Lombardia

Arcari+Danesi

di Miriam Quartesan
Luglio 16, 2015

Arcari+Danesi,Una scoperta senza eguali

Nella Franciacorta per bollicine esclusive

Di cosa dovrei parlare, mi sono chiesta nei giorni scorsi …o meglio non so esattamente come esporre questo articolo, come iniziare e con cosa iniziare ...
Cosi vi parlo di Giovanni, grande personaggio conosciuto in quel della Franciacorta. Rappresentante e alfiere, con tutta la sua vitalità e forza, del “Blanc de Noir”. Una parlantina veloce ed efficace con il quale ho avuto modo di confrontarmi a proposito di Franciacorta e altri modelli di bollicine. Ma torniamo all’origine del mio pensare di raccontarvi e iniziamo con tre amici, un grande progetto e la Franciacorta.

Nella Franciacorta per bollicine esclusive

Terrauomocielo, il progetto

Voglio introdurre “ TERRAUOMOCIELO” Progetto che esprime la professionalità per la salvaguardia di un mondo agricolo ideato, creato da uomini capaci di vederlo nel suo insieme, contribuendo alla creazione di vini con una precisa identità e comunicando al mercato la loro unica, irripetibile caratteristica. L’insieme nasce in Franciacorta dall’incontro fra Giovanni Arcari, allora agente di commercio, e Nico Danesi, enologo, con il produttore Andrea Arici durante la vendemmia 2002. Era la prima base spumante di quella che oggi è l’azienda Agricola Colline della Stella di Gussago (BS). Un vino in divenire, un’intuizione, una visione. Per creare qualcosa di importante, comunicarlo e farlo capire, non bastava che il vino fosse buono, bisognava investire tempo e risorse. Giovanni decise così di mettersi in gioco in prima persona, dando vita a qualcosa che potesse servire per creare un’identità, in quella che allora era un’azienda in divenire. L’idea era di scoprire un vino, che fosse qualcosa di espressivo ed unico in quel dato territorio…

Terrauomocielo, il progetto

Lo stupore per il Dosaggo Zero

Dopo sette anni, TERRAUOMOCIELO è una realtà, e altre aziende si affidano alla sua consulenza: i fratelli Camossi ad Erbusco, giovane azienda franciacortina e Togni e Rebaioli, altra piccola cantina sita nella zona della Valcamonica. TERRAUOMOCIELO segue inoltre in altre zone, vini che non vengono ripetuti per una seconda annata: nel 2007 Pinot Nero particolarissimo sui colli piacentini, prodotto in mille bottiglie, e nel 2008 un bianco da uve Invernenga (vitigno autoctono bresciano) nella zona di Cellatica. Lo scandire del tempo è segnato da intuizioni concretizzate e sogni realizzati. Dopo dodici anni spesi al servizio di altre realtà, prende forma anche l’azienda agricola Arcari+Danesi (Coccaglio- BS) e con la neo nata Solo Uva di Erbusco (BS), del giovane Andrea Rutelli, entrano a far parte del progetto. Azienda che produce 20.000 bottiglie, professionalità dei produttori con sapore naturale, immersi nel confine sud della Franciacorta, ve li presento: Giovanni Arcari, Nico Danesi e Andrea Arici, Giovanni di cui vi ho detto prima, Andrea Arici che si riconosce nel Satèn e Nico Danesi che viene identificato nelle annate. Ed è grazie alla sua intensa propensione all'interpretazione di annate che gli è stato attribuito il Riserva.
Ma quello che mi ha stupito maggiormente cercando di capire questi uomini e i “loro” vini è un Dosaggio Zero, spumante bianco metodo classico. Il T0, Franciacorta Dosaggio Zero Riserva, almeno 60 i mesi sui lieviti, prodotto e commercializzato, unicamente chardonnay, da un vigneto sotto la Cudola, tra Cellatica e Gussago. Qui vicino dimora il terzo socio, Andrea Arici, Colline della Stella.

