Friuli-Venezia-Giulia

A Pranzo Da Josko

di Miriam Quartesan
Marzo 30, 2014

Josko Gravner, A pranzo da Josko, Friuli Venezia Giulia, Ribolla , Rebula

… Il Vino è come un bambino, devi stargli dietro ma puoi solo sperare che cresca bene!

Arrivata in Friuli con la curiosità di conoscere finalmente il grande Josko Gravner, mi trovo in quel di Lenzuolo Bianco, sulla sinistra intravedo due Anfore, l’una appoggiata all’altra, subito capisco di essere nella realtà Oslavia di Gravner. Ad aprirmi la porta, la moglie del Sig. Gravner, con un cordiale benvenuto mi accoglie nella loro casa, cosi minimale con attenzione ad ogni dettaglio, dove nulla è lasciato al caso, ed ecco arrivare lui, Josko, gentile e cordiale che trasmette calore ma soprattutto umiltà. Molto diverso da come alcuni me lo avevano dipinto, ovvero scontroso e di poche parole. Certo che pensando ora ad un grande amico, che in quel momento mi ha trasmesso tanta emozione, mi sovviene un sorriso. Un grande Uomo con una produzione di 30.000 bottiglie l’anno e mezzo chilo d’uva di media, a vite. Il Vino, dove gli esordi di fermentazione avvenivano nella terra, segue una vendemmia eseguita il più tardi possibile, 7 mesi a contatto con le bucce in anfore e successivamente 6 anni in botti di rovere. Come afferma il Sig. Gravner “…il vino all’interno dell’anfora, entra in uno stato di temperatura ideale, fare il vino è la traduzione per essere consapevoli di viaggiare sulla lama del rasoio, la bravura consiste nel saper utilizzare il minimo indispensabile di solforosa, quindi sta nel non tagliarsi e non cadere, quello è sempre il bello…Viaggiare al limite; in tanti anni che lavoro con il vino in anfora, ho eliminato tutto quello che era superfluo per fare vino buono. ”

… Il Vino è come un bambino, devi stargli dietro ma puoi solo sperare che cresca bene!

Il vino con i suoi batteri, enzimi e lieviti

Nella cantina, ha eliminato la pressa automatica per tornare al torchio tradizionale, l’acciaio inossidabile in vinificazione, dato che le cariche positive e negative alterano la materia prima. Secondo Josko, che non controlla la temperatura del mosto, il grado zuccherino e tanto meno utilizza frigoriferi per raffreddare i mosti, il vino per essere considerato tale deve contenere, batteri, enzimi e lieviti.
 
Dopo aver visitato la cantina viva delle anfore e mostrato il caveau, saliamo per arrivare nella sala degustazione, dove ci attendono originali bicchieri creati appositamente a mano dall’amico Massimo Lunardon, l’idea è partita da Josko, che con voce dal tono pacato mi racconta l’esordio di tali bicchieri : ”… l’idea di creare un bicchiere a forma di coppa, mi è venuta per la prima volta nel 2000 quando andai nel Caucaso. Durante quel viaggio per andare a vedere le anfore che stavano realizzando per la mia cantina, visitai un monastero sulle colline di Tbilisi. In quell'occasione i monaci, oltre a darmi il benvenuto con dei canti religiosi, mi servirono il loro vino nelle coppe di terracotta. Quel gesto mi rimase impresso, bere del vino in una coppa senza stelo è molto diverso che da un bicchiere; non vorrei essere frainteso, ma il gesto che la coppa ti impone verso il vino è più intimo più rispettoso… più umile.”

