparkling version of Piemonte Cortese. A wine that recalls the victory, in 1800, of Napoleon who in these lands won a battle that opened the doors of Europe to him. But Barbera d'Asti Docg is the flagship product of Monferrato, with an export share of around 50 percent of production. Despite the drop in consumption due to the global health emergency, the numbers on the overall bottled (+1.22 percent compared to 2019) of the denominations belonging to the Consortium that protects 13 denominations are held: 4 Docg (Barbera d'Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato and Terre Alfieri) and 9 Doc (Albugnano, Cortese dell'Alto Monferrato, Dolcetto d'Asti, Freisa d'Asti, Grignolino d'Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato and Piedmont). An encouraging fact, supported by some interesting market surveys, which show that Barbera, queen of Piedmontese wines, is winning the favor of the fairer sex thanks to the combination of aromas and harmonies of great character. Easy to approach when drunk young and complex if left to age in wood as in the case of the Superiore version, the added value is certainly given by its extreme versatility. Grown in 167 municipalities (116 in the province of Asti and 51 in the province of Alessandria), Barbera d’Asti Docg occupies a large enough area to give the wine a wonderfully diversified range of expressions and colors. In this scenario there are also very important enological niches. For example, Albugnano, Nebbiolo grown in the areas adjacent to the province of Turin, with an increase in bottled volume on 31 August; or the Cortese dell’Alto Monferrato, also in this case with a positive sign on the same date. Labels and stories presented at the Asti Douja d'Or wine event, the first to be organized in person after the restrictions. 

"The numbers of the Douja del Monferrato", the title of the Consortium's review as part of the event, confirm a cross-audience appreciation. Palazzo Alfieri in Asti, where the Consortium has set up its tasting stations, filled up with visitors, tasters and journalists from the specialized press attracted by the beauty of Monferrato and its bottles. "With 13 protected denominations, over 65 million bottles and more than 11 thousand hectares of vineyards, the Consortium entirely represents a varied territory such as Monferrato which, in recent years, is becoming a decisive driving force of the Unesco district - declares Filippo Mobrici, president of the Consortium Barbera d'Asti and Monferrato Wines -. Also in this year marked by the global health crisis, our sector has proven to hold up in numbers and image, a sign of ever stronger consolidation in Italy and around the world. We were among the first to invest in native vines, I am thinking for example of our participation in the "Indigena" project aimed precisely at this type of enhancement, an idea that we shared well ahead of its time. "Monferrato is a land of beauty and opportunity. , where young entrepreneurs and large companies have begun to invest increasingly important resources that from wine lead to important repercussions on wine tourism. Alice Bel Colle is a wine discovery but also a tourist one. The characteristic village, crossroads of wonders, is located at 418 meters above sea level. The hundred winegrowers who give the cellar of the same name aim to reinforce the enological identity of the Alto Monferrato Acquese. The wines of the 360 ​​degrees collection (the name recalls the breathtaking 360-degree view from the highest point alto di Alice Bel Colle) follow a rigorous production protocol that involves the most suitable vineyards. The result is authentic wines, full of i and structure such as the Alix, the Barbera d'Asti Docg and the Cortese Doc. "The slow time of quality" is the basis of the philosophy in the cellar of the Viticoltori Associati of Vinchio - Vaglio Serra. "The grapes from the old vines - says Tessa Donnadieu, sales manager - are at the center of an ambitious project to recover the territory's wine memory". The quality is all there: the result of cellar techniques handed down for generations and the long years of aging. In the Pico Maccario winery, in addition to quality, the focus is also on design. The tie poles at the beginning of the rows of vines are large colored pencils and the "pencil subject" also returns to the shop and tasting point. Here is the cult, handed down from father to son, for Barbera and Monferrato Doc wines: from the vine to the cellar.

The 15 hectares of vineyards of the Il Botolo company embrace the poetics of the gentle hills. Passion and care in processing culminate in Nizza Docg, whose grapes are harvested by hand and the wine, aged for a long time in barrique, smells of tobacco spice, elderberry and ripe plum. Great wine is made in the vineyard and Barbera testifies to this.