Djerba La Douce

di Antonella Fiorito
Set. 23, 2013

Djerba la douce

Profumi d'oriente

La prima cosa che colpisce appena sbarcati a Djerba è la brezza marina che soffia dal largo, poi il lento ondeggiare delle palme, i profumi mischiati alla sabbia calda, al gelsomino, agli eucalipti, alle spezie e il richiamo che risuona da un lontano minareto. Dal primo istante ci si sente avvolti da un profondo benessere perché Djerba è un’oasi di pace, con lunghe spiagge di sabbia bianca e fine, palme a perdita d’occhio, che spuntano tra le dune e un bel mare verde-turchese. Siete nel paese di Ulisse, alle porte del Sahara,E’ l’isola più grande di tutto il Nord Africa, adiacente alla costa della Tunisia, nel Golfo di Gabès. Il suo cielo blu e i più di 300 giorni di sole che le hanno fatto conquistare il titolo di “Djerba la douce” la rendono il luogo perfetto per una vacanza in ogni periodo dell'anno. Djerba ha un'architettura particolare che riflette la sua storia e il suo passato caratterizzata dai menzel , antiche e grandi case coloniche che servivano a proteggere chi vi abitava e mantenere il fresco il più possibile; dalle antiche fortezze costruite nel passato per proteggere l'isola; dalle cisterne sotterranee e le spesse mura di fango e pietra costruite per raccogliere l'acqua e mantenere fresca la casa; le moschee, edifici quadrati e austeri, simili a fortificazioni e gli harout, i tradizionali laboratori di tessitura di Djerba.

Profumi d'oriente

Houmut Souk il cuore di Djerba

Tante sono le cose da vedere in quest'isola a partire dal suo capoluogo Houmut Souk che significa “piazza del mercato” in quanto in origine era il luogo dove si svolgeva il mercato di Djerba. E’ una cittadina a metà strada tra un villaggio di pescatori e un souk mediorientale, affacciata sul mare con le sue case bianche a forma di alveare, conosciute con il nome di "Menzel".Queste casette, insieme agli alberi di ibisco e ai tanti souk, che si trovano per le vie, donano alla città un'atmosfera tutta particolare. I souk sono mercatini dove gli artigiani del posto esprimono la loro arte: vi si trovano sarti, orafi, fabbri, mercanti di tessuti, di spezie e di frutta. Particolare poi è il mercato folkloristico, con gli urlatori e i venditori all'asta. Inutile dire che la vita della città ruota proprio intorno al Souk, che ne è diventato il simbolo, l'espressione di uno stile di vita.
Il cuore di Djerba, che conserva il suo carattere di animato emporio commerciale, è caratterizzato da un reticolo di viuzze e di fonduk (caravanserragli). I fonduk, che in epoca ottomana servivano da locanda per i mercanti delle carovane di cammelli, sono costruiti su due piani attorno ad un cortile centrale: il piano superiore ospitava le camere dei mercanti, al piano inferiore erano gli apprestamenti per gli animali.

Houmut Souk il cuore di