Il vino con i suoi batteri, enzimi e lieviti

Colori che brillano

Iniziamo così la degustazione di questo nettare, il Bianco Breg Gravner Anfora 2001 (Sauvignon, Pinot Grigio, Chardonnay e Riesling Italico), lunga macerazione, nessuna chiarifica se non tramite travaso in un'altra anfora, successivamente maturazione in botte, nessuna filtrazione finale, colore dell’oro che vira tra sottili note ambrate, ramate fino ai toni dell’ocra, l’impatto al naso di frutta matura, note caramellate, sfumature di lieve ossidazione, erbe aromatiche e dulcis in fundo di agrumi canditi, lascia in bocca una piacevole sensazione di stupore data da una bella freschezza e riconoscendo sentori tannici, ovvero una massima espressione del concetto di libertà pensata per questo vino. Da tenere presente che ha smesso di vinificare con l’annata 2003 di Breg Anfora, considerando che l’ultima annata sarà la 2012 ! A seguire andiamo a degustare la Ribolla Gravner Anfora 2006, questa, vinificata in anfora di terracotta per 12 mesi, affinata in botte di rovere per 60 mesi, a seguire, imbottigliata in luna calante, senza alcuna chiarifica e filtrazione, la quale stappandola, mi fa presente di un'altra sua massima quando afferma:“…E’ talmente buono che piacerà a poche persone.”
Osservo il colore nel bicchiere, brilla, dato da un giallo dorato con toni ambrati, accentuate note di erbe aromatiche al naso con una lieve percezione di albicocca, gusto pieno e rotondo. Ecco che mentre sorseggiamo la sua Ribolla, mi invita a continuare la degustazione a pranzo, cosi seduta alla sua tavola e mangiando tutto al naturale, ci prepariamo alla degustazione della Ribolla Gravner Riserva 2003 in magnum, per essere esatti non ancora in vendita! Semplicemente uno SPETTACOLO, naso intenso, avvolgente al palato con una bella persistenza, sussurra una sensazione senza tempo, un sorso è bastato per essere trasmesso l’amore che infonde il suo produttore,ma anche l’estremo, caratterizzato dalla sua personale ossidazione, lo considero un vino da meditazione, accompagnato da lungo silenzio, più che da abbinare; Unica nella sua mineralità, la Ribolla di naturale complessità è il sogno di Josko, che ha deciso di concentrare le sue forze ed il suo sapere, per migliorare la qualità di quest’uva, autoctono vitigno della zona. Outsider del vino, nella convivialità del pranzo, mentre prepara a tavola, il torrone con i pistacchi di Bronte del grande Corrado Assenza, che dire… non ci sono parole adatte per esprime questa dolce creazione.

Colori che brillano

Conoscere un Uomo di grande valore

Il Sig. Gravner, nel raccontare il suo percorso fa percepire la forte presenza del padre e la scomparsa del figlio Miha, trattiene un’emozione e con gli occhi di un padre commosso, motiva molte sue scelte considerate ardite per quanto riguarda il vino. Al termine della giornata, come ultimo vino nella degustazione arriva il Rosso Breg Gravner 2003: una vera delizia per concludere il pasto. Trama tannica interessante avvolgente al palato, ovvero, vinifica il pignolo allevato con il sistema guyot, procede alla fermentazione delle uve con le vinacce in tini aperti di rovere per 40 giorni, affinandolo successivamente in botti di rovere per 5 anni e in bottiglia per altri 5...

Una giornata intera con Josko Gravner, che lavora i suoi vigneti tra il Collio Goriziano e quello Sloveno, il Vignaiolo, che rifiuta ogni tipo di alterazione artificiosa, preziosi incontri, dove vengono trapelati saggi aforismi, che trasmettono non solo nuovi viaggi ed esperienze nel mondo del vino, ma anche tanta semplicità, umiltà con una sensazione completa di arricchimento positivo, e alla domanda: “… Josko quali vini le piace bere?”, Lui risponde con un sorriso, sgranando gli occhi : “ IL MIO!..ma lei, ha mai visto Enzo Ferrari girare in Lamborghini?!?”. Un grazie speciale al Sig. Gravner, con il quale, in un giorno intero, ho avuto l’occasione di percorrere un’indimenticabile viaggio, e l’opportunità di conoscere un Uomo di cosi grandi valori.

Conoscere un Uomo di grande valore