Veneto

La Tavernetta Dante, Teatro Ideale Della Cucina Del Polesine

di Marco Bevilacqua
Dic. 9, 2013

Cucina polesana, Gastronomia veneta

Ultima serata di Appuntamenti con il Gusto

Polesine che non finisce di stupire. Terra di acque e di campagne, sfiorata appena dallo sviluppo impetuoso e caotico del Veneto degli anni Sessanta e Settanta, da quel famoso modello Nord-Est che ha permesso sì il raggiungimento di un elevato tenore di vita diffuso (oggi alle prese con una allarmante crisi di prospettive), ma ha anche causato devastazioni irreversibili del territorio. Terra dunque che, nel bene e nel male, si è conservata, nel paesaggio, nei modi della vita materiale e nel carattere delle persone, come una sorta di enclave di un Veneto che non c’è più.
Non a caso spesso l’enogastronomia e gli usi alimentari compongono meglio di altri aspetti l’esatta fotografia di un territorio. Ne abbiamo avuto la riprova in occasione dell’ultima serata di “Appuntamenti con il gusto 2013”, rassegna organizzata dal Gruppo Ristoratori del Polesine, in collaborazione con Aset (Associazione stampa enogastronomica del Triveneto) e patrocinata dalla Provincia di Rovigo (rappresentata dalla presidente Tiziana Virgili, ottima testimonial del percorso fin qui compiuto da enti e associazioni per il recupero concreto dei prodotti della tradizione polesana). Protagonisti del menu ideato da Giuseppe Ermenegildo, patron della Tavernetta Dante di Corso del Popolo, in pieno centro storico a Rovigo, sono state infatti le eccellenze locali Igp e Dop (su tutte il tartufo del Delta del Po), la cui qualità testimonia come ancora oggi, con un buon lavoro di scouting e una altrettanto capillare attività di valorizzazione dei prodotti sul territorio, si possano produrre risultati virtuosi e sorprendenti.
Certamente tutto funziona a meraviglia se, in cucina, la regia e la scelta degli accostamenti sono affidate a un team collaudato, come certamente è quello della Tavernetta Dante, uno dei templi gastronomici di Rovigo.

Tartufo & C., per una cena di delizie

«La cucina del Polesine – ha detto Annibale Toffolo, direttore della rivista TasteVin – è già eccellente, perché i suoi prodotti base sono di nicchia e certificati. Ma occorre andare oltre le sigle e le denominazioni, nel senso che bisogna iniziare a conoscere il prodotto per quello che realmente è». Ecco dunque il breve racconto di una cena da ricordare.
Protagonista della serata, come detto, è stato il tartufo bianco del Delta del Po, una vera prelibatezza che – non molti lo sanno – spesso prende ufficiosamente vie diverse da quelle locali per andare a far bella mostra di sé (con altri marchi e con altro blasone…) nei mercati e sulle tavole più prestigiose di tutta Italia. La Tavernetta lo ha proposto sminuzzato a scaglie su tagliolini di pasta fresca. Un piatto che da solo valeva la visita a Rovigo. Interessante l’entrée, una semplicissima ma molto piacevole insalatina di radicchio variegato con uva e miele del Delta e fagottino farcito su letto di formaggio. Ispirato alle ricette della tradizione del periodo dell’Avvento anche il cefalo scottato con verdurine in agrodolce, accompagnato da uno splendido Lessini Durello Metodo Tradizionale 36 mesi dell’azienda Marcato, un vino decisamente da scoprire (ottimo per sapidità, profumi e consistenza anche il Soave classico Cru Pigno servito con i tagliolini).
Tartufo & C., per una cena di delizie

Dulcis in fundo

Meno convincente il cappone nostrano – altro esempio di recupero di un piatto della tradizione – farcito con patate e verdure. Carne senz'altro gustosa, ma accostamenti e consistenze da registrare.
Da segnalare invece il notevole sorbetto della casa, un inciso fra i primi e i secondi certamente non collegato alla storia della cucina rovigotta, ma davvero invitante: gelato al limone mantecato con vodka, arricchito da scorzette d’arancia candite e da una rondella di limone liofilizzato. In questo caso le consistenze e l’amalgama degli ingredienti erano davvero riusciti.
Da ultimo, abbiamo provato una focaccia casereccia servita con crema alla vaniglia (e accompagnata da un altro convincente Lessini Durello di Marcato, questa volta Passito). Anche qui, semplicità e ingredienti primari nettamente individuabili nella loro genuina semplicità.
In definitiva: piatti non troppo elaborati, tecniche dai solidi legami con la tradizione e materie prime rigorosamente di stagione. Una cucina tutta da ri-scoprire, quella polesana. Se passate da Rovigo, l’occasione è buona per provarne qualche esempio virtuoso alla Tavernetta Dante, che a noi – anche per l’atmosfera e l’accoglienza – è piaciuta parecchio. Prezzi nella norma (cena completa in media dai 35 ai 50 euro, vino compreso).