Veneto

Appunti Gastronomici Per Un Breve Viaggio Sul Delta Polesano Del Po

di Marco Bevilacqua
Ott. 7, 2012

Appunti gastronomici per un breve viaggio sul Delta polesano del Po

Appunti gastronomici per un breve viaggio sul Delta polesano del Po





Il Delta del Po, la terra dove talvolta i pesci nuotano più in alto di quanto volino gli uccelli, dice l'amico Sandro Vidali, esegeta innamorato di queste lande. Un luogo sospeso fra acqua e cielo che ha cominciato a formarsi e a vivere così come oggi lo conosciamo solo 400 anni fa, ai tempi della Serenissima, quando le foci del grande fiume vennero spostate verso sud con la gigantesca opera di Taglio di Po, che ha radicalmente modificato i confini della vecchia linea di costa segnata dalla Romea. Per continuare a evolversi poi grazie alla massiccia bonifica consentita, nella seconda metà dell'Ottocento, dall'entrata in esercizio delle macchine a vapore e delle grandi pompe di sollevamento.

Oggi il Delta (sia nel versante palesano sia in quello ferrarese) si propone al turista come la Camargue italiana: paesaggi di ampiezza sconfinata (paradiso di migliaia di uccelli stanziali e migratori), città e luoghi storici di grande fascino, percorsi in barca e in bicicletta immersi nella natura, delizie gastronomiche.
Naturalmente, nello spirito di Vinoecibo, sarà su queste ultime che ci soffermeremo, suggerendovi alcune tappe per un piccolo tour sul versante polesano del Delta, stretto tra i confini naturali del Po e dell'Adige. Potranno essere dei punti di riferimento per chi volesse visitare luoghi significativi come Adria e il suo museo archeologico, il magnifico esempio di archeologia industriale di Ca' Vendramin, ora museo regionale della bonifica (www.fondazionecavendramin.it), o semplicemente perdersi nel silenzio della navigazione fluviale fra i mille canali e le distese verdi del Parco del Delta (www.parcodeltapo.org).







Assolutamente raccomandabile è una sosta alla locanda 7 Mari di Porto Viro (www.locandaristorante7mari.it). Il locale, aperto pochi mesi fa da Gianluca e Monica Forsato e Davide Scarpa, si è già ritagliato uno spazio di rilievo nella gastronomia polesana. Cucina di pesce, come dichiara subito il nome, in un ambiente accogliente, luminosissimo e di gusto lineare e minimal. Alcuni piatti da provare: equilibrata la Zuppa di pesce dell'Adriatico (dentice, branzino, orata, ricciola, cozze, vongole, gamberi, secondo il pescato); una vera festa per il palato e per gli occhi la Fantasia tiepida al vapore, composta da piovra al topinambur, baccalà mantecato con purea di patate viola, sarda in saòr, canocia e gambero; fra i primi, convincenti sia il Risotto ai 7 Mari (a base di riso Carnaroli prodotto da Marangoni, azienda del Delta) sia i delicati ma gustosissimi Gnocchetti con scampi e zucca (da preferire in stagione). Meno riuscito, fra i piatti provati, è stato la Scaloppa di branzino al forno con padellata di funghi porcini: ottima materia prima, ma qualche stonatura nell'accostamento. Dessert, invece, di nuovo ad alto livello.
Servizio puntuale e prodigo di spiegazioni sugli ingredienti utilizzati. Vini adeguati, con ottima scelta di bollicine, prezzi nella norma (pasto completo sui 40 euro, bevande escluse).







Del tutto diversa l'immagine e la proposta gastronomica dell'Amolara di Adria (www.amolara.it), ostello ristorante ospitato nell'edificio di un'antica idrovora (con annesso piccolo museo della bonifica). Un locale davvero suggestivo, che trasuda tradizione e storia del territorio. ambiente caldo e rustico, con caminetto e pareti stipate di attrezzi e suppellettili della civiltà contadina.
L'offerta gastronomica spazia su tutti i piatti tipici della cucina popolare del Delta, prevalentemente a base di carne. Ottimo il mussetto in umido con polenta, e da provare anche i Bigoli alla polesana con verdure di stagione, gli gnocchi fatti in casa al sugo di ragù, il Riso del Delta con zucca e salciccia. Grande la varietà dei salumi. Menzione speciale, fra i molti dolci fatti in casa, per la zuppa inglese, davvero deliziosa.
La cucina è semplice e senza pretese, i vini schietti, il servizio un po' carente quando il locale è stipato di clienti. Prezzi popolari.
Due indicazioni per passare la notte fuori. Confortevole e accogliente è l'hotel Leon Bianco, ad Adria (www.hotelleonbianco.com). Comodo per chi voglia il "campo base" nella bella cittadina polesana. Se volete invece dormire nella natura, in pieno Parco del Delta, non c'è di meglio che prenotare una stanza da Ca' Zen (www.tenutacazen.it),







villa settecentesca gestita con gusto tutto britannico da una famiglia italo-irlandese. Stanze deliziosamente rétro, boiserie e possibilità di un ottimo bed & breakfast.
 
 
 
 
 
Info:
www.deltapocard.it
www.ascomrovigo.it
www.confrovigo.it
www.unindustria.rovigo.it
www.ro.camcom.it