Veneto

Di Zambon in Zambon

di Mario Stramazzo
Set. 27, 2017

Soave ma anche Lessini Durello,  espressioni ferme e briose di due Doc che si completano 

Dai suoli vulcanici che annunciano le cime alpine del Nordest

 

L’azienda Bruno e Roberto Zambon ha la propria sede a Roncà, alle pendici delle colline vulcaniche che guardano da nord a sud la val d’Alpone. Qui vengono vinificate le uve provenienti dai vigneti aziendali collocati all'interno dei confini comunali di Roncà,Monteforte d'Alpone, Gambellara e Montecchia di Crosara. Insediamenti urbani dalle antichissime origini storiche, popolati fin dalla preistoria da genti dedite alla vita rurale e alla laboriosa attività agricola che nel corso dei secoli si sviluppò al punto di riuscire a modellare il vulcanico paesaggio che il succedersi delle sconvolgenti ere geologiche prima del terziario, aveva lasciato in eredità a quegli antichi popoli. Dei vignaioli quasi per conformazione genetica e per vocazione che già conoscevano il valore della vigna e di uvaggi autoctoni quali la Garganega e la Durella. Vere espressioni enologiche di un territorio che riesce letteralmente a trasformarsi nel breve arco di qualche centinaio di metri. Quei metri che anche per altezza sul livello del mare contraddistinguono l'armonico salire e scendere delle colline e dei primi contrafforti montuosi di questa parte del Veneto. A cavallo fra le provincie di Verona e Vicenza sul limitare, a nordest, dei monti Lessini.

 

Sui suoli vulcanici che annunciano le Alpi a nordest

Vignaioli da quattro generazioni

E' da questo territorio che nascono le uve che danno vita ai vini dell'azienda dei Zambon che sono prodotti con passione fina da quando è stata fondata la loro azienda, nel 1930. Vini che sono le più tipiche espressività enologiche delle doc di Soave , Soave Classico e Lessini Durello Doc. “ Non molto  Durello, in verità, con predominanza di Soave Doc e Soave Classico Doc - spiega Federico Zambon quale ultimo erede di questa famiglia di vignaioli ad entrare in azienda, fresco di laurea - che è un vino per il quale la cantina Zambon è ben nota in tutta l'area per averlo venduto sfuso a generazioni intere di persone poco inclini agli orbelli ma ben attente alla qualità dei prodotti che vanno messi in tavola e che ha sempre scandito i sacri momenti del desinare di mezzodì o della sera. E non solo da queste parti ma lungo tutto il nostro Paese e oltre i confini.  Ed è anche in nome di questa esigenza di qualità superiore, continua Federico, che già da qualche anno, anche noi abbiamo cominciato a mettere in bottiglia alcune quote della nostra produzione. Privilegiando quella produzione che i francesi chiamano cru e  per noi significa il massimo della qualità che i vigneti sopra i 300 metri s.l.m o più in pianura sui 100 metri, riescono a garantire. Une raccolte, pigiate e vinificate in tempi e modi diversi seguendo quanto vuole la miglior tradizione vitivinicola del nostro territorio e di quanti, come mio nonno, mio papà e prima di loro mio bisnonno, hanno sempre curato le loro viti una per una.” Senza dimenticare, però, precisa dottor Federico, l'apporto enotecnologico dei nostri giorni che, con la continua ricerca e innovazione, concorre nel dare origine a vini che il mondo ci invidia.

 

Vignaioli da quattro generazioni

 

Sentori e profumi di uve autoctone

 

Freschi sentori di mandorla, fiori bianchi con altrettanto presenti note sapide e minerali di un'essenza  vulcanica ma armoniosamente imbrigliata dalla sapienza del vignaiolo che ben conosce la sua Garganega,. In questo caso vinificata in purezza senza il tocco di Trebbiano di Soave . Con l'uso dell'acciaio ma anche di un breve passaggio di qualche decina di giorni sui legni di botte di rovere francese che danno equilibrio alla caleidoscopica complessità di profumi e piaceri al palato che la Garganega riesce a regalare.

Ma soprattutto a chi la ama e la ricerca in tutte quelle piccole ma esclusive porziuncole di territorio nelle quali viene allevata come una propria creatura. Una cura che viene parimenti riservata alle uve di Durella o come la chiamavano gli avi dei Zambon, la  “durasena “, antico nome che in cantina si pronuncia Lessini Durello Doc Brut. Vinificato con pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata di 14 – 16 °C di uve Durella e Chardonnay, che poi vengono affinate in autoclave sui lieviti per 10 mesi.Un metodo Martinotti, che i francesi chiamano Charmat, dal bel  colore giallo paglierino brillante, perlage persistente e fine. Con fragranze di fiori campo e frutta a polpa bianca, asciutto, vivace e godibilissimo a tutto pasto vista la sua buona adattabilità com molti piatti. Insomma un'ulteriore prova della vulcanica dote di questa terra per l'uva che la passione di tanti bravi vignaioli sa far crescere dai vigneti

 

Sentori e profumi di uve autoctone