Veneto

Il Soave, il Durello e i rossi di Corte Moschina

di Mario Stramazzo
Luglio 19, 2017

Corte Moschina , nella Valletta dei Grimani

Fra Monteforte d'Alpone e Roncà,

Sono tre le tipologie di Soave Doc, un Pinot Grigio Igt e un Recioto di Soave Docg della linea dei vini bianchi prodotti dalla Corte Moschina che va poi ada affiancarsi ai rossi della Valpolicella, ripasso, amarone, cabernet e rosso IGT, e infine, alle bollicine di Durello. Una carrellata di tipiche espressività del territorio ai piedi dei Monti Lessini, in un'area dove il verde dei vigneti domina, un'antica proprietà veneziana riportata all'originaria bellezza da Silvano Danese e Patrizia Niero e i loro figli, Giacomo e Alessandro. Il primo esperto conoscitore dei mercati e chiamato a svolgere il ruolo di commerciale di casa, il secondo altrettanto esperto enologo che giusto in questi giorni è stato l'unico dei Veneti a scendere in lizza per competere in uno dei concorsi più selettivi di terra Toscana. Quel premio dedicato e ideato dall’ASET ( Associazione Stampa Enologica Toscana)  in onore di Giulio Gambelli, l’uomo che ha insegnato a fare il vino a quasi tutti i produttori di Montalcino ed ad un'altrettanta buona parte di quelli del Chianti Classico.

Un purista del mondo del vino, come è stato definito da alcuni e che ha insegnato, prima di tutto, ad essere professionisti appassionati di un lavoro che in tema di soddisfazione ha pochi eguali quando lo si fa non dimenticando mai la terra. Ovvero, fare un buon vino a cominciare dalla vigna proseguendo in cantina e finire poi a confrontarsi nel mondo del mercato. Un lavoro che come insegnano da Corte Moschina va condotto con un grande gioco di squadra e in grande sintonia tra tutti i componenti di un'impresa che, come nel caso di Corte Moschina , vuole essere al passo con i tempi ma senza mai allungare la gamba oltre il dovuto.

Fra Monteforte d'Alpone e Roncà,

Riconoscimenti su riconsocimenti

Una sorta di procedere prudenziale che tuttavia non impedisce a questa azienda quella  costante progressione  che le ha permesso di collezionare riconoscimenti su riconoscimenti, soprattutto con i suoi Soave e i Durello. Frutti di generosi vigneti di quella terra che sembra abbracciare l’azienda e che talora sembrano quasi guerreggiare fra loro per aggiudicarsi la palma del preferito di casa, O meglio di Corte Moschina, un tempo conosciuta con il nome di Valletta dei Grimani, famiglia di Dogi veneziani presente nel territorio. Situata fra Monteforte d’Alpone e Roncà, proprio dove la Garganega del Soave incontra l’antica Durasena del Durello, l'azienda fu acquistata nel 1991 da Patrizia Niero e dal marito Silvano Danese, titolari dell’azienda, che da qui hanno iniziato la loro scalata del mondo delle produzioni enologiche di qualità e di appassionata fedeltà al territorio o , come direbbero i nostri cugini d'oltralpe, del terroir, inteso come un unicum che non esclude nessun aspetto dell''ampelografia e della storia dei luoghi che ad essa è legata.

Riconoscimenti su riconsocimenti

Metodo Classico o Charmat

Va ricordato che l’azienda oltre a farsi conoscere per la produzione di ottimi bianchi Doc (come I Tarai- Soave) e di meritevoli Cabernet IGT, si è fatta apprezzare anche per la creazione di pregevoli spumanti 100% Durello. Ottenuti da quel rustico e autoctono uvaggio dei vigneti situati nelle colline di Roncà, fra i 250 e i 300 metri d’altezza, in zone dal terreno a carattere argilloso basaltico. Capace di imprimere alla Durella un carattere e una forza unica che non sempre risulta facile a domarsi come invece ben riescono a fare a Corte Moschina. Tanto che a tutt’oggi l'azienda si presenta sul mercato con due prodotti: il Lessini Durello Doc metodo classico ed il Lessini Durello Doc metodo charmat.

Il primo come vino giallo dorato, dal fine perlage che persiste come il suo aroma floreale che viaggia in parallelo con i profumi dei lieviti e no manca di sedurre il palato con la sua freschezza e mineralità. Ben si abbina a piatti a base di pesce o a tutti quei salumi e formaggi che hanno forza sufficiente per reggere il confronto con queste bollicine di grande carattere.Di contro, il metodo charmat si differenzia per una rifermentazione in autoclave. Qui la filosofia di Corte Moschina si è orientata verso un vino giovane, fresco e più delicato. Sempre con aromi di frutta e floreali e da un sapore fine che conquista anche i palati femminili dimostrando una grandissima e facile versatilità per ogni abbinamento. Dote non comune e non così frequente in terra vulcanica.

Metodo Classico o Charmat