Finalmente arrivano i liguri

di vinoecibo
Maggio 15, 2017

Poggio dei Gorleri figlio di orfani

 

Riceviamo e più che volentieri pubblichiamo

L’azienda vitivinicola Poggio dei Gorleri nasce nel 2003 dalla grande passione per il vino della famiglia Merano, tramandatasi di generazione in generazione, e dal loro storico legame con il territorio del Ponente ligure. Sotto la guida di Davide e Matteo Merano, l’azienda Poggio dei Gorleri, in breve tempo, è cresciuta per estensione dei vigneti ed esperienza, trovando una sua dimensione produttiva a cavallo tra innovazione e tradizione. Oggi Poggio dei Gorleri coltiva, utilizzando pratiche sostenibili, oltre 11 ettari di vigneti suddivisi tra i tre comuni di Albenga, Diano Marina e Pieve di Teco. Ricerca, audacia, ascolto e rispetto del territorio hanno guidato l’azienda alla realizzazione di vini capaci di esaltare i vitigni autoctoni della Liguria di Ponente: il pigato, il vermentino, la granaccia e l’ormeasco. Vitigni che si esprimono nelle tipologie prodotte dell’azienda, tutte tipicamente liguri: il Riviera Ligure di Ponente Pigato D.O.C., Riviera Ligure di Ponente Vermentino D.O.C., l’Ormeasco DOC e il Riviera Ligure di Ponente Granaccia D.O.C Ogni etichetta di Poggio dei Gorleri racconta un momento importante della storia della famiglia, ma soprattutto del rapporto unico che ogni vigna, in un contesto particolare come quello ligure, ha saputo instaurare col mare.

 

 

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Alcuni anni dopo l’acquisto dei terreni in frazione Gorleri, l’azienda è cresciuta in termini di vigneti, di intenti, personalità e idee. Attualmente Poggio dei Gorleri si estende su oltre 11 ettari vitati dove la proporzione tra vermentino e pigato è stata invertita in favore di quest’ultimo. A ciò si sono aggiunti dei nuovi vigneti nell’entroterra dell’imperiese grazie ai quali Davide e Matteo producono anche due vini rossi, il Peinetti e lo Shalok. Albenga, Imperia e Pieve di Teco: sono questi i comuni nei quali Poggio dei Gorleri ha trapiantato la sua storia e la sua passione per il vino. Per ogni vitigno è stato identificato il terroir migliore, quell’unica summa di fattori umani e pedoclimatici capaci di esaltare al massimo le potenzialità di una determinata uva. Benché distino meno di 30 chilometri l’uno dall’altro, queste località presentano caratteristiche estremamente diverse sia in termini di composizione del suolo che di esposizione e microclima.

 

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Albenga e le sue terre rosse sono il territorio d’elezione del pigato, un vitigno unico e rappresentativo dell’azienda, che su queste terre sviluppa una complessità aromatica e una longevità che lo contraddistinguono tra i bianchi liguri. Imperia e le vigne di Diano Marina sono state selezionate per la produzione del Vermentino che grazie alle terre bianche a ridosso della costa si arricchisce di note iodate. Pieve di Teco, località nell’entroterra della Valle Impero rinfrescata dalle brezze marine è destinata all’allevamento dei vitigni a bacca rossa di Poggio dei Gorleri: ormeasco e granaccia. Singolare è il fatto che questi vigneti, abbinati alle rispettive varietà, si dispongano tra loro come i vertici di un triangolo perfetto, simbolo dell’armonia, come quella che vige tra vite e terroir.

 

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Le terre salmastre del Ponente ligure sono state il primo maestro di Davide e Matteo Merano, due “orfani enologici”, come loro stessi si definiscono. Privi di una tradizione familiare nel campo della viticoltura, i fratelli Merano hanno imparato il mestiere ascoltando e vivendo il territorio, indagando la sua storia e soprattutto sperimentando con uno sguardo privo di pregiudizi e limitazioni. Nessun preconcetto ha mai fermato la curiosità e lo spirito pioneristico dell’azienda, che ha potuto definire in assoluta libertà la propria identità produttiva anche attraverso cambiamenti importanti rispetto a quella che era la sua struttura iniziale. L’assetto delle vigne al momento dell’acquisto, nel 2003, era quello di una realtà focalizzata sul vermentino. Tuttavia, attraverso esperimenti, tentativi e anche qualche errore , i Merano decisero di andare controcorrente e di investire sul pigato, un clone del vermentino decisamente più raro e meno conosciuto dai consumatori. I due “orfani enologici” non potevano ignorare il richiamo che le terre rosse della zona di Albenga hanno per quest’uva, che qui si svela in un vino dalle caratteristiche uniche. Poggio dei Gorleri cominciò così a vinificare un Pigato di grande struttura, longevità e complessità aromatica, in cui si distingue una tipica componente minerale con chiare note di pietra focaia, che ricordano lo stile di uno Chablis.

 

 

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I vini di Poggio dei Gorleri rappresentano un trait d’union tra tradizione e innovazione e sono il frutto di una grande attenzione per il territorio, che inizia in vigna e continua in cantina, dove la tecnologia è utilizzata esclusivamente per preservare la ricchezza intrinseca dell’uva. La storia e la cultura ligure la ritroviamo non solo nel vino, ma anche nei nomi che l’azienda ha scelto per i suoi prodotti. Essi infatti si ispirano liberamente alle popolazioni che hanno colonizzato la Liguria. Oggi l’azienda produce 6 etichette per un totale di circa 80.000 bottiglie l’anno. Cycnus, Riviera Ligure di Ponente Pigato D.O.C; Albium, Riviera Ligure di Ponente Pigato D.O.C;Vigna Sorì, Riviera Ligure di Ponente Vermentino D.O.C. ; Vermentino Blu.dimare D.O.C., Riviera Ligure di Ponente ; 13 Shalok Riviera Ligure di Ponente Granaccia D.O.C. ; Peinetti, Ormeasco D.O.C. Vere e proprie enologiche che meritano di essere trattate con un occhio di riguardo in più in una delle prossime recensioni.

Frazione Diano Gorleri Via San Leonardo, 18013 Diano Marina  Tel: +39 0183 495207 – Fax: +39 0183 49903

Per ulteriori informazioni : info@poggiodeigorleri.com    prenotazioni@gorleriwineresort.com

 

 

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