Il Tavernino, da negozio a ristorantino

di Mario Stramazzo
Dic. 22, 2017

Dai piatti di pesce per asporto a sempre più confortevole e accogliente tempietto gastronomico per gourmand

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Riducendo pian piano gli spazi originali pensati per dare vita al negozio di gastronomia per specialità a base di pesce belle che pronte, anno dopo anno Il Tavernino, pur conservando il nome, è ormai diventato un vero e proprio ristorante. Pochi tavoli ma un contesto accogliente e confortevole per i fortunati commensali che scoprono questo locale e qui, possono trovare l'Adriatico nel piatto. Ma non solo mare di casa, la spiaggia di Sottomarina è a meno di un tiro di schioppo, ma anche altre prelibate squisitezze. Anche perchè Luigi Bissacco, patron e chef, sa bene che i gourmand non si spaventano certo se aragoste, astici, scampi o gamberoni non sono a miglio zero. Ad un attento gourmet, quando siede in un ristorante, poco importa da dove vengono i prodotti , anzi. L'importante è che lo chef che si occupa della loro scelta e della loro preparazione sappia muoversi con l'antica sapienza dei pescatori e del cuoco provetto. Al quale affidarsi per gustare tutti quei prodotti che sono dei veri e propri emblemi della grande cucina e talora non possono che percorrere molta strada e proposti da altrettanti selezionati mercati di riferimento, che Luigi ha imparato a conoscere ad arte.

 

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Soprattutto per i piatti a base di crudo o i bolliti a vapore. E' in questi piatti che il cuoco può dimostrare tutta la sua perizia nella conoscenza delle materi prime oltre che la sua creatività nel servirli e "acconciarli" . I rossi di Mazara del Vallo o le aragoste del Maine o le ostriche della Francia diventano così i migliori alfieri assieme alle localissime seppioline, grandi quanto tre o quattro centimetri o delle altrettanto localizzatissime moleche e capesante dell'Adriatico. E ancora, i branzini pescati all'amo, le orate o qualche sgombretto e altro ancora purchè sia " di stagion" . Racconta Luigi nell'idioma di Chioggia, passando fra i tavoli di quando in quando per salutare amici più che clienti e per proporre qualche novità dalla sua cucina; che in ogni caso non è certo limitata dalla poca creatività. Ottimo ad esempio il "saor de radicio e mazzancolle " o le marinate, tutte da gustare.

 

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Molto buono anche il baccalà mantecato, da non perdere quello con la curcuma, che pur essendo della miglior tradizione veneta locale è comunque e sempre un piatto a base di pesce che viene dai mari del Nord... a riprova che quando il buono è buono, vale la bontà dei piatti e non i chilometri. Fra i primi piatti sembra che la carbonara di pesce sia molto gettonata ma anche altre idee come la pasta corta, tipo i paccheri di Gragnano, al sugo di pesce di stagione o gli spaghetti al nero di seppia che valgono davvero la pena. Buoni anche i dessert e carta dei vini. In continua progressione ma già più che soddisfacente.

 

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Con la prossima compressione dello spazio dedicato alla gastronomia, oggi è rimasto solo un piccolo angolo di bancone per i cibi da esportare, già ridotto del resto ai minimi termini , chissà che Luigi e la moglie Cristina Ghirardon non tirino fuori qualche altra sorpresa dal cilindro della continua evoluzione di questo " localino ". A due passi , è questa volta vale la pena di sottolinearlo, dalla spiaggia di Sottomarina di Chioggia. Unica ed esclusiva per il suo effetto abbronzante e per chicche enogastronomiche come il Tavernino. Va detto che non è certo un posto da 10 euro tutto compreso ma per un gourmand, questo non è affatto rilevante. Come non lo è anche per chi, dal desinare a base di pesce, vuole la qualità.

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