Emilia-Romagna

Un Pub, Ma La Matrice Gastronomica È Romagnola.

di Orfeo Meneghetti
Set. 1, 2015

Un pub, ma la matrice gastronomica è romagnola.

Un locale con una poliedrica identità culinaria gestito da Marco Giannini e Matteoni Davide.

Il carattere del pub è rimasto, rivive nelle lampade verdi e nei soppalchi dove i tavoli sono quelli d'ispirazione inglese. La vocazione è quella di pizzeria con scelta di farine diverse: avena, farro segale o grani antichi. Nella cucina di Romagna, siamo a Viserba di Rimini, la ristorazione si gloria della pasta e del pescato dell'Adriatico, ma il locale Old American bar è vocato anche alla dieta vegana.
A coordinare i siderali passaggi in cucina, evitando la contaminazione, ci sono Marco Giannini e Matteoni Davide. La loro formazione gastronomica si è sviluppata tra la cucina romagnola e quella umbra della madre per Giannini, Matteoni è invece più poliedrico. Incroci di sapori che li hanno portati a trovare gli equilibri giusti per soddisfare un numero crescente di clienti.
I menù vegetaliani, o vegani, sono un mix di salute, cultura, etica e moda perché ogni proposta culinaria è figlia di un insieme di motivazioni che Giannini e Matteoni devono saper cogliere nelle proposte, sempre ad alto rischio di acquolina in bocca, dalla parmigiana alle melanzane, pasta e piselli, dal finto ragù alle linguine con vongole fujute cioè scappate.
Al ristorante la materia prima è buona, le ricette sono originali, gustose, spesso complesse, come complessa è la storia della cucina romagnola, le cui ricette per secoli hanno inseguito profumi e consistenze con il solo obiettivo del piacere. In terra di Romagna l'impasto della sfoglia richiede uova in abbondanza , l'olio si defila davanti a sua maestà il burro, senza parlare di incursioni guduriose di lardo e strutto. A valorizzare la cucina in riva all'Adriatico c'è il pescato locale da cui si cavano sentori segreti e rapinosi, cucina esaltata anche dai molluschi, cozze, vongole e scampi.
La pizza. La calda estate di quest'anno non ha vietato il solito comandamento: anche con il solleone viene servita calda, anzi bollente. I titolari sanno bene che una buona pizza va declinata secondo i prodotti della stagionalità locale, quelli che trasformano in bocconi irresistibili il magico assemblaggio di acqua e farina. A fare la differenza come sempre è la mano di chi prepara e la qualità delle materie prime.
Una caleidoscopica cucina ricca di gusto, scarsa di calorie e appagante come poche altre.
Il pub è e resta francobollato alle birre. Una schiera di prodotti fra i quali la terra di Romagna propone ottime produzioni come la birra Viola prodotta dalla famiglia Arduini, l'Amarcord e proiettandosi verso un'altra regione d'Italia con il Gran cru della Moretti. La lista comunque s'allunga con gusti e gradazioni diverse per appagare le papille gustative del cliente.
Minimalista la mise en place. Forse troppo con la cassettina in legno dalla quale si attingono posate e tovaglioli. Scelte da rivedere, nel frattempo c'è da godersi quanto esce dalla cucina.     
Un locale con una poliedrica identità culinaria gestito da Marco Giannini e Matteoni Davide.