Veneto

Bepin De Eto È Il Diminutivo Di Una Grande Produzione Di Prosecco

di Marco Meneghetti
Giugno 12, 2014

Bepin de Eto è il diminutivo di una grande produzione di Prosecco, San Pietro In Feletto,

All'insegna del prosecco che piace a tutti

Il Prosecco piace a tutto il mondo. Le bollicine della Marca gioiosa si sono imposte a livello globale ed ora è arrivato il momento di parlare del territorio. La tappa è alla cantina di Bepin de Eto a San Pietro in Feletto (Tv). La proprietà dell’azienda è di Ettore Ceschin. Un produttore con una grande passione che ha veicolata alle figlie Cristina, Giuseppina e Silvia. Le prime sensazioni entrando in azienda sono ottime. Allora viene da pensare che a San Pietro in Feletto ci sia un terreno, un sapere che porta a un’emulazione a produrre bene.
All'insegna del prosecco che piace a tutti

Una storia iniziata nel 1950

La storia familiare ha inizio nel 1950 quando Giuseppe con i genitori decide di iniziare l’avventura nel vino. Sceglie di partire da un vigneto di glera e inizia la produzione di Prosecco. Un crescendo che ora si assesta su una superficie di venticinque ettari vitati da cui si producono un milione di bottiglie. Ettore raccoglie il testimone del padre nel 1965.Il dominio produttivo del Prosecco all'interno dell'azienda viene messo in discussione anche se nel 1966 a Conegliano nasce la prima “arteria” enologica italiana, denominata “Strada del vino bianco”. E' un percorso di 33 km tra i vigneti di Conegliano e Valdobbiadene. Trascorrono gli anni e avviene la trasformazione: nel 2003 è costituito la “Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene”. La Strada attraversa anche il comune di San Pietro di Feletto, che fornisce il suo contribuito in termini di enologia e di storia: i seicentesco eremo camaldolese di Colle Capriolo e la Pieve risalente all’XI secolo.

Una storia iniziata nel 1950

Eleganza, finezza, equilibrio

Sulla strada s'incontra Conegliano sede dell'istituto enologico “G.B. Cerletti”, la prima scuola enologica d’Italia, istituita il 9 luglio 1867 con Regio decreto di Vittorio Emanuele II. Sede di studi e ricerche sulla genetica della vite dove ha operato uno dei grandi ricercatori in questo campo: Luigi Manzoni..
L’eredità lasciata dall'enologo influisce sulle decisioni di Ceschin. La produzione aziendale è costituita da rossi e bianchi per il 60%. Il resto è Prosecco. Il Croda Ronca è un’eccellenza. Una piacevole scoperta è stata anche per il pittore di Conegliano Renato Varese che ne ha disegnato l’etichetta. E’ un taglio formato da Cabenet Franc, Sauvignon, Marlot e Marzeminio che matura in barrique per circa un anno, poi prende struttura trascorrendo quaranta mesi in grandi botti. L’affinamento prosegue in bottiglia. L’aroma è complesso e da sensazioni di eleganza, finezza ed equilibrio, tanto da collocarlo tra i vini buoni.

Eleganza, finezza, equilibrio

La bottiglia a forma di pigna

C’è gloria anche per i bianchi. Il Prosecco su tutti. In particolare l'extra dry millesimato che Ceschin imbottiglia nel classico contenitore di vetro a forma di pigna. Il Manzoni esprimere preziosità aromatica. Il Verdisio è fresco e leggero con note di frutta acerba e il prosecco tranquillo fresco e fruttato. Infine il Faè passito bianco è vino di vendemmia tardiva. L’uva è fatta appassire sui graticci e dopo la spremitura: affina per due anni in botte.