Trentino-Alto-Adige

A Ravina La Casaazienda Delle Bollicine Ferrari

di Miriam Quartesan
Giugno 4, 2016

A Ravina la CasaAzienda delle bollicine Ferrari ,Vanto e orgoglio della famiglia ,Lunelli, Locanda Margon, Alfio Ghezzi

Una CasaAzienda con più di un secolo di storia

Le cantine Ferrari, con il loro grande spumante, rappresentano un’eccellenza italiana, del metodo classico nel mondo. Siamo a Ravina, nei pressi del fiume Adige, svoltiamo a destra, superato il fiume ed entriamo nelle cantine. Qui , da oltre un secolo di storia, il desiderio di innovare si sposa con il rispetto della tradizione e con i valori che hanno sancito il successo di questa grande CasaAzienda.

Nel 1902, un uomo, Giulio Ferrari, ha un sogno: creare in Trentino, un vino capace di confrontarsi con il migliore champagne, è lui che intuisce la straordinaria vocazione delle sue montagne per la creazione delle bollicine più nobili. In Italia, diffonde per primo lo Chardonnay, e in una piccola cantina, a pochi passi dal Duomo di Trento, comincia a produrre poche selezionate bottiglie, animato da un’assoluta devozione per la qualità in ogni dettaglio. Incoronato dai maggiori riconoscimenti italiani, il Ferrari, è riservato solo ai clienti più esclusivi e il sogno di Giulio diventa realtà. Non avendo eredi,  Giulio Ferrari che non vuole che il suo sogno muoia cona lui, cerca qualcuno a cui affidare il suo diesengi e, tra i tanti pretendenti, sceglie come suo successore, Bruno Lunelli, titolare di un enoteca a Trento. E' così che  nel 1952, Bruno si indebita fino al collo per rilevare la piccola cantina, da quel momento in poi, inizia la storia di casa Ferrari, sotto la guida della famiglia Lunelli. Bruno Lunelli, trasmette in seguito la passione ai suoi figli, e sono proprio Gino,Franco e Mauro, che fanno diventare il Ferrari, il brindisi italiano per eccellenza.

Una CasaAzienda con più di un secolo di storia

Fra le ambite mete, il Carapace di Arnaldo Pomodoro

Dopo i convenevoli, della presentazione, entrati in azienda, ci accomodiamo nella sala adibita ai congressi, dove ci attende  Franco Lunelli, Presidente Onorario della famiglia, che ci invita a seguirlo in una sorta di percorso nella storia della sua azienda familiare. Nel 1929, iniziano con una bottiglieria, in centro città a Trento che è stata tenuta da sempre,  con licenza di imbottigliamento grappa. In seguito,  nel 1952 appuntoa, la famiglia Lunelli inizia l’avventura Ferrari  grazie a Giulio Ferrari che vende la sua azienda: Al tempo, i Lunelli, davano le loro vinacce, agli amici Seganana di Borgo val Sugana, a 30 km da Trento e veniva fatto uno scambio con la grappa che appunto, veniva etichettata Lunelli. Fu così che nel 1982, acquistano anche le distillerie Segnana, trasferendole da borgo Val sugana, vicino all’azienda, in modo che le vinacce, possano essere il più vicino possibile all’alambicco. Nel 1988, continua il racconto il Presidente Franco Lunelli, richiamando l’attenzione sull’acqua Surgiva divenuta proprietà dell'azienza, si passa verso la terza generazione della famiglia Lunelli che  oggi guida l’azienda e mantiene vivo, il sogno Ferrari. Nel 2000, la famiglia esce dal Tentino, e svilupppa la sua energia, in un nuovo progetto, in Toscana, Colline Pisane, e in Umbria, più precisamente a Montefalco, dove grazie all’aiuto di Arnaldo Pomodoro, scultore e orafo, considerato uno dei più grandi scultori contemporanei italiani, si da vita ad un'opera d’arte, dove si vive e si lavora: Il Carapace.

Nato dall'idea della famiglia Lunelli di vedere realizzata una cantina che fosse uno scrigno per il vino. Dall’amicizia di vecchia data con Arnaldo Pomodoro e dalla precedente collaborazione - che aveva portato il Maestro a creare “Centenarium”, la scultura che celebra il secolo di storia delle Cantine Ferrari – scaturì l’idea di proporre proprio a lui, le cui sculture spiccano in luoghi simbolo di tutto il mondo, di realizzare la cantina. Pomodoro accolse con entusiasmo la sfida di creare un’opera che mettesse in discussione i confini fra scultura e architettura, che dialogasse al tempo stesso con l’esterno, ossia con il paesaggio in cui si sarebbe inserita, e con l’interno, con quel vino alla cui produzione doveva essere strettamente funzionale.

