Umbria

Piccho Verde, Ristorante Di Gubbio In Omaggio Al Pennuto Dei Buoni Auspici

di Il Merlo Parlante
Gen. 9, 2011

Piccho Verde, Gubbio, Botte dei Canonici, S.Francesco , Umbria , mario stramazzo

Piccho Verde gustosa sorpresa umbra

Potevo, merlo come sono, non parlarvi prima o dopo di un ristorante che porta il nome di un mio consimile pennuto? Uccello dal becco fino di cui i titolari del locale hanno voluto rinverdirne l'antico rispetto cui godeva chiamando il loro ristorante Picchio Verde. Questo perché nell'Umbria antica, più ancora nel paese del lupo di San Francesco, codesto lontano parente, era considerato sacro per il suo volo,  interpretato dagli umani come annuncio di buoni auspici.
Storie millenarie quasi come le trecentesche sale dell'eugubino Picchio Verde dove a parte il tempo , è rimasto il gusto per la genuinità di scelte spontanee quand'è ora di scegliere i cibi da servire in tavola. Come fanno i fratelli Alunno del Picchio Verde, per i piatti proposti ai commensali che giungono ai loro deschi. Da segnalare, ci sono le tagliatelle fatte in casa, magari al sugo d'oca, l'arrosto misto di carni ma anche molte altre gustosità della cucina umbra. Preparate , di volta in volta,seguendo quello che offre il mercato del giorno. Incluse nel menù del locale che oltre a farsi apprezzare per l'abbondanza con cui si attinge alle tradizioni di una cucina di casa,  mostra  cure e attenzioni sopra le righe. Di spicco, altro merito degli Alunno, la "modestia" dei numeri del conto finale. Con un biglietto da venti euro, se optate per un "parco menù" per gente di passaggio, oltre a un primo e un secondo a scelta, dolce, caffè e bevande, con il resto, potete pure spedire una cartolina a qualche amico, segnalando la vostra scoperta.

Se invece volete largheggiare, aggiungendo qualche altra decina di euro,la scelta fra le tipicità si allarga.  A cominciare da sfiziosità gastronomiche di questa parte di Umbria, famosa per la crescia ( focaccia realizzata con farina, acqua ed un pizzico di bicarbonato, cotta sul "testo" o "panaro" : piatto di terracotta scaldato sul fuoco del camino), i tartufi,i funghi porcini, le carni da pascoli montani, formaggi, insaccati a regola d'arte com'è giusto che sia in terra di norcini. Alla fine,la Attorta: pasta sfoglia ripiena di mele arrotolata su se stessa a forma di spirale.  Il Picchio Verde in  via Savelli della Porta, 65 è a Gubbio, poco distante dalla chiesa di San Francesco della Pace, nella foto piccolina. Dove, secondo la tradizione, si trovava la grotta in cui visse il lupo di Gubbio.  Mentre nella foto più grande, sempre poco distnate dal ristorante, la "Botte dei Canonici" .
Assemblata nel 1500, senza cerchi metallici ma solo con artifici lignei, ospitata all'interno della cantina del Palazzo dei Canonici. Lo stesso che oggi è sede del  Mueso Diocesano lungo via Federico da Montefeltro, salendo verso il Duomo.  
Con un po' di attenzione, segnalata da un'antica targa in palombino si può vedere questa rarità dei tempi in cui i  cittadini di Gubbio, buoni cristiani e generosi nelle offerte, ogni anno versavano 387 barili di vino (20.000 litri) ai canonici della cattedrale: "Tiene quista botte barili 387 " la scritta scolpita sugli assi frontali. ..un barile al giorno; due per le feste comandate.


 
Piccho Verde gustosa sorpresa umbra