Al Moro di Pergine Valsugana. Trattoria dal cuore antico

di Giuseppe Casagrande
Feb. 27, 2018

Locale carico di storia (fu fondato nel lontano 1878) come dimostra l'insegna in ferro battuto all'ingresso, propone i piatti della tradizione trentina: dal tagliere dei saluni e dei formaggi di malga al goulasch, dal baccalà dei frati al carpaccio di carne salada, dai canederlotti con la fonduta allo stinco con la polenta di Storo, dalle grigliate ai dolci peccati di gola

 

Avete fretta e, al posto di un panino o di un toast, volete accomodarvi a tavola per un pranzo veloce? In Italia, per fortuna, non mancano le trattorie e le osterie con annessa cucina che servono i piatti del giorno ai clienti che hanno i minuti contati. Questi locali (le cosiddette trattorie dei camionisti) non abbondano solo sulle strade statali e provinciali, ma si trovano anche nei centri storici.

 

Al Moro di Pergine Valsugana r.jpg

 

È il caso dell’antica Osteria «Al Moro» di Pergine Valsugana, locale carico di storia (fu fondato nel lontano 1878) come si può notare anche dall’arredamento. Carica di fascino la location: l’antico palazzo residenza perginese dei conti Wolkenstein Trotsburg con corte e giardino interni. Caratteristica, all’ingresso, l’insegna in ferro battuto circolare che raffigura un putto nero con lo stemma nobiliare dell’antica famiglia nobiliare. Avviata inizialmente dalla famiglia Bertoni, negli anni Settanta la gestione è affidata ai fratelli Fontanari: Graziella, Enrico e Aldo con la supervisione dei genitori Mario ed Elena che 40 anni fa acquistarono la proprietà dell’antico palazzo.

 

Al Moro di Pergine Valsugana b.jpg

 

Ma veniamo ai piatti che, per la gioia dei buongustai, hanno fatto la storia di questo locale. Tra i più gettonati sicuramente merita una citazione il tagliere dei salumi e dei formaggi di trentini: il Nostrano, il Malga fresco, il Vezzena, il Puzzone di Moena. Richiestissimo (e quanto mai apprezzato) è anche il baccalà dei frati con polenta, erbette e verdure cotte, piatto apprezzato al pari degli gnocchi di patate alla rustica, dei canederlotti con la fonduta e del carpaccio di carne salada con patate al forno e insalata di stagione. Ed ancora: le animelle di vitello (una bontà), le lasagne con lucanica e zucchine, il rotolo di verze e ricotta su fonduta al Trentingrana, il filetto di trota ai ferri, la guancetta di maiale brasata con polenta e finferli, lo stinco intero di maiale al forno, il goulasch di manzo con polenta di Storo e crauti, la salsiccia della Valle dei Mocheni con polenta e fagioli in umido. Per non parlare dei dolci peccati di gola della casa: la cialda al cioccolato, la mousse allo yogurt, lo strudel di mele con salsa vaniglia.

 

Al Moro di Pergine Valsugana cc.jpg

 

Quanto ai vini la parola d’ordine della famiglia Fontanari è privilegiare i vini del territorio: in particolare i vini della Valle del torrente Fersina che nasce dal lago di Erdemolo, in valle dei Mocheni, e sfocia nell’Adige a Trento. Lungo il suo corso, tra Canezza, Serso, Pergine e Civezzano, sui pendii esposti a Sud, i vigneti con le loro terrazze e i muri a secco hanno da sempre rappresentato un tratto caratteristico del paesaggio regalando agli eroici viticoltori della zona dei vini di grande fascino oggi valorizzati da colui che è considerato l’Indiana Jones della Valsugana: Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini.

 

Al Moro di Pergine Valsugana.jpg

 

Tra le etichette più richieste ricordiamo il Blanc de Sers Casata Monfort anche in versione spumante (da uve Veltriner, Valderbara, Nosiola e Vernazza), il Ross de Sers Angelica (da uve Negrara, Franconia, Rossara, Turca, Pacava, Schiava e Tintoria), il Gewürztraminer, il Cimbrus Brut di Alfio Nicolodi (da uve Lagarino Bianco), il Nosiola Brut Arlecchino di Roberto Zeni. Vini proposti anche al bicchiere. E a prezzi più che ragionevoli. Chapeau

 

titolari del Al Moro di Pergine Valsugana titolari.jpg

 

www.osteriaalmoro.it

 

insegna al moro , pergine.JPG