Lombardia

I Vini Di Nino Negri

di Elisa Pesce
Aprile 6, 2015

Alla Banca del Vino di Pollenzo,I vini di Nino Negri ,Il progetto Sciur

La Chiavennasca

Dopo la pausa invernale, riprendono le serate di degustazione organizzate dalla Banca del Vino di Pollenzo. Lo storico complesso albertino, che è anche sede dell'Università di Scienze Gastronomiche, ha ospitato nella serata del 1 aprile una selezione dei prodotti della Nino Negri, una delle principali realtà vitivinicole della Valtellina.
Cinque le etichette presentate, che hanno permesso ai partecipanti di approfondire la conoscenza di questa azienda in cui dal connubio fra tradizione e moderne tecniche di vinificazione nascono vini caratteristici e rappresentativi del territorio d'origine e che esprimono al meglio l'enorme potenziale delle uve Nebbiolo (in Valtellina conosciute come Chiavennasca).
La serata è stata condotta da Giacomo Mojoli, ex vicepresidente di Slow Food, e Giancarlo Gariglio, curatore della rivista Slow Wine, affiancati per l'occasione da Casimiro Maule, enologo dell'azienda Negri dal 1971.

La Chiavennasca

Vignaioli eroici ai piedi delle Alpi lombarde

La Valtellina si estende per circa 40 km ai piedi delle Alpi lombarde e, come tutte le aree di montagna, rientra nelle zone in cui la viticoltura non può che essere definita 'eroica' per le enormi difficoltà che i produttori incontrano ogni giorno nel lavorare terreni in forte pendenza, poveri di acqua e che risentono maggiormente delle cattive annate. Qui la vite viene coltivata su terrazzamenti realizzati con circa 2500 km di muretti a secco e che richiedono un altissimo numero di ore di lavoro per ettaro (circa 1000) per l'impossibilità di meccanizzare, se non in minima parte, le attività in vigna. Le condizioni climatiche sono però ottimali alla produzione di vini a base Nebbiolo di grande qualità e personalità, caratteristiche garantite anche dalle basse rese e da un costante apporto innovativo in vigna così come in cantina.
 

Vignaioli eroici ai piedi delle Alpi lombarde

Il progetto Sciur

Ad aprire le danze è stato il vino frutto della prima vendemmia realizzata sui 4 ha dello storico vitigno Fracia, teatro di un progetto ambizioso che unisce passato, presente e futuro della viticoltura valtellinese tramite conoscenze condivise e rispetto per la storia, l'ambiente e il territorio: Sciúr è un vino Sostenibile, Concreto, Innovativo, Unico e Responsabile. La freschezza e l'immediatezza dell'annata 2012 dimostrano come i vini prodotti dalle uve Nebbiolo locali siano perfettamente in grado di rispondere ai gusti del consumatore internazionale odierno, senza per questo abbandonare o tradire le peculiarità proprie di questo vitigno, ma al contrario, trasformandole in punti di forza.
 
Il progetto Sciúr ha coinvolto, tra gli altri, 20 allievi della Scuola di Design del Politecnico di Milano, la Scuola Edile PFP Valtellina (per il recupero dei muretti a secco) e altri giovani esperti di nazionalità diverse per realizzare un vino sostenibile a 360°, rispettoso del territorio e della cultura d'origine lungo tutta la filiera. Il risultato è una bottiglia serigrafata, di peso ridotto, contenente un vino dai sentori fruttati e lievemente speziato, con aromi intensi ed eleganti sostenuti da un giusto livello di acidità e corpo. Gestione sostenibile del vigneto, difesa della biodiversità, potatura soffice, assenza di interventi durante la vinificazione e un'attenta gestione energetica in cantina: questi sono solo alcuni dei tasselli di un mosaico molto più complesso che fa di ' Sciúr' il portabandiera di un nuovo concetto di vino, buono non solo 'da bere', ma anche 'da pensare', come Casimiro Maule ha sapientemente riassunto presentando il progetto (www.sciur.it).

Il progetto Sciur

Le origini della Nino Negri

Il cuore della degustazione è stato invece rappresentato dal Valtellina Superiore 'Vigneto Fracia', frutto dei 7 ha in cui è nata la Nino Negri nel lontano 1897. Le recenti modifiche nella disposizione dei filari e nei metodi di potatura, rappresentano l'avanguardia della viticoltura valtellinese. Il vino, ottenuto da uve leggermente surmature, completa la fermentazione alcolica e malolattica in barriques di rovere francese di secondo passaggio, dove matura per altri 18 mesi seguiti da ulteriori 6 mesi in bottiglia. I sentori e gli aromi di frutti rossi maturi e il calore dell'annata 2011 si esprimono in modo ancor più intenso nella bottiglia di annata 2001, che presenta un ampio ventaglio di aromi terziari sorretti da una freschezza ancora importante e da un tannino rotondo e avvolgente.

Le origini della Nino Negri

Lo Sfursat nelle sue versioni più mitiche

Per concludere in bellezza non potevano mancare gli Sforzato, fiore all'occhiello del panorama enoico valtellinese e punta di diamante della cantina Negri. Oltre al celebre e pluripremiato Sfursat '5 Stelle' (annata 2010), è stato possibile degustare lo Sfursat 'Carlo Negri' (annata 2011), etichetta dedicata al figlio del fondatore e vero fautore della crescita dell'azienda.
Prodotti entrambi da uve altamente selezionate e lasciate appassire in fruttai per 3 mesi con metodo totalmente naturale, dopo la lunga macerazione i due vini seguono destini diversi: criomacerazione e maturazione di 20 mesi in barriques nuove di rovere francese il primo, vinificazione classica 'in rosso' con lunga macerazione e 20 mesi in botti di rovere il secondo.
Frutti rossi, liquirizia e un tocco di cannella per il 'Carlo Negri', uno speziato più ricco e stratificato per il '5 Stelle', ma in comune restano la straordinaria precisione ed eleganza di due vini che pur estremamente intensi e robusti, non cedono mai all'opulenza o a un'eccessiva complessità. In particolare, lo Sfursat '5 Stelle' spicca per le sue note vanigliate chiare, ma non 'ingombranti', e per la sua ampiezza e profondità.
Due espressioni dello stesso vitigno e della stessa tipologia di vino, prodotte solo nelle annate migliori e con le migliori uve. Cinque vini che ripercorrono in modo unico la storia dell'enologia e l'evoluzione di pensiero non soltanto della Nino Negri, ma dell'intera Valtellina. Un territorio dalle grandi potenzialità e che ben rappresenta la sempre più alta qualità dei vini italiani nel complesso panorama enologico internazionale.
 
 
La Banca del Vino S.C.Piazza Vittorio Emanuele, 13 12042 Pollenzo – Bra (CN) www.bancadelvino.it
Nino Negri  Via Ghibellini 3   23030 Chiuro (SO)  www.ninonegri.net

Lo Sfursat nelle sue versioni più mitiche