Veneto

Dolce Asti Per Due Produttori Vinicoli Padovani

di Orfeo Meneghetti
Luglio 27, 2011

Dolce Asti per due produttori vinicoli padovani

Dolce Asti per due produttori vinicoli padovani

L'affermazione non è recentissima, ma è pur sempre un grosso risultato per due produttori padovani. Il premio è ambito si tratta del Douja d'Or 2011 di Asti. Una terra quella artigiana dove si conosce, si produce e si beve bene il vino. Conquistare un premio alla rassegna organizzata dalla Camera di Commercio di Asti in collaborazione con l'Onav, per i vignaioli non piemontesi è un valore aggiunto. Nell'edizione 2011 due le aziende vinicole padovane hanno ottenuto l'importante risultato: Parco del Venda di Toniolo Carlo e Michael di Vo (Pd) e Tenuta San Zibio di Linda e Donatella Martin e Luigi Bertazzo di Galzignano Terme (Pd) I primi il Douja d'Or l'hanno conquistato con il colli Euganei Fior d'Arancio spumante 2010. Carlo e Michael, seguono con attenzione la vite sin dalle prime fasi della potatura . Applicano il diradamento selettivo delle uve che permette di migliorare i vini. I due produttori trasformano ottime uve in vino dalla marcata tipicità, adattando le tecniche enologiche più moderne per valorizzare le caratteristiche organolettiche delle uve. Il ciclo produttivo avviene esclusivamente nella loro cantina, compreso l'imbottigliamento degli spumanti. La seconda azienda s'è vista premiare due vini: il Fior d'Arancio spumante 2008, al quale è andato anche il riconoscimento Oscar Douja, e il colli Euganei pinot bianco 2010. L'azienda è nata dal desiderio di unire due aziende ricche di storia nel settore vitivinicolo con l'innovazione. Cultura d'impresa, valore del lavoro, radicamento nel proprio territorio, amore per la natura: questi sono i punti di riferimento per i titolari dell'azienda. Il simbolo della tenuta è costituito dall'immagine statuaria del tempo che si trova all'interno del bellissimo e celebre giardino all'italiana di "Villa Barbarigo", che si trova a pochi passi dall'azienda ed è la mano segno del lavoro assiduo dell'uomo, la clessidra che indica il trascorrere delle ore e il sole la luce che irradia e riscalda la natura e che apporta particolari proprietà al vino prodotto dalla San Zibio com'è stato riconosciuto ad Asti.