Veneto

Un Posto Al Sole Per La Carne Di Equidi

di Marco Meneghetti
Ago. 10, 2015

Un posto al sole per la carne di equidi

Alla trattoria al Bosco di Saonara sono da apprezzare l'accoglienza e la carne di cavallo.

Manzo, agnello, pollo, maiale sono carni abituali, facili da trovare, semplici da cucinare. Ma le carni sono anche altre. Esiste una geografia gastronomica che assegna zone diverse d'Italia uno specifico alimentare spesso conosciuto solo in un raggio di pochi chilometri. Succede indifferentemente con ricette ed alimenti. Via dal caos di Padova, non molti conoscono la seduzione carnale delle preparazioni a base di carne di equino dell'Antica trattoria al Bosco di Saonara (Pd).
La carne di cavallo è figlia di economie povere, costrette a rivaleggiare con la polpa pregiata dei bovini cercando di trovare pari dignità alimentare. Al di là delle convinzioni personali, il filetto di cavallo è entrato nei menù dietetici di generazioni di pediatri. Il gusto lievemente abboccato, dovuto all'accentuata presenza di glicogeno lo rende gradevole ai bambini.
Resta la curiosità per carni di cui si parla troppo poco. Sono salubri e gustose, poco grasse sia per caratteristiche proprie sia per le condizioni di allevamento meno intensive e massificate.
Al locale alle porte di Padova la carne equina è mandata in passerella dagli chef Enrico Lamon e Elisabetta Borille. La cucina della trattoria è aperta e vi domina un grande camino. Sulla graticola si perpetua il rapporto gastroculturale tra uomo e carne arrostita che è il più antico del mondo. La scelta dei tagli è fatta da Stefania Daniele, la titolare, formatasi alla scuola del padre Luigi che trentacinque anni orsono prese in gestione il locale. L'accoglienza è il secondo grado in cui Stefania da un bel saggio delle sue qualità di padrona di casa. I tavoli e la loro preparazione li cura personalmente, dando valore alla piccola pinacoteca delle opere di pittori del territorio che s'infittiscono e si diradano alle pareti del locale in un susseguirsi di cromatismi caleidoscopici.
A tavola si comincia con le tagliatelle al ragù di cavallo, il filetto e la “straeca”. La carne bella o brutta che sia, a fare la differenza però è la qualità. Le pietanze sono state accompagnate da una bottiglia di Julius rosso Conero 2012 dell'azienda Strologo. Il dessert è un piacevole tributo alle papille con lo yogurt ai frutti di bosco, mentre i biscotti di credenza sono rimasti qualche minuto di troppo in forno. Lo chef Borille, si occupa della pasticceria, non demorde e rilancia con un semifreddo alla liquirizia e menta che emoziona.

Alla trattoria al Bosco di Saonara sono da apprezzare l'accoglienza e la carne di cavallo.