Veneto

Locanda Sandi, Un Buen Retiro Da Leccarsi I Baffi

di Marco Bevilacqua
Set. 25, 2013

Prosecco, Valdobbiadene, Villa Sandi, Gastronomia trevigiana

Tutto il piacere della cucina di stagione

 Anche mangiare bene richiede un’atmosfera: ottimi ingredienti e sapienza culinaria possono non bastare, se non trovano espressione in un ambiente gradevole e ospitale. Ecco perché la Locanda Sandi, emanazione gastronomica dell’omonima azienda vinicola di Crocetta del Montello (Tv), si meriterebbe un punteggio alto in una classifica ideale di luoghi dove è possibile nutrire in ugual misura lo spirito e la carne.
Siamo a Valdobbiadene, o meglio nell’area collinare compresa fra Valdobbiadene e Conegliano, la terra in cui i contorni rotondi delle colline sono disegnati dai filari di vite che danno origine al Prosecco Docg. La locanda è stata ricavata dal  recupero di una vecchia casa colonica, di cui conserva ben visibili struttura e materiali. Come in certi masi della Camargue, immersi nel verde della campagna, la scelta è stata quella di privilegiare l’aspetto “country”: travi a vista, massiccio uso di legno e materiali caldi alla vista e al tatto, vecchie madie nelle camere da letto (sei in tutto, arredate ciascuna con diverse dominanze cromatiche), pareti decorate con piastrelle primo ‘900, lampaducce timidamente liberty negli angoli. Il tutto senza forzature, con sobrietà.
La cucina, guidata da Davide Cuzziol, offre una intelligente rivisitazione dei piatti tipici trevigiani, con grande predominanza di ingredienti stagionali, soprattutto fra le verdure e le erbe spontanee. Con il favore del bel tempo, è piacevole accomodarsi nella veranda che si apre sul giardino interno. Ed è qui, sotto la fresca volta dell’incannucciato immerso nella vegetazione, che lo spirito si lascia cullare dal frinire delle cicale mentre in tavola arrivano degli splendidi calici di Prosecco di Casa Sandi (ça va sans dire, e magari di Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Cuvee Oris) serviti come aperitivo.
Dopo di che ci si può sbizzarrire con il menu del giorno, che in verità varia poco di settimana in settimana e contiene poche proposte. Ma forse questo è un bene, perché garantisce la freschezza delle pietanze, tutte preparate al momento.  I prezzi sono in linea con la media, e con una quarantina di euro si può fare un pasto completo accompagnato da un paio di calici di vino.
Fra gli antipasti, assolutamente imperdibili (anche per i neofiti del genere) le lumache gratinate alle erbette (10 euro), una vera esplosione di gusto che non si può non accompagnare con dovizia di pani. Gustose le altre proposte, come il baccalà mantecato con polenta (10) o il tagliere di affettati misti (8).
I primi (dai 7 ai 10 euro) sono un inno al territorio: e se Bigoli in salsa e Tagliatelle ai funghi (pasta fatta in casa, ovviamente) appartengono al panorama consueto, sicuramente piatti come i Tagliolini con melanzane in rosso e scamorza meritano un asterisco. Nel panorama dei secondi le carni alla brace recitano la parte del leone: galletto, costata di manza, tagliata di filetto e anche un – ahinoi – non così scontato fegato di vitello ai ferri senz0’altro da provare. Prezzi dai 12 ai 18 euro, contorni di stagione compresi.
In abbinamento, Sandi propone ovviamente il meglio della sua produzione di rossi, come il sublime Marinali Raboso o l’altrettanto lussureggiante Corpore, uvaggio di Merlot e Cabernet franc pieno di sentori olfattivi e di note di mosto.
E infine i dolci, come il tiramisù scomposto o gli splendidi fruttini, mini-sorbetti di frutta contenuti nei rispettivi involucri naturali (un gheriglio di noce, un mezzo limone, un trancio di papaia, e così via).
C’è tutto quanto basta per una splendida cena. L’unico rischio è quello di lasciarsi andare, nel corpo e nell’anima, confortati all’eccesso da Bacco, che qui si esprime anche con ottime grappe invecchiate. Ma in tal caso c’è sempre una comoda camera da letto a soccorrere. Con la prospettiva, la mattina dopo, di una colazione a base di marmellate e frutta fresca che riconcilia con la vita.
 
 
Tutto il piacere della cucina di stagione