Fra le ambite mete, il Carapace di Arnaldo Pomodoro

Locanda Margon il gioiello d'arte di famiglia dove la cucina diventa d'autore

In fine, nel 2004, dato lo stretto legame, tra Ferrari e l’Arte, i Lunelli entrano in possesso della Locanda Margon, il ristorante di casa Ferrari, ristrutturato, una splendida terrazza naturale, sulla città di Trento, luogo di sperimentazione per innovativi abbinamenti con le bollicine Trentodoc. Una stella Michelin, immerso nel verde e giardini di vigneti, è l’ideale “part-time”, con due proposte dello Chef, Alfio Ghezzi, il salotto Gourmet, per gli appassionati della cucina d’autore, e la veranda, per piacevoli e deliziose cene tra amici.

A poche passi,dalla Locanda Margon, il percorso continua, inerpicandosi, sulle vicine colline, per giungere a Villa Margon, edificata sulle pendici del monte Bondone,a pochi km da Trento, in un rigoglioso paesaggio da boschi e vigneti, è uno degli esempi più significativi, di villa suburbana, rinascimentale del territorio. Villa Margon, è indiscutibilmente una delle più belle residenze nobiliari, monumento tra i più sontuosi del trentino, che meglio non poteva rappresentare la sede di rappresentanza del gruppo Lunelli.  Qui dove i cinquecento anni di storia visti da queste mura, ispirano davvero la storia e  la leggenda di un brand che il mondo ci invidia.

Locanda Margon il gioiello d'arte di famiglia dove la cucina diventa d'autore

Visita in cantina:@ non dite non è buono

Nel segreto delle cantine, si celebra la magia del tempo, le bottiglie riposano nel buio e nel silenzio, arricchendosi di profumi e aromi, giorno dopo giorno, anno dopo anno, preparandosi a regalare emozioni. Uno dei passaggi più affascinanti è il REMUAGE, consiste in una rotazione, eseguita a mano, giro dopo giro, il vino si fa puro. Un percorso sotterraneo, di circa 40.000mq di cantina, dove si va ad incontrare, una tecnologia al servizio della qualità. Si scende in una cantina ad un unico piano del 1993, risalendo poi in superficie, nel cuore tecnologico dell’azienda, dove si potranno vedere, due linee attive, quali, l’imbottigliamento, tirage e il degourgement, sboccatura, il tirage avviene da marzo a luglio, ovvero, il tempo necessario, affinché il vino base attraverso la cuveé entri poi in bottiglia.

 

Visita in cantina:@ non dite non è buono

Più di 300 tini di puro acciaio

La prima vera sosta, sarà in una cantina vini, con più di 300 tini d’acciaio, con due vitigni soli, chardonnay e pinot nero. Il vino base, rimane in acciaio fino a febbraio e marzo, poi in seguito ad una serie di degustazioni, e di analisi, si scoprirà, negli assemblaggi o cuveè, scelti i vini giusti, per creare dei vini prescelti, ai quali si andrà ad aggiungere, zuccheri e lieviti, riempite le bottiglie, che in seguito, verranno chiuse a capsula con tappo corona, si arriva in un luogo adibito ad una temperatura adatta, costante di 10/11 gradi, dove riposano al buio. Ferrari è un Trento DOC, creato con il metodo classico, la seconda fermentazione e il perlage, avviene all’interno della bottiglia, per questo ciascuna ha la sua storia, ci vuole tempo e pazienza, oltre due anni per creare un Ferrari Brut, cinque per un Perlé, sette e dieci anni per la Riserva Lunelli e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, ultimo prodotto di nicchia, chiamato in questo modo, non perché voglia essere riservato a pochi, ma perché a differenze, delle altre etichette, non si tratta di blend, non è un assemblaggio di vini, ma si tratta di un imbottigliamento di 12 ettari di un vigneto, che si trova esattamente dall’altra parte della valle di Locanda Margon.

