Un gioiello di Asinello

di Annamaria Farina
Dic. 15, 2017

Il ristorante di Senio ed Elisa a  Villa Sesta di Castelnuovo Berardenga

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Quante volte abbiamo sentito dire, o detto noi stessi, “ se non provi non puoi capire” ...oppure “è da provare, è inutile parlarne”.
Sì, forse è vero, ma con qualche chiacchiera in più forse anch’io avrei varcato quella porta avendo maggiori informazioni anziché ignorante, come mai prima, davanti ad un ristorante ed al suo chef.
E così eccomi qui a scrivere di loro, una giovane coppia: Senio, re della cucina, ed Elisa, regina della sala, compagni nella professione e nella vita che a Castelnuovo Berardenga, Villa a Sesta per la precisione, hanno dato vita al loro Ristorante l’Asinello, gioiello in un gioiello di borgo Toscano.
Un edificio dei primi dell’ottocento preceduto da un piccolo cortile di pertinenza: qualche pianta, un po’ di verde, qualche poltroncina che immagino vestita di un sole estivo, due addobbi natalizi, una leggera pioggia che ingrigisce questa fotografia.

 

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Entro e semplicemente penso “che bello”. Mi piace la coerenza con l’intorno, travi a soffitto, ambiente raccolto, una ventina di posti a sedere distribuiti su due piccole sale, quella principale leggermente più grande con un pianoforte a muro in un angolo, l’altra più piccola con due soli tavoli ed una stufa a legna scoppiettante nell’angolo opposto. Singolari le sedie, posizionate non parallele e sovrapposte al tavolo come di consuetudine , ma leggermente inclinate, a creare un’apertura: lo leggo come un invito ad accomodarmi, e trovo che sia un raffinato ed al tempo stesso umile e silenzioso segno d’accoglienza.

 

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Ma cosa c’entra un pianoforte qui? Forse nulla, o forse tutto, perché come tutti gli altri oggetti ed arredi presenti nella sala racconta la storia di chi questo posto l’ha voluto, selezionando ed appoggiando con coscienza ogni singolo elemento.

 

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Pari attenzione si manifesta nel lavoro dello chef Venturi: pietanze ben presentate su stoviglie in sintonia col contenuto, non quei piatti ricercati ma scomodissimi che spesso si incontrano oggi.
 

 

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Semplicità e sobrietà a presentare una cucina curata, attenta, puntigliosa quasi. Materie prime riconoscibili, cotture ad hoc, abbinamenti nel piatto che valorizzano gli ingredienti in gioco, mai troppi, mai noiosi, e che manifestano il rispetto per il Chianti e le sue risorse.

 

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Senza nulla togliere agli altri piatti mi resta caro al palato il Riso Carnaroli, mandorle e fagiano ed i classici Cappelletti di tordi, brodo speziato, sedano e funghi di stagione. A disposizione due percorsi da 45 euro per 4 portate e 55 euro per 5, ed un menù alla carta 4 x 4 (4 antipasti, 4 primi, 4 secondi e 4 dolci) ed un classico panforte, ma dalla ricetta segreta, che non troverete indicato ma che Elisa offre a fine pasto.
Il rammarico del non sapere si è sciolto in un attimo ...insieme all’ultimo boccone e al mescere del Sorleone che ha accompagnato ogni mio piatto.
www.asinelloristorante.it

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