Cantine Monfort: da Palù di Giovo a Lavis un "brindisi" benaugurante lungo 75 anni

di Giuseppe Casagrande
Dic. 20, 2020

La famiglia Simoni festeggia l'importante traguardo (atto di fondazione il 1945) con la Riserva Monfort Rare Vintage del 2008. Gli altri gioielli della "maison" trentina

The Simoni family celebrates the important milestone (act of foundation in 1945) with the Riserva Monfort Rare Vintage of 2008. The other jewels of the Trentino "maison"

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Palù di Giovo, paesino di poche anime, adagiato sui declivi terrazzati all'imbocco della Valle di Cembra, è famoso in Italia e nel mondo per le imprese di alcuni ciclisti: l'epopea dei Moser (il mitico Aldo, quindi Enzo, Diego, soprattutto Francesco, il campionissimo) e la dinastia dei Simoni, Gilberto Simoni in particolare, scalatore di razza. Due famiglie accomunate dalla stessa passione: il ciclismo professionistico e il vino. Ed è di quest'ultimo aspetto che intendiamo parlare in questa sede prendendo spunto dal 75° anniversario di fondazione delle Cantine Monfort, azienda nata nel lontano 1945 a Palù di Giovo grazie al coraggio e alla lungimiranza della famiglia Simoni, Giovanni (il patriarca), Guido, Ermete, Germano, Michele. L'azienda oggi è guidata con spirito manageriale e con lo sguardo rivolto al futuro da papà Lorenzo e dai figli Chiara (responsabile vendite e marketing) e Federico (brand ambassador per i mercati internazionali). 

 

Una storia, quella delle Cantine Monfort, che si intreccia con le vicende dell'emigrazione del primo e secondo dopoguerra: dal Trentino verso l'estero e dalle vallate verso la città. In questo caso Giovanni Simoni (era il 1951) dalla natìa Palù di Giovo scese a Lavis dove, disponendo di spazi più funzionali, avviò una piccola attività legata alla vendita all'ingrosso di mosti e di vino. Una scelta intelligente culminata nel 1965 con l'acquisizione di Palazzo Monfort, nel cuore della borgata, sede attuale dell'azienda, con cantina sotterranea e caveau dove maturano e vengono affinati i gioielli della casa. Nella storica cantina Lorenzo Simoni vinifica le uve trentine coltivate in Valle di Cembra, nella Piana Rotaliana, sulle colline di Lavis, a Meano, alle pendici del Calisio, a Civezzano, in Alta Valsugana con sistemi naturali nel rigoroso rispetto dell'equilibrio biologico e della tutela dell'ambiente. 

Altra tappa nella storia dell'azienda è la ristrutturazione, avvenuta nel 2005, del maso di famiglia, Maso Papa, in località San Lazzaro, sulla sponda sinistra del fiume Avisio, un angolo di paradiso tra le vigne, che la famiglia Simoni ha trasformato in sala degustazione e di rappresentanza per convegni, seminari, incontri culturali. Ma l'investimento più importante e prestigioso è l'acquisizione nel 2006 di Maso Cantanghel, sei ettari di vigneto (dal 2012 certificato biologico), all'imbocco della Valsugana, accanto all'imponente fortezza austriaca di Civezzano. Un vigneto che negli anni Ottanta quel sognatore di Piero Zabini, un emiliano visionario, trasformò da pietraia ("sgreben", termine dialettale trentino) in giardino dell'Eden. 

 

Qui, sotto lo sguardo attento di Federico Simoni, enologo, laurea in Economia, vignaiolo per passione, con esperienze a Bordeaux (da Chateau Margaux) e in Nuova Zelanda, ha perfezionato, seguendo una rigorosa filosofia aziendale, i "cru" di Maso Cantanghel: il pluripremiato Pinot Nero, una delle migliori espressioni in Trentino di questo difficile, ma blasonato vitigno, il Pinot Grigio, il Sotsass (una cuvée di uve a bacca bianca) e altre grandi etichette: il Sauvignon, il Gewurztraminer, lo Chardonnay e il Pinot Bianco. Vini d'alto lignaggio che completano la gamma di etichette proposte da Casata Monfort: dai vini espressione del territorio (il Blanc de Sers, il Corylus da uve Nosiola, storica varietà autoctona trentina a bacca bianca, il Muller Thurgau, il Pinot Grigio Ramato, il Lagrein) alle bollicine Trentodoc. Tutti vini, come giustamente sottolinea l'enologo dell'azienda Maurizio Iachemet, riconoscibili per l'eleganza, l'armonia, la finezza, ma soprattutto per il rispetto sacrale del territorio.

 

A proposito di territorio, emblematica è la valorizzazione di alcuni antichi vitigni dell'Alta Valsugana (Veltriner, Valderbara, Cinese, Paolina, Pavana, Rossara, Franconia, Portoghese, San Lorenzo) che sembravano destinati all'oblìo, ma che grazie all'incoraggiamento di Gianpaolo Girardi le Cantine Monfort hanno deciso di riportare in vita. Uno su tutti il "Blanc de Sers" coltivato sulle colline di Serso e Viarago nel Perginese, all'imbocco della Valle dei Mòcheni, da una pattuglia di indomiti vignaioli (vino fresco, sapido, minerale, incredibilmente longevo) proposto nella duplice versione tranquilla e spumante Brut Nature. Spumante quest'ultimo che affianca i Trentodoc d'autore, altro fiore all'occhiello dell'azienda: il Monfort Brut, il Riserva brut e il Monfort Rosè. Ultima chicca il Trentodoc Riserva Monfort Rare Vintage 2008 (80% Chardonnay, 20% Pinot Nero), poche bottiglie, rare e preziose per festeggiare i 75 anni dell'azienda: da Palù di Giovo a Lavis con uno sguardo rivolto al mondo. (Servizio fotografico di Alice Russolo)

 

Palù di Giovo, a small village of few souls, nestled on the terraced slopes at the entrance to the Cembra Valley, is famous in Italy and in the world for the exploits of some cyclists: the epic of the Moser (the legendary Aldo, therefore Enzo, Diego, especially Francesco, the champion) and the Simoni dynasty, Gilberto Simoni in particular, a thoroughbred climber. Two families sharing the same passion: professional cycling and wine. And it is this last aspect that we intend to talk about here, taking inspiration from the 75th anniversary of the foundation of the Cantine Monfort, a company founded in 1945 in Palù di Giovo thanks to the courage and foresight of the Simoni family, Giovanni (the patriarch), Guido, Ermete, Germano, Michele. Today the company is led with a managerial spirit and with an eye to the future by father Lorenzo and his children Chiara (sales and marketing manager) and Federico (brand ambassador for international markets).

A story, that of the Cantine Monfort, which is intertwined with the emigration events of the first and second postwar period: from Trentino to abroad and from the valleys to the city. In this case Giovanni Simoni (it was 1951) from his birthplace Palù di Giovo went down to Lavis where, having more functional spaces, he started a small business linked to the wholesale of musts and wine. An intelligent choice that culminated in 1965 with the acquisition of Palazzo Monfort, in the heart of the village, the current headquarters of the company, with an underground cellar and vault where the jewels of the house mature and are refined. In the historic winery Lorenzo Simoni vinifies the Trentino grapes grown in the Cembra Valley, in the Piana Rotaliana, on the hills of Lavis, in Meano, on the slopes of the Calisio, in Civezzano, in Alta Valsugana with natural systems in strict compliance with the biological balance and environmental Protection.

Another step in the history of the company is the renovation, which took place in 2005, of the family farm, Maso Papa, in San Lazzaro, on the left bank of the Avisio river, a corner of paradise among the vineyards, which the Simoni family has transformed into tasting and representation room for conferences, seminars, cultural meetings. But the most important and prestigious investment is the acquisition in 2006 of Maso Cantanghel, six hectares of vineyards (certified organic since 2012), at the mouth of the Valsugana, next to the imposing Austrian fortress of Civezzano. A vineyard that in the Eighties that dreamer of Piero Zabini, a visionary Emilian, transformed from stony ground ("sgreben", Trentino dialect term) into the Garden of Eden.

Here, under the watchful eye of Federico Simoni, oenologist, degree in Economics, passionate winemaker, with experiences in Bordeaux (from Chateau Margaux) and in New Zealand, he perfected, following a rigorous company philosophy, the "crus" of Maso Cantanghel : the award-winning Pinot Nero, one of the best expressions in Trentino of this difficult but noble grape variety, the Pinot Grigio, the Sotsass (a cuvée of white berried grapes) and other great labels: Sauvignon, Gewurztraminer, Chardonnay and Pinot Bianco. Wines of high lineage that complete the range of labels proposed by Casata Monfort: from wines that express the territory (Blanc de Sers, Corylus from Nosiola grapes, historic native Trentino white grape variety, Muller Thurgau, Pinot Grigio Ramato, Lagrein) with Trentodoc bubbles. All wines, as the oenologist Maurizio Iachemet rightly points out, recognizable for their elegance, harmony, finesse, but above all for their sacred respect for the territory.

Speaking of the territory, emblematic is the enhancement of some ancient vines of Alta Valsugana (Veltriner, Valderbara, Chinese, Paolina, Pavana, Rossara, Franconia, Portuguese, San Lorenzo) that seemed destined for oblivion, but which thanks to the encouragement by Gianpaolo Girardi Cantine Monfort have decided to bring back to life. One above all the "Blanc de Sers" grown on the hills of Serso and Viarago in Perginese, at the entrance to the Valle dei Mòcheni, by a patrol of indomitable winemakers (fresh, savory, mineral, incredibly long-lived wine) proposed in the double version, quiet and Brut Nature sparkling wine. The latter is a sparkling wine that accompanies the author's Trentodocs, another flagship of the company: Monfort Brut, Riserva brut and Monfort Rosè. The latest gem is the 2008 Trentodoc Riserva Monfort Rare Vintage (80% Chardonnay, 20% Pinot Nero), a few rare and precious bottles to celebrate the company's 75th anniversary: ​​from Palù di Giovo to Lavis with an eye to the world. (Photo shoot by Alice Russolo).