Lo stupore per il Dosaggo Zero

Metodo SoloUva

Nel 2008, vede la luce il Satèn, prima espressione disponibile del loro modo d'intendere il territorio. Diverso il metodo che vede la fermentazione del mosto fiore, ottenuto da uve giunte a perfetta maturazione, senza aggiunta di ulteriori zuccheri, ne risulta un Satèn dove accanto a un naso fine e pulito, si coglie il patrimonio aromatico del frutto (gli aromi primari). Le sensazioni fruttate si ritrovano in bocca ben supportate dalla cremosità. Un equilibrio che si esprime tra tutte le componenti invita alla beva, con una gradazione alcolica contenuta. Credo questo sia un vino che principalmente si beve e solo secondariamente si degusta e ovviamente si sta a chiacchierare. Giovanni infatti davanti ai sui vini con pane, salame e acciughe si esprime affermando che la personalità, in questo caso soggettività, resta una delle doti più preziose che possiamo coltivare: uno dei pochi rimedi alla banalità del mondo. Ed ecco l’invito alla degustazione in Azienda iniziando…dal “Metodo SoloUva”. Sperimentazione e prodotto che potrei definire nel naso e nel palato sentori diversi da quelli di un metodo classico, infatti corrisponde ad un registro aromatico diverso, ampliato nella espressione profumata di frutta, o meglio è da puntualizzare, dove la piena maturazione fenolica dell’uva, senza la quale è difficile ottenere una naturale diversità organolettica tra il vino di una zona e quello di un’altra. Mentre l’altra, è l’autoproduzione e l’utilizzo nel processo di rifermentazione e degorgement dello zucchero sotto forma di mosto congelato che con il suo utilizzo non incrementa ulteriormente il grado alcolico. Ecco: mi trovo di fronte un vino con un timbro decisamente insolito e non immediatamente riconducibile al dire comune su di un metodo classico. Proseguo all’assaggio del secondo metodo classico SATEN BRUT 2009 prodotto in solo 3000 vetri. Colore paglierino oro brillante, perlage sottile e continuo, fine, si mostra in una continuità aromatica delicata, elegante, dove la componente agrumata e le note di mela prevalgono su quella floreale, bella freschezzaa con una certa innegabile fragranza, questo Franciacorta Satèn possiede la parlata veloce, o almeno io l’ho conosciuto chiacchierando e così mi piace raccontarlo.
 

Metodo SoloUva

Provatelo

A chi lo vuole assaggiare dico soltanto provatelo! …non stanca perché non è banale; mentre il SATEN BRUT 2010, si esprime di medio corpo, morbido e profumato, con delicate note floreali, di buona mineralità espressa nel Franciacorta DOC. Seguendo nella degustazione passiamo al DOSAGGIO ZERO SPUMANTE BIANCO METODO CLASSSICO…ARCARI+DANESI, 100% chardonnay, il vino base fermenta in acciaio e rimane sui lieviti 30 mesi. Esprime sentori di fiori bianchi ed agrumi, intenso e floreale,fresco e croccante. Per concludere con il TZEREO RISERVA 2006, ultimo ma non meno importante Spumante Metodo Classico. Rimane sui lieviti per almeno 5 anni eppoi in cantina per i due anni successivi alla sboccatura. Dosaggio zero. Ricco, intenso e cremoso. Particolarità data dalle sue infinite sfaccettature. La cosa più interessante di questa giornata prima a passeggio tra le viti e poi a tavola, in assoluto non risiede nel vino in sé, bensì nel vino, parlato, visto e vissuto attraverso le parole , gli occhi e l’entusiasmo di chi lo ha creato, una reale soddisfazione, un importante percorso, che ha conosciuto sacrifici, non solo dispute ma vere creazioni di prodotti unici nel suo genere. Il vino è comunicazione attiva , meglio ancora dialogo. Chiudo augurando a Giovanni, una bella persona che ho avuto modo di conoscere personalmente e a Nico di mantenere salde e forti le loro convinzioni, questa la loro forza, trasmessa nei loro gesti e presente nel prodotto dei loro sacrifici e sforzi.

Provatelo

Arcari e Danesi, Coccaglio

HAIKU (LUNGO)
 
Quando c'è il sole si vedono gli appennini e la pianura non sembra così grande
Se ci sono le nuvole il vigneto sembra sospeso.
C'è anche una pianta di cachi
Una vecchia biscia
Dei falchi
I rumori della strada, la strada che percorriamo, le strade che conosciamo, i ponti che attraversiamo
Ci sediamo sulla roccia e ne apriamo un'altra Giovanni e io.

Nico

p.s: se non riesci a spiegarlo a un bambino, non provarci nemmeno. D.D

Società agricola Arcari e Danesi S.S. - T. +39 335 7909538 E.mail arcariedanesi@gmail.com Via sul Monte Orfano - Coccaglio

Arcari e Danesi, Coccaglio