Re Santi e Leoni

di Il Vinotomane
Luglio 30, 2020

L’imprenditore Lucio Giordano ha voluto sfidare la crisi aprendo il suo ristorante di Nola progettato dallo studio dell'architetto Giuliano Andrea dell’UvaThe Businessman Lucio Giordano wanted to challenge the crisis by opening his restaurant in Nola designed by the studio of the architect Giuliano Andrea dell’Uva

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English text follows

In un momento particolarmente difficile e caratterizzato da poche certezze, l’imprenditore Lucio Giordano ha voluto sfidare la crisi aprendo, il ristorante Re Santi e Leoni a Nola: un investimento per il futuro coraggioso, dettato dalla volontà di voler diversificare il suo business finora legato ai ristoranti giapponesi dell’insegna Misaki, rispettivamente a Pompei, Salerno e Sorrento.  La decisione non è stata facile, l’idea di non riuscire nell’impresa è inevitabilmente stata sempre dietro l’angolo, ma la forza di volontà e la voglia di rinascita dopo il periodo di lockdown, hanno motivato Lucio e la sua scelta: andare avanti e credere in qualcosa di nuovo e di positivo. “Un percorso caratterizzato da decisioni prese in un momento di incertezza ma che per me rappresentano il desiderio di poter dare valore al territorio circostante, scegliendo con attenzione i piccoli produttori campani a cui la cucina si affida nella scelta delle materie prime; in questa sfida inoltre, ho tenuto particolarmente a confermare l’intero staff scelto prima dell’emergenza Coronavirus, che ha da subito creduto fortemente in questo progetto“ racconta Lucio Giordano.

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La storia di Lucio Giordano all’interno dell’imprenditoria gastronomica inizia sette anni fa, nel 2013, quando decide di aprire a Pompei, il primo dei ristoranti Misaki, trasformando la sua passione per la cucina giapponese in un luogo dove il sushi è presentato in tutte le sue declinazioni. Questa passione, nata un po’ per gioco, inizialmente affiancava il lavoro all’interno dell’attività di famiglia che opera da tempo nel settore del tessile, per trasformarsi poi nel suo impegno principale con l’apertura del secondo e del terzo ristorante Misaki a Sorrento e Salerno (da poco diventato un punto vendita franchising); oggi Lucio ha dato il via a una nuova realtà, diversificando il suo business, in cui i sapori del nostro Paese e in particolare quelli della regione Campania, si incontrano nei piatti creati dallo chef Luigi Salomone. E per finire in cantiere, il progetto già avviato di aprire nell’autunno 2020, un ristorante di cucina italiana a Miami.

La decisione iniziale di aprire Re Santi e Leoni risale al 2018: da quel momento tante sono state le difficoltà, gli ostacoli e i sacrifici che hanno determinato la realtà attuale, ma la voglia è sempre stata quella di continuare  in questa sfida che porta nel nome una dedica particolare, legata ai nomi dei tre figli di Lucio. “Questo progetto è stato da sempre molto importante nonostante sia stato complicato sotto vari punti di vista. Ad oggi rappresenta la gratificazione, dopo anni in questo settore, di aver creato qualcosa di diverso e nuovo rispetto ai ristoranti di cucina giapponese, che riuscisse a sottolineare in tutto e per tutto l’eccellenza del territorio campano. È un passo significativo all’interno di un percorso imprenditoriale in cui ho creduto fin da subito ” afferma Lucio Giordano.

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Un ristorante dal design contemporaneo che non dimentica il fascino del passato, accoglie una cucina semplice ma dagli ingredienti ricercati e dai piatti creativi: un palazzo borghese di fine ‘800 alle spalle della piazza centrale della cittadina di Nola, ospita Re Santi e Leoni, nel cuore della vita del piccolo centro campano con una storia antica tutta da raccontare, fatta di personaggi illustri e tradizioni popolari ancora vive. Nato come zona destinata alla macinazione delle olive, fu poi abbandonato e modificato nel tempo. Della struttura originale restano oggi gli antichi archi in tufo che scandiscono lo spazio in maniera longitudinale.

Questa nuova realtà, frutto di un recupero architettonico importante, si affaccia su uno scenario gastronomico in ascesa, fatto di nuovi interessanti progetti che nascono e si sviluppano in un contesto territoriale poco frequentato, quello del Sud Italia, ma che negli ultimi anni si sono imposti come casi eccellenti nel mondo del fine dining, riuscendo a scardinare vecchi preconcetti e, al contempo, a portare una ventata di creatività e personalità nella cucina nazionale e internazionale.

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L’intero progetto è stato affidato e curato dallo studio dell’architetto Giuliano Andrea dell’Uva: l’intento è stato quello di inserire volumi all’interno dello spazio senza mai limitare l’effetto prospettico che aveva in origine.

All’interno, colori chiari, alluminio e geometrie dominano la scena, ispirandosi al lavoro che Gae Aulenti sperimentava nei primi anni ‘70, antico e nuovo a confronto.

All’ingresso si è accolti dal bianco del pavimento, delle pareti e degli arredi, come in una casa, interrotto soltanto da un forte intervento cromatico che ha dato nuova vita ad una stampa di Ferdinando di Borbone, re di Napoli che insieme ad un’antica tela che ritrae un santo con aureola e due piccole statue rappresentanti leoni, sono i primi ad accogliere l’ospite. L’idea è quella di trasmettere che ci si trova in un luogo dalla cucina e dal design contemporaneo ma che non dimentica la tradizione, anzi la trasforma.

Il lounge bar che precede la sala presenta pareti che sono state valorizzate con tele che ritraggono alcuni santi, un rigoroso banco in marmo e uno spazio dove potersi rilassare con un buon calice di vino proveniente dall’antica cantina al piano inferiore, raggiungibile attraverso un ascensore.

Protagonista della sala principale è la “grande scatola” in alluminio posizionata al centro, come una vera a propria installazione artistica dove al suo interno sono sistemati come in un salotto degli anni ’70, divani dalle linee morbide realizzati su disegno abbinate a sedie Tom Dixon, lampade Gae Aulenti, e un frangivento in vetro cannettato che divide gli ambienti. Una piccola saletta anticipa la cucina, qui lampade incastrate nella muratura definiscono l’atmosfera raccolta, pochi tavoli la cui disposizione permette di poter ammirare il lavoro costante della brigata, svolto tra elementi cubici (disegnati con le piastrelle) che sembrano galleggiare nello spazio.

“La scelta di coinvolgere un architetto del calibro di Giuliano Andrea dell’Uva è stata dettata dalla volontà di voler creare un luogo difficilmente replicabile e che avesse un respiro contemporaneo in un contesto caratterizzato da un passato importante: ho cercato, in tutte le decisioni, di scegliere il meglio che ritenevo opportuno per il progetto, per creare un luogo accogliente e d’eccellenza a 360 gradi” spiega Lucio Giordano.

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La tradizione, la sua conoscenza e la contaminazione sono alla base di ogni ricetta dello chef Luigi Salomone, e la sua volontà è quella di riuscire a  mantenere sempre quel ricordo che cattura oltre al palato, anche il cuore. Un altro fattore importante, è la riconoscibilità di ogni ingrediente che viene servito nel piatto, che deve rappresentare un concetto nitido in cui non manca mai un tocco di acidità.

La proposta gastronomica, valida sia per il pranzo che per la cena, è composta da tre menu degustazione che variano sulla base del numero di portate e si chiamano rispettivamente Re, Santi e Leoni: il primo Re, da 65 euro è composto da 4 portate, il secondo Santi, da 85 euro, comprende invece 6 portate, l’ultimo Leoni, da 110 euro, può essere definito “a mano libera”; per la scelta dei piatti ci si affida completamente allo chef, che tiene conto anche di allergie, intolleranze, pietanze non gradite dall’ospite o già assaggiate in precedenza. Il menu più corto racconta la tradizione, quello più lungo, per chi vuole osare di più, offre una varietà maggiore di pietanze e si spinge verso una tematica più creativa senza però tralasciare la memoria dei sapori. Oltre ai tre menu degustazione c’è anche la possibilità della carta, che presenta cinque antipasti più due scelte di crudo (una selezione di tartare e carpacci di pesce e un gran crudo), sei primi, cinque secondi e cinque dolci. Tutte le portate sono legate a un ricordo, un’esperienza, un viaggio, un sapore che lo chef conserva nella memoria sin quando era bambino e che oggi grazie alle tecniche e alle conoscenze acquisite, ha saputo riproporre nei suoi piatti.

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In a particularly difficult moment characterized by few certainties, the businessman Lucio Giordano wanted to challenge the crisis by opening the Re Santi e Leoni restaurant in Nola: an investment for the brave future, dictated by the desire to want to diversify his business so far linked to the Japanese restaurants of the Misaki brand, respectively in Pompeii, Salerno and Sorrento. The decision was not an easy one, the idea of ​​failing in the venture was inevitably always around the corner, but the willpower and the desire for rebirth after the lockdown period motivated Lucio and his choice: to go ahead and believe in something new and positive. “A path characterized by decisions taken in a moment of uncertainty but which for me represent the desire to be able to give value to the surrounding area, carefully choosing the small Campania producers to whom the kitchen relies on the choice of raw materials; In addition, in this challenge, I was particularly keen to confirm the entire staff chosen before the Coronavirus emergency, who immediately believed strongly in this project, "says Lucio Giordano.

The story of Lucio Giordano within gastronomic entrepreneurship began seven years ago, in 2013, when he decided to open the first of Misaki restaurants in Pompeii, transforming his passion for Japanese cuisine into a place where sushi is presented in all its forms. This passion, born a little for fun, initially flanked the work within the family business that has been operating for some time in the textile sector, to then become its main commitment with the opening of the second and third Misaki restaurant in Sorrento and Salerno (recently become a franchising point of sale); today Lucio has started a new reality, diversifying his business, in which the flavors of our country and in particular those of the Campania region meet in the dishes created by chef Luigi Salomone. And finally, the project already started to open an Italian cuisine restaurant in Miami in autumn 2020.
The initial decision to open King Saints and Lions dates back to 2018: from that moment there have been many difficulties, obstacles and sacrifices that have determined the current reality, but the desire has always been to continue in this challenge that bears in the name a particular dedication, linked to the names of the three sons of Lucius. “This project has always been very important despite being complicated from various points of view. To date, it represents the gratification, after years in this sector, of having created something different and new compared to Japanese cuisine restaurants, which managed to underline in all respects the excellence of the Campania region. It is a significant step within an entrepreneurial path in which I believed right away "says Lucio Giordano.

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A restaurant with a contemporary design that does not forget the charm of the past, welcomes simple cuisine but with refined ingredients and creative dishes: a late 19th century bourgeois building behind the central square of the town of Nola, houses King Saints and Lions, in the heart of the life of the small center of Campania with an ancient story to tell, made up of illustrious characters and popular traditions still alive. Born as an area intended for grinding olives, it was then abandoned and modified over time. Of the original structure remain the ancient tuff arches that mark the space longitudinally.
This new reality, the result of an important architectural recovery, overlooks a growing gastronomic scenario, made up of interesting new projects that arise and develop in a sparsely frequented territorial context, that of Southern Italy, but which have emerged in recent years as excellent cases in the world of fine dining, managing to unhinge old preconceptions and, at the same time, to bring a breath of creativity and personality into national and international cuisine.

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The entire project was entrusted and curated by the architect Giuliano Andrea dell'Uva's studio: the intent was to insert volumes within the space without ever limiting the perspective effect it originally had.
Inside, light colors, aluminum and geometries dominate the scene, inspired by the work that Gae Aulenti experimented in the early '70s, old and new in comparison.
At the entrance you are greeted by the white of the floor, walls and furnishings, as in a house, interrupted only by a strong chromatic intervention that gave new life to a print of Ferdinando di Borbone, king of Naples who together with a ancient canvas depicting a saint with a halo and two small statues representing lions, are the first to welcome the guest. The idea is to convey that you are in a place with a kitchen and contemporary design but that does not forget tradition, rather transforms it.
The lounge bar in front of the room has walls that have been enhanced with canvases depicting some saints, a rigorous marble bench and a space where you can relax with a good glass of wine from the ancient cellar on the lower floor, reachable by an elevator .
The protagonist of the main room is the "big box" in aluminum positioned in the center, like a real artistic installation where inside, like sofas from the 1970s, sofas with soft lines made to design combined with Tom Dixon chairs are arranged inside , Gae Aulenti lamps, and a ribbed glass windbreak that divides the rooms. A small room anticipates the kitchen, here lamps embedded in the masonry define the collected atmosphere, a few tables whose arrangement allows you to admire the constant work of the brigade, carried out between cubic elements (designed with tiles) that seem to float in space.
"The choice to involve an architect of the caliber of Giuliano Andrea dell'Uva was dictated by the desire to want to create a place that is difficult to replicate and that had a contemporary breath in a context characterized by an important past: I have tried, in all decisions, to choose the best that I thought appropriate for the project, to create a welcoming place of excellence at 360 degrees "explains Lucio Giordano.

 

Tradition, his knowledge and contamination are the basis of every recipe of chef Luigi Salomone, and his will is to always be able to keep that memory that captures not only the palate but also the heart. Another important factor is the recognisability of each ingredient that is served on the plate, which must represent a clear concept in which a touch of acidity is never missing.
The gastronomic proposal, valid for both lunch and dinner, is made up of three tasting menus that vary on the basis of the number of courses and are called respectively King, Saints and Lions: the first King, from 65 euros, consists of 4 courses , the second Santi, from 85 euros, includes 6 courses, the last Leoni, from 110 euros, can be defined as "freehand"; for the choice of dishes, the chef is completely entrusted, who also takes into account allergies, intolerances, dishes not appreciated by the guest or already tasted previously. The shorter menu tells the tradition, the longer one, for those who want to dare more, offers a greater variety of dishes and goes towards

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RE SANTI E LEONI

Via Anfiteatro Laterizio, 92  -    80035 - Nola (NA)  Tel. 081 2781526

Orari: dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 15.00 e dalle 20.00 alle 23.00.  Chiuso la domenica.

Hours: Monday to Saturday from 12.30 to 15.00 and from 20.00 to 23.0

 

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