Più di 300 tini di puro acciaio

Il Perlé

In questa zona, adatta a tale vigneto, c’è un microclima particolare, e solo quando quest’uva, è giudicata in grado di tenere fino a 10 anni in bottiglia, per dare il top della qualità, viene premiato, altrimenti si salta l’annata. Forte dell’esperienza secolare, maturata nella produzione di Ferrari, la famiglia Lunelli, decise negli anni’80, di legare il proprio nome anche a vini fermi trentini, frutto di una viticultura di montagna, che, grazie all’alternarsi di giornate calde e notti fresche, catalizza nelle uve, aromi intensi e ricercati. La vocazione del territorio, dà il meglio di sé, se associata a una profonda conoscenza dei vitigni, Chardonnay e Pinot Nero. Da questo felice connubio, nascono il Villa Margon e il Pietragrande, espressioni dello Chardonnay, e il Maso Montalto, un Pinot Nero in purezza. Vini, con un carattere che rispecchia l’austerità serena, di questi luoghi incantevoli e l’amorevole rigore con cui, i vitigni di proprietà, sono coltivati, secondo i principi del biologico, e viene seguito un protocollo di agricoltura sostenibile di montagna.

Seguendo il percorso degustativo, dei vini nel tasting, iniziamo con il Villa Margon 2014, chardonnay 85%, pinot bianco, sauvignon e incrocio manzoni 15%, uve di oltre 110 anni, in un terreno a scheletro prevalente, tendenzialmente sabbioso, segue una temperatura controllata in recipienti di acciaio inox, con l’uso di lieviti selezionati, in parte in carati di rovere, almeno 8 mesi di cantina per questo vino con una bella complessità, fragrante, non troppo invadente al naso, mostra sentori di mela e pompelmo, minerale e sapido, al palato, esprime, un buon equilibrio.

Quando, invece, parliamo di Perlé, parola tronca che in tedesco vuol dire frizzante, definiamo, il sottotitolo che è diventato una marca, esordio del primo in degustazione: Perlé 2009, ottenuto solo con uve chardonnay, dopo un lungo affinamento in bottiglia, è una sintesi, di tenui riflessi dorati, che impreziosiscono il perlage, mela renetta e agrumi, pesca bianca, accompagnano una bocca interessante, pulito, fresco, elegante. Perlé Rosé 2009, ottenuto da un uvaggio di Pinot Nero vinificato in rosato e Chardonnay, questa vinificazione attentissima, al raggiungimento del colore voluto, dopo esser rimasto sulle bucce tra le 18 e le 24 ore, colore di un rosa antico, bouquet intenso, dominato, dalle note di piccoli frutti, che cedono, il passo alle percezioni tostate di biscotto, al palato, arricchito da una delicata nota, di spezie,mandorla e lievito, regala un finale lungo e persistente.

Il Perlé

La forza del Pinot

Perlé Nero 2008, tutto Pinot Nero vinificato in bianco, primo e unico Blanc de Noir, di casa Ferrari, millesimato frutto di 40 anni di ricerca, uve selezionate, nei migliori vigneti di proprietà e affinato per almeno sei anni in bottiglia. Perlage, fine ed elegante, complessità olfattiva ricca di sensazioni, che spazia dal fruttato al minerale, fino al tostato, persistente, robusto, note di fumo, sontuoso nel gusto regala, una bella struttura con una continua evoluzione. All’incontro con le Riserve, si parla della prima vendemmia nel 2002, dove si festeggiava, i 100 anni del Sig.Ferrari e i 52 anni del Sig.Lunelli, così è stata creata, la Riserva Ferrari Lunelli, fermentato in botti di rovere da 40 ettolitri, dopo svinatura, viene lasciato 7/8 mesi di legno, che regala note di vaniglia, Riserva Lunelli 2007, solo uve chardonnay, affascinante sintesi di innovazione e tradizione, l’evoluzione in legno e un affinamento di 7 anni in bottiglia, gli conferiscono grande complessità ed una intrigante ricchezza gustativa, finissimo perlage, note di crosta di pane, ananas e limone, accompagnate da leggere note di miele, sorso pieno e morbido con una ricchezza gustativa e persistenza. Al termine della degustazione, andiamo a sorseggiare, Giulio Ferrari, Riserva del Fondatore 2004, un fuoriclasse che emoziona, Chardonnay in purezza, affascinante, appagante, dal vigneto Maso Pianizza,sui monti del trentino, Cru di grande eleganza, che affina sui lieviti per 12 anni, il perlage si mostra finissimo e impreziosito da raffinati riflessi dorati, l’invecchiamento ultra decennale, sui lieviti, conferisce una straordinaria complessità, che fonde note minerali e balsamiche, corpo cremoso e vellutato, mentre il finale lunghissimo, colpisce per freschezza e persistenza. Posso esprimere che la passione, trasmessa in tutta la giornata alle cantine Ferrari, è stata riconosciuta a pieno titolo, un percorso, nel quale ho percepito l’amore per questa terra, infatti è nelle radici la forza, il vigore, la struttura, l’eleganza…è nelle radici la poesia di questo vino.

La forza del Pinot