Veneto

Festa Del Redentore, La Redenzione È Soprattutto Dei Palati.

di Orfeo Meneghetti
Luglio 15, 2011

Festa del Redentore, la redenzione è soprattutto dei palati.

Festa del Redentore, la redenzione è soprattutto dei palati.

Nel mondo la notte del redentore è celebre quanto Venezia. Una sostiene l'altra nel gioco delle emozioni che si consumano tutte in una notte. E' un concentrato adrenalinico che sfugge ad ogni regola. La festa è stata ritratta dal Canaletto nella famosissima notte del Redentore. Il pittore riesce ancor oggi a farci immergere completamente nella festa del ringraziamento. La ricorrenza è nata dopo la tremenda pestilenza del 1576. L'epidemia nel giro di un paio d'anni decimò metà della popolazione veneziana. Il 21 luglio del 1578 gli increduli superstiti dell'epidemia, insieme con il glorioso doge della battaglia di Lepanto, Sebastiano Venier, la Signoria, gli ambasciatori e il senato si ritrovarono davanti all'isola della Giudecca. Fu gettato un lungo ponte di legno formato dall'unione di 80 galee coperto di un panno rosso, tutti resero omaggio al tabernacolo eretto all'aperto, sull'area dove poi verrà costruita dal Palladio la semplice e lineare chiesa del Redentore. La gente dopo tanti lutti e tragedie, voleva tornare a vivere. Pertanto dopo aver compiuto il pellegrinaggio religioso, i veneziani tornano a casa per preparare gondole e barche per ritrovarsi nel vasto canale della Giudecca. Si transitava e si transita ascoltando la galeggiante che dispensa musica a tutto volume e ci si stordisce complice l'oscurità attenuata solo dai palloncini alla veneziana che illuminano le imbarcazioni. Tutto si conclude con una grande cena in barca con i piatti tradizionali prima dei fuochi d'artificio finali. C'è un altro modo di stare in prima fila alla festa del Redentore gustando la grande cena e senza perdersi lo spettacolo pirotecnico. La offre il ristorante Do Leoni organizzando il 16 luglio la cena del Redentore sulla veranda di Riva degli Schiavoni...








che s'affaccia sul bacino di San Marco. La posizione consente di trovarsi in mezzo allo spettacolo davanti ai fuochi d'artificio e al meraviglioso gioco di luci e colori che si riflettono sull'acqua. Lo chef Loris Indri propone un menù di gala che delizierà gli ospiti e si apre con millefoglie di capasanta con chips di pane rustico e spiedo di scampo in lemongrass su caviale nero, aspic di delizie di mare nostrane con crema di melone e menta, rollè di gamberi croccante con salsa mango chili, crema di granchio poro con mousse di ortiche e olio al rosmarino. Seguono i primi piatti ravioli di grano saraceno ripieni d'astice bretone su crema di radicchio di campo del padovano e dadolata di zucchine gialle, il secondo piatto è un filetto di ricciola del mediterraneo con gamberoni tigre, salsa di agrumi e patata novella profumata alle erbette estive. E poi l'esaltazione del gusto. Alla granita siciliana di caffé e vino di mandorla segue il grande spiedo della laguna Veneta su polentina al nero di seppia. Il pranzo finisce con una mousse alla pesca con crema di lampone su croccante di riso soffiato e salsa miele e zenzero. Un' occasione da non perdere. Info 0415200533 .