Toscana

Piacere Assoluto All'Enoteca Pinchiorri

di Isabella Radaelli
Gen. 14, 2016

Quando al sapore si sposano giusta atmosfera e professionalità , Piacere assoluto all'Enoteca Pinchiorri

L'esperienza in quel di Firenze

Sembra che sia stato già detto tutto sull'"Enoteca Pinchiorri", ma non è così.

Cenare da loro è un'esperienza sensoriale degustativa indimenticabile. Difficile da spiegare a parole e con immagini ma io ci proverò.

Innanzitutto la location, Palazzo Jacometti-Ciofi, nel cuore di Firenze in Via Ghibellina, un elegante palazzo del '700 che ospita oltre al rinomato ristorante anche un lussuoso hotel.

Si viene accolti dall'affabile Annie Féolde, patronne e anima del locale, che vi coccolerà dall'inizio alla fine proprio come ha fatto con me, creando un menu degustazione personalizzato con piatti estratti dalla carta.

L'esperienza in quel di Firenze

Si fa presto a dire maccheroni

Le danze si aprono con ben due amuse bouche: 'Maccherone di riso con cacio e pepe' e un 'Biscotto di pistacchio con crema di zucca e polvere di salvia fritta' accompagnati da Marchese Antinori Tenuta Montenisa Cuvée Royale. Che dire? Se questi sono solo gli stuzzichini di benvenuto, chissà il resto...

Mi fanno scegliere l'acqua da una carte delle acque minerali, con marche provenienti da tutto il mondo.

Intanto una ragazza si presenta al mio tavolo porgendomi una scatola di pelle con un cassetto, lo apre e all'interno ci sono dei grissini lunghissimi, naturalmente homemade, come la ciabattina ancora calda che viene servita con una crema all'olio evo. Una vera squisitezza!

Si fa presto a dire maccheroni

Antipasti, dorati scampi, grandi vini e professionisti

Arrivano agli antipasti: il primo consiste in una scaloppa di fegato grasso, piccole sfoglie, frutta e verdura all'amaretto. Per quanto riguarda l'abbinamento vini mi affido completamente al maìtre sommelier Alessandro Tomberli, che mi serve con questo piatto un calice di Sauternes Château Rieussec Grand Cru Classé 2005; con il secondo antipasto, 'Noci di capesante alla piastra, ceci, lardoni e salvia fritta' invece bevo Richiari Podere Poggio Scalette, il vino di Vittorio Fiore, Igt Alta Valle della Greve 2013 che abbino anche al primo piatto: 'Spaghetti alla chitarra con frutti di mare e briciole di pane alla bottarga'. Per me, che adoro la pasta è la fine del mondo.

Fra una portata e l'altra arriva un altro cameriere con il cestino di pane, io indecisa tra tante prelibatezze opto per una focaccina al cavolo nero e un panino con patate americane a forma di rosa.

La cameriera, ogni volta che mi porta un piatto, si sofferma e con un tocco di elegante professionalità me lo spiega accuratamente.

La cena prosegue con 'Code di scampi dorate, cipollotto appena scottati, polenta e capperi' accompagnato da un gran vino Vosne-Romanée 1er Cru Les Beaux Monts 2012 Domaine Jean-Jacques Confuron. 

Antipasti, dorati scampi, grandi vini e professionisti

La fame vien mangiando

E' proprio vero che la fame vien mangiando. E così, essendo avanzato ancora del Borgogna nel bicchiere, decido di prendere anche del formaggio.

Il maìtre conduce al tavolo un carrello, due camerieri portano due scatole di plexiglass con all'interno un'ampia scelta di formaggi, tutti rigorosamente intonsi. Scelgo un assaggio di caciotta piemontese, Posina di latte crudo e di provenienza trentina, Pagliettina di latte misto del Piemonte e un caprino biellese alle ceneri con miele di Fiesole e composta di fichi, con del pane alla frutta secca.

La fame vien mangiando

Tra nuvole meringhe e semifreddo

Non ho fatto i conti con il sommelier che ignorando deliberatamente che nel mio calice c'è ancora del vino, mi serve un bicchiere di Guado al Tasso 2007, uno dei miei vini preferiti.

La mise en place viene accuratamente pulita per far spazio al pre-dessert: 'Nuvola di cocco, meringa alla grappa, sorbetto al frutto della passione e biscotto alle nocciole'.

Dal menu dei dessert scelgo 'Semifreddo al gianduja con uva, fichi, cannella e vino rosso', che viene presentato su un piatto di vetro a forma di bottiglia. E trionfo della mia cena, che è stata un sublime crescendo di sapori e colori, lo Château d'Yquem Sauternes 2005 con cui concludo in bellezza questa magnifica serata.

Tra nuvole meringhe e semifreddo

Cioccolato e Virginia Wolf

Un buon caffè a questo punto ci sta proprio bene. E ho solo l'imbarazzo della scelta nella carta dei caffè con pregiate monorigine e single origine.

Ma se pensavate che la mia cena fosse terminata non è così, perché all'”Enoteca Pinchiorri” le sorprese non finiscono mai. Infatti il maìtre torna al mio tavolo con un altro carrellino e mi prepara in diretta un gelato alla nocciola di Piemonte con perle croccanti di cioccolato fondente e granella di biscotto alla vaniglia. Un vera delizia.

E mentre credo che stavolta la mia esperienza gourmet sia veramente conclusa, ecco che ritorna il maìtre di nuovo con il suo carrellino, questa volta sopra c'è un tripudio di cioccolati di ogni tipo, che sembrano delle opere d'arte. Pralines, lollipops, sferette, mini tavolette. E come non assaggiarli?

Questa volta è veramente arrivato il momento del 'The End'.

Artefice di tutti questi sublimi piatti è l'executive chef Riccarco Monco, insieme ad Alessandro Della Tommasina. Mentre i dolci sono opera dello chef pasticcere Luca Lacalamita.

Annie Féolde mi accompagna a visitare le cucine, e la spettacolare cantina, poi ci salutiamo come due vecchie amiche, ritorno nella mia camera e mi viene in mente un aforisma di Virginia Woolf che dice: “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.”


Enoteca Pinchiorri
Via Ghibellina 87
50122 Firenze
Tel, 055.242757 / 055.242777

Cioccolato e Virginia Wolf