Trentino-Alto-Adige

Appius 2011, Un Vino Da Sogno!

di Donato Sinigaglia
Nov. 12, 2015

Appius 2011, un vino da sogno!

Il capolavoro di Hans Terzer presentato al Merano Wine Festival

Il Merano Wine Festival, vetrina internazionale dei vini, riserva ogni anno delle sorprese anche a chi ormai è abituato alle nuove tendenze del buon bere. Quest’anno il protagonista è stato “Appius 2011” vino di punta della centenaria “Cantina San Michele-Appiano”. Diciamolo subito: è un vino da sogno, o meglio è il sogno realizzato da Hans Terzer, rinomato winemarker.

Un sogno lungo trent’anni che, finalmente, si è concretizzato con una sapiente, quanto indovinata, unione tra il Sauvignon Blanc come ingrediente principale assieme a Chardonnay e Pinot Grigio.

La scelta delle uve pregiate provenienti dai vigneti migliori ha fatto il resto. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli è un vino che entusiasma per la sua forza ed eleganza abbinata alla complessità della frutta matura. Al palato è cremoso morbido, fresco e minerale.

“Dopo la fermentazione – spiega Hans Terzer - e l’affinamento sui lieviti in barrique-tonneau, l’assemblaggio avviene dopo quasi un anno cui fa seguito un’ulteriore maturazione e affinamento di 3 anni in tini d’acciaio. La gradazione alcolica è di 14 gradi”.

E’ ottimo per accompagnare piatti di pesce decisi a base di rombo o coda di rospo, ma si abbina anche alle specialità al tartufo o al risotto di funghi o ai piatti con quaglia o piccione.

Il capolavoro di Hans Terzer presentato al Merano Wine Festival

Il Sauvignon protagonista del vino di punta della Cantina di San Michele Appiano

Appius, il cui nome è radice storica e romana del nome Appiano, ha celebrato l’anno scorso il suo esordio presentandosi con la cuvée di vini bianchi come Chardonnay prevalente, poi Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon e con il progetto di concepire e realizzare anno dopo anno un vino capace di rappresentare fedelmente il millesimo e di esprimere la creatività e la sensibilità del suo autore, Hans Terzer.

L'annata scelta per l’edizione 2015 del Wine Festival di Merano è quella del 2011, caratterizzata in Alto Adige da una primavera calda con temperature sopra la media che hanno dato origine a germogliazioni precoci. Ha fatto seguito un'estate ben ventilata, inizialmente più fresca e piovosa, poi terminata con un settembre soleggiato e caldo che ha portato le uve a maturazioni pressoché perfette. Intriganti e succose le partite di Sauvignon Blanc alle quali, per estrarne la sostanza al massimo grado possibile, è stata riservata una macerazione sulle bucce prolungata di due giorni.

A quattro anni dalla vendemmia 'Appius 2011' presenta all’olfatto un’intensa gamma di profumi come la pera e la pesca che rimandano al Pinot Grigio e Chardonnay, ma anche frutti più maturi e tropicali come il mango. Oltre alla frutta, profumi d'origine vegetale che testimoniano la presenza del Sauvignon: si tratta prevalentemente di aromi di erbe mediterranee come il rosmarino e la salvia oppure di frutti verdi e aromatici quali l'uva spina, le bacche del sambuco e del ribes.

Il Sauvignon protagonista del vino di punta della Cantina di San Michele Appiano

Una continuità che si ripropone dal 1907

Ogni anno anche il design elegante e raffinato della bottiglia di Appius viene interpretato. Lo scopo è di concepire una wine collection in grado di entusiasmare gli appassionati di vino di tutto il mondo. L’edizione dell’Appius è limitata, ognuna delle 5.000 bottiglie è numerata. Il design dell’etichetta riporta la sequenza della formula del matematico pisano del XIII secolo Leonardo Fibonacci per sottolineare in Appius la continua ricerca di Hans Terzer verso la realizzazione del vino perfetto. Perfetta è stata la cena nella cantina di San Michele Appiano curata dallo stellato Hebert Hintner del ristorante Zur Rose, con una verticale dei vini bianchi, tra cui l’insuperabile Appius.

Dal 1907 la Cantina Produttori di San Michele Appiano crea grandi vini. “In simbiosi con la natura ed il clima – afferma il presidente Anton Zublasing – ogni annata viene assecondata per esprimere il meglio di ogni singolo vitigno”. “Nel rispetto della grande tradizione vitivinicola altoatesina – aggiunge Stephan Gander, responsabile comunicazione - tutti i vini della Cantina raccontano il terroir”. Tre le linee di produzione: classica, uve tipiche vinificate secondo la tradizione con tecniche di affinamento in acciaio per i bianchi e in botte per i rossi; selezione che firma i vini più pregiati le cui uve provengono da luoghi dove la vite è coltivata da secoli. Sono vini profondi, riconosciuti per i boquet vivaci e la struttura raffinata. Infine, c’è la linea Sanct Valentin che dal 1986 è la più preziosa. Solo le uve selezionate a mano, dalla rese molto limitate diventano la materia prima necessaria a donare stupefacente mineralità ai vini considerati gli “ambasciatori” dell’eccellenza altoatesina.

 

Info: www.stmichael.it

Una continuità che si ripropone dal 1907