Veneto

Un Angolo Di Paradiso

di Annamaria Farina
Luglio 18, 2017

Un angolo di paradiso, Hotel Val di Sogno, Malcersine

Un vista a 180 gradi

L’Hotel Val di Sogno di Malcesine utilizza esattamente queste parole per dare il benvenuto ai naviganti che approdano sulle sue pagine web, e non a caso queste sono le stesse parole che balzano alla mente una volta raggiunto quest’angolo del Lago di Garda. Un angolo di ben 180°, un angolo piatto come insegna la geometria (e di piatti parleremo) che lascia alle spalle l’architettura dell’hotel con le sue stanze e gli spazi comuni, mentre di fronte regala le pennellate d’azzurro intenso del lago e quelle del verde lussureggiante della riserva naturale integrale Gardesana Orientale, la riserva naturale integrale Lastoni Selva Pezzi con il suo Monte Baldo e sul Parco regionale naturale dell'Alto Garda Bresciano.

Un vista a 180 gradi

Da tre generazioni

L’Hotel Val di Sogno dal 1958 ad oggi è stato accompagnato da tre generazioni della famiglia Bonell, ognuna delle quali negli anni ha cercato di trovare soluzioni che esaudissero al meglio le richieste espresse dai propri ospiti andando incontro ai diversi stili di vita imposti dai tempi, ed arrivando ai giorni nostri con l’attuale struttura dotata di eleganti camere tutte affacciate sul lago, una piscina esterna riscaldata ed una zona relax interna con sauna ed idromassaggio, pedalò, biciclette a noleggio, boe per ormeggio barche e pontile per attracco.

Da tre generazioni

Patrizia e Silvia Bonell artefici del riordino

Sono Patrizia e Silvia Bonell che attualmente stanno proseguendo quest'opera di qualificazione della struttura che oltre a prevedere opere di ristrutturazione e la riorganizzazione degli spazi, si avvale della collaborazione di un giovane chef che dovrà portare, così come da poco più di un paio di mesi a questa parte sta già facendo, ad una nuova proposta di cucina più gourmet e raffinata.  Fabio Valente: 29 anni, originario di Massafra, comune del Tarantino.

Patrizia e Silvia Bonell artefici del riordino

le relazioni di Fabio

Fabio si è relazionato con pentole e fornelli fin da adolescente allontanandosi successivamente dal suo paese per formarsi presso la nota scuola Alma di Gualtiero Marchesi e per proseguire con esperienze a fianco di numerosi nomi di prestigio come Mauro Ricciardi, Bruno Barbieri, Roberto Pongolini fino all'ultimo, in ordine di tempo, Terry Giacomello dal quale si è congedato per intraprendere questa nuova sfida ed avventura.

le relazioni di Fabio

Sensibilità e gusto

La proposta sul quale sta lavorando dal suo arrivo è quella della diversificazione dei piatti che vanno dai più semplici e leggeri durante il giorno, ad un menù più complesso ed articolato durante la sera, entrambi basati sulla qualità delle materie prime, la scelta di prodotti stagionali, il rispetto del prodotto, insegnamenti appresi nelle collaborazioni precedenti e che oggi gli consentono di proporre e reinterpretare la cucina secondo una sua sensibilità e gusto.

Sensibilità e gusto

La generosità a tutta qualità

Qualche mese di rodaggio per raggiungere una maggior identità dei piatti, dal quale sia evidente la mano ed il carattere dello chef e per trasmettere tutto l’amore e la dedizione per il proprio lavoro.
Sguardo fiero ed ambizioso, Fabio non si risparmia nelle sue proposte: piatti a volte abbondanti in termini di quantità (…ma l'animo del nostro sud è famoso per non elemosinare a tavola!) e di varietà di ingredienti che, così come lo stesso racconta, spaziano dai più preziosi a quelli economicamente meno impattanti perché scelti tra i tagli meno diffusi ma di buona possibilità espressiva.

La generosità a tutta qualità

Stupire occhio e palato

Un lavoro che vuole stupire per l’aspetto, catturando in primis l'occhio, ma che non smetta di stupire al palato per il contenuto. E così giungono al tavolo proposte in gran parte colorate, vitali, con un bel gusto per la proporzione e la presentazione: fra i piatti assaggiati "Insalata di mare nel mio fondale" dove il cavolo viola diventa il fondale per seppie, gamberi, cozze, calamari, scampi, vongole e piccole verdure e che ne è l'esempio più emblematico.
Serve sicuramente tempo per affinare ed equilibrare quanto già sembra chiaro negli intenti: piacevoli gli "Spaghetti al nero, lime, tartare di gamberi viola e pomodoro confit" dove ogni ingrediente si lascia apprezzare per gusto e semplicità.

Stupire occhio e palato

La mia mimosa

Menzione particolare per il dessert "La mia mimosa" ed il pre dessert "Pompelmo, sale Maldon e cacao amaro": entrambi profumati e leggeri, dove lo zucchero stenta a palesarsi, freschi e con contrasti raffinati che lasciano una buona sensazione al palato senza maltrattarlo con repentini cambiamenti.
Non resta che lasciare che proprietà e cucina proseguano a piccoli passi nel loro percorso evolutivo, attendendo che i tempi siano maturi per apprezzare al meglio gli sforzi intrapresi godendo della cornice favorevole messa a disposizione da una natura meravigliosa.


http://www.hotelvaldisogno.it/

La mia mimosa