Ercoli 1928 a Trastevere Dove un vecchio teatro offre lo spettacolo della gastronomia

di Tania Turnaturi
Nov. 22, 2021

A Roma, nel luogo turistico per elezione, Ercoli ha aperto il terzo locale negli spazi dello storico Puff di Lando Fiorini, per accogliere anche il turista ormai parte del tessuto sociale della città, e cooperare alla ripartenza

Nato nel 1928 in Prati come bottega di quartiere e punto di riferimento gastronomico, nella sede Parioli aperta nel 2016 ha introdotto la ristorazione per offrire alla clientela un originale modello di luogo d’incontro, vendita e cultura del cibo.
Una visita a questo terzo polo è un’esperienza immersiva senza soluzione di continuità tra negozio e ristorazione, abbracciati da scaffali, banconi e tavoli, avvolti da un’onda di profumi e aromi che titillano l’olfatto e il palato.
L’orizzonte dell’offerta gastronomica si espande su una sorta di grande mercato coperto di 700 mq cui fanno da cintura le scaffalature di prodotti di piccole e grandi aziende di eccellenza soprattutto italiane, frutto di una ricerca costante rivolta anche a un buon rapporto qualità/prezzo, sia con prodotti top di gamma che con quelli di pari livello confezionati in negozio per consentire al cliente di tutti i giorni un approccio non elitario, in linea col payoff dell’azienda “dal quotidiano allo straordinario”.

 

È l’angolo delle tentazioni, con un vasto assortimento di pasta e riso, farine e cereali, prodotti salati, conserve, olio, spezie, cereali e legumi, vini, liquori, cioccolato, confetture, mieli, biscotti, caffè, tè e tisane. Mentre lo spazio si articola tra il bancone della gastronomia, la formaggeria e salumeria, il cocktail bar e il ristorante, la bakery, la caffetteria, la drogheria e la cioccolateria, per offrire soluzioni gastronomiche in ciascun momento della giornata.
Le proposte del locale soddisfano infatti tutti i desideri e ne stimolano altri sopiti che gastronomi, fornai e barman sono pronti a esaudire.
All’ingresso si è avvolti dalla fragranza del pane che occhieggia dall’immacolato banco col corollario di cornetti, ciambelloni, plumcake, crostate, muffin, sandwich, toast e pizze. È nero invece il banco della caffetteria ispirata ai caffè romani di quartiere, dove si possono gustare le miscele Mogi provenienti da centro e sud America e dall’Africa, con alcuni presidi Slow Food e filiere attente alla biodiversità e all’agricoltura biodinamica e solidale, tre monorigine di Guatemala, Etiopia e Messico e un blend per caffè filtro.


Sul fondo, nel corner dei prodotti ittici si possono scegliere crudi, tartare, crostacei, tre tipi di caviale, baccalà mantecato, ostriche, stracciatella di burrata e gamberi rossi di Mazara del Vallo.
Cuore pulsante del locale è la gastronomia scintillante di vetrine quali scrigni traboccanti di salami, prosciutti, coppe, culatelli, bresaole, mortadelle, soppressate, salsicce, speck di un centinaio di referenze e 200 tipi di formaggi italiani, di cui alcuni presidi Slow Food, e francesi ma anche svizzeri inglesi e spagnoli, prelibatezze artigianali e stagionali che seducono occhi e papille gustative in una full immersion di percezioni.
Drogheria e cioccolateria hanno uno spazio dedicato, in cui è collocato un tavolo sociale dove si può organizzare una festa tra amici.

 

Nel progetto di recupero degli ambienti del teatro cabaret, l’architetto Roberto Liorni ha invertito i ruoli di platea e ribalta col banco del bar a fungere da raccordo tra una scenografica gradinata sul preesistente palco, che ha come punto di fuga il banco del bartender oltre il quale si svolge la nuova liturgia dello spettacolo della ristorazione con clienti e camerieri sulle scie dei profumi delle pietanze nella sala illuminata dal lucernario. Alle stornellate si sostituisce la fascinazione del Tini bar nato dalla consulenza del barmade Federico Tomasselli, che gioca con drink shakerati e serviti in coppa V in stile Martini cocktail utilizzando come distillati principali la vodka o il gin, con 6 twist i cui componenti sono frutta, spezie, caffè e cioccolato.

 

La cucina a vista è una fucina di sapori che coniuga gusto della tradizione e genuinità dei prodotti, gli stessi in vendita a scaffale, la cui brigata è guidata dall’executive chef Andrea Di Raimo e dallo chef Luigi Ubertini.Novità di Ercoli Trastevere è il forno a brace Josper che funge anche da griglia, in cui la cottura mantiene un alto livello di qualità, sapore e consistenza della carne, da cui escono la Sashi bistecca, il filetto canadese, la manzetta prussiana, gli involtini dei Nebrodi o la tagliata danese.Il menu declina piatti che coniugano tradizione e creatività con la genuinità dei prodotti come mezze maniche alla carbonara con guanciale di cinta senese e pecorino romano Dop (14 euro), paccarielli freschi con crostacei e aglio nero (19 euro), spaghetti “Ercoli” con vongole veraci, pane profumato e bottarga di muggine (22 euro).

 

Tra i secondi, polpo arrosto con burrata, olive taggiasche e pappa al pomodoro (20 euro), filetto di tonno rosso con gazpacho e le sue verdure (26 euro), filetto di dentice in guazzetto mediterraneo e salicornia (28 euro), tartare di manzo alla piemontese con burrata e crispy di riso selvaggio (10 euro). A richiesta piatti vegetariani. Tra i dolci la pavlova con susine, crema all’arancia e cannella (7 euro). La carta dei vini elenca circa 400 etichette tra bianchi, rossi, rosé, champagne e bollicine, italiani e francesi con una certa attenzione ai vini biologici e biodinamici ma è contemplata anche la presenza di produzioni tedesche, spagnole, sudafricane e neozelandesi, in un viaggio geografico tra culture e tradizioni di tutti i continenti.
Un luogo, quindi, dove convivono diverse anime, con 170 posti a sedere e 90 esterni.

 

Ercoli1928
Via Giggi Zanazzo, 4 - Roma
tel. 0696527412
aperto dalle ore 7,30 all’1 di notte; il venerdì e sabato fino alle 2 di notte
e-mail: prenota.trastevere@ercoli1928.com
www.ercoli1928.com