All’Hostaria Pamphili profumo di mare e di storia nella capitale

di Tania Turnaturi
Ago. 30, 2021

Alle pendici del Gianicolo, oltre l’ingresso di Villa Doria Pamphili, sull’omonima strada residenziale che scende verso Monteverde Vecchio l’Hostaria Pamphili offre un’oasi riservata e discreta di relax e ottima cucina di pesce

Alle pendici del Gianicolo, dove il monumento di Garibaldi a cavallo ne ricorda le gesta nella difesa di Roma nel 1849, oltre Porta San Pancrazio un tempo attraversata dalla Via Aurelia sulle Mura Aureliane e oltre l’ingresso di Villa Doria Pamphili che oggi è il più grande parco pubblico romano, sull’omonima strada residenziale che scende verso Monteverde Vecchio l’Hostaria Pamphili offre un’oasi riservata e discreta di relax e ottima cucina di pesce.
Il termine hostaria evoca ricette della tradizione che i giovani imprenditori del gusto Antonio e Mattia, assecondando le rispettive inclinazioni gastronomiche, proiettano verso moderne contaminazioni, mutuate e rivisitate attraverso l’eleganza della location e l’innovazione creativa del giovane chef Simone che mixa culture e materie prime di qualità.

 

Dopo la forzata chiusura per la pandemia, il locale è stato ripensato all’insegna dell’entusiasmo in funzione delle restrittive misure igienico-sanitarie, e la ripartenza è iniziata dai tavoli del dehor e della veranda climatizzata per ripristinare la convivialità, mantenendo il livello d’eccellenza dell’offerta gustativa che si trasforma in un’esperienza multisensoriale gratificante per occhi, palato e orecchie.
Qualità, territorialità, stagionalità, ma anche fantasia e passione sono ‘ingredienti’ necessari per realizzare prelibatezze di mare che seducono i sensi, dando risposte a tutte le esigenze.
Lo chef stuzzica i palati degli amatori e titilla le papille gustative di coloro che si avvicinano con curiosità al nuovo menu che, mantenendo il connubio tra tradizione e sperimentazione, celebra una riapertura che sia di promettente auspicio per una migliore qualità di vita.
L'ambientazione è improntata sul legno chiaro e gli arredi dalle linee essenziali e contemporanee si amalgamano alle luci soffuse dai toni caldi, citazioni di un’atmosfera raffinata e minimalista di shabby chic contemporaneo.
La suggestione ambientale evoca sapori altrettanto raffinati di cucina d’autore, aspettative che il talento dello chef Simone non delude, coniugando qualità ed estro creativo nel suo laboratorio gastronomico.

 

Passione, genuinità dei prodotti, dosaggio dei sapori, studio della tradizione, talento creativo e innovativo, lavorazione artigianale: ecco il mix del successo!
La proposta gastronomica declina piatti in cui il pesce è ingrediente primario, sempre fresco di giornata, tenero, profumato e invitante “in tutte le salse”, approvvigionato da fornitori selezionati, ma anche concessioni alla tradizione rivisitando la classica cucina mediterranea per soddisfare le richieste sia del romano che del turista curioso di un’esperienza.
Iniziano gli antipasti a catturare il palato: squisiti i supplì di calamaro, profumato il carpaccio di spigola agli agrumi, delicato il tacos di tonno rosso marinato con ravanello agrumi sedano e cetriolo, tenero il tris di pesce crudo (spigola gambero rosso e salmone), allettanti le ostriche con miele di birra passion fruit e granita al cocomero, variopinta la tartare di salmone con verdure e mandorle.

 

 

 

Colorati e saporiti i primi: cappelletti rossi ripieni di burrata gamberi e limone, linguine alla rapa rossa con alici pomodorini e basilico, plin (pasta ripiena di tonno rosso e ‘nduja) condita con panna acida crema di peperoni ed erba cipollina. Il menu omaggia la cucina romana con l’inserimento di alcune pietanze della tradizione come carbonara e amatriciana, ma anche tonnarelli cacio e pepe rivisitati con polvere di Mediterraneo (cozze vongole alghe e capperi).
I secondi di pesce presentano un tripudio di profumi: la fritturina di calamari e gamberi, il polpo con zenzero patata e carota, lo sgombro marinato con gel di yuzu e maionese di cappero e cipolla agrodolce odorano di mare.

 

 

 

La cantina a vista nella veranda fornisce i vini bianchi e rossi di varie regioni che accompagnano le pietanze. La cucina dialoga anche con il forno e fa arrivare in tavola cestini di pane fragrante e gustoso con filone ai 7 cereali, grissini artigianali, focaccia, panini al burro e crackers ai semi misti.
Dulcis in fundo il sorbetto della casa realizzato con frutta di stagione (ananas, limone, melone) o il tiramisù, l’irresistibile bavarese alla carota con noci e crema di formaggio o il lingotto di mango con bisquit al cocco e inserto di yogurt e miele, mentre alletta il palato il caffè al gusto di cioccolata, arancia o ginseng. Ogni piatto è una coccola da vedere e gustare, perché tutto ciò che arriva a tavola è naturale ed artigianale, creato con cura e maestria di mani esperte che guidano ad un percorso culinario che appaga tutti i sensi.
Per il dopocena Roma sorniona offre la sua Grande Bellezza sulle luci e sulle cupole della città dei Papi dal Fontanone del Gianicolo, scrosciante di acqua e di storia.

 

 

Aperto da martedì a giovedì a cena ore 19,30-23,30; da venerdì a domenica pranzo e cena ore 12,30-15 e 19,30-23,30
Fascia di prezzo tra € 40 e € 60 con menu degustazione o alla carta
Prenotazioni sul sito www.hostariapamphili.it o telefonando ai numeri 06.5816474 - 3247891487
Viale di Villa Pamphili 35/d - Roma

Ph. Emanuele Latini