La Posa degli Agri

di Emanuela Sanavio
Marzo 10, 2020

Nella campagna padovana buon cibo e buon vino per palati raffinati 

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C’è un  bel posto da conoscere nella campagna padovana, provvisto di un ampio parco con piscina dove assaporare le belle giornate, proprio nel luogo d’origine della famosa gallina autoctona dell’antica razza di Polverara, esemplare ruspante noto per l’inconfondibile ciuffo a elmo sul capo.

Si parla de La Posa degli Agri, resort dotato dei più moderni confort che offre una ristorazione di alta qualità e sa interpretare le stagionalità dei prodotti locali con attente cotture. Merito di Andrea Bozzato che grazie anche alla sua giovane brigata è una fucina di idee: insieme da alcuni anni raccontano l’essenza della campagna esaltandone i sapori di antica memoria.

 

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Ci si lascia volentieri guidare da Fabrizio Trevisan, attento uomo di sala e sommelier, il quale sa accompagnare la successione dei piatti con calici di vini artigianali regalando chicche da aziende più e meno note nel panorama italiano.

 

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Per iniziare a un profumato consommé di funghi fa seguito la “Gallina di Polverara dorme sugli alberi”: la sua sagoma riprodotta con pane al nero di seppia e farcita di pâté di legumi e cioccolato. Sradica è una crocchetta di patate con topinambur e tartufo su ramoscello d’alloro. Ancora il Microclima della Posa: spuma di patate e olive, biscotto di cime di rapa, broccoli e ribes con un’affumicatura istantanea per creare l’effetto nebbia di queste zone. Da non perdere un signature dish come l’arci-famoso tramezzino di baccalà con spezie e cipolla caramellata. Tutti  questi amuse bouche raccontano quanto sia fondamentale il rincorrersi delle stagioni per il cuoco, tra radici e  zolle di terra, con un originale lato ludico che impatta sulla scenografia del piatto.

 

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Topinambur è un antipasto che si rivela prepotentemente con profumi caldi e avvolgenti, per poi espandersi in bocca con armonici sapori ben centrati di arachidi tostate e frattaglie di corte, terminando nella freschezza d’agrumi, sedano e prezzemolo.

 

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Gli spaghetti di cappuccio viola, crudo di branzino con la sua bottarga, salsa di broccoli e anguilla e caprino fiorito sono interessanti ma denotano margini di miglioramento.

Si esalta invece l’orto con il broccolo arrosto con il nostro miele: miscela segreta del nettare d’api con sfoglia croccante di foglie, uova di trota, pesto d’erbe e acqua di pinoli. Una proposta che soddisfa insieme curiosità e palato.

 

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La tagliatella al cacao con collo d’oca alla vaccinara, capperi e uva è spettacolare sia per consistenza sia per condimento. Seguono i tortelli di ricotta in brodo di gallina con anice stellato, sarda marinata e uovo di quaglia, nei quali sono forse anche troppi i sapori che si accavallano

Tra i secondi la sfoglia al Vov con cialda di riso al limone, broccolo fiolaro e un emozionante carrello degli arrosti vegetali con la  zucca agli aromi, la rapa rossa di Chioggia “porchettata” e il rotolo di foglie con il suo fondo di cottura, tutti accompagnati da salsa verde, che per bontà e succulenza faranno gioire i vegetariani e ricredere i carnivori irriducibili!

 

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Anatra à la Royale ha l’energia di un classico che dona concretezza e certezze: con tartufo nero, verdure invernali e sorbetto alla pera.

Ai pre-dessert lo chef continua a provocare divertendosi con Lollipop ai semi di zucca, cioccolato bianco e lamponi e sospiro d’inverno (una meringa ghiacciata al limone e capperi). Il dolce è Miscela Leone, un ricordo del caffè delle nonne.

 

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La piccola pasticceria ci accompagna al commiato e conferma un deciso passo in avanti sia in cucina sia in sala con un servizio di alto livello.

I prezzi, convenienti, sono più che in linea con l’offerta, per una tappa sicura nel padovano.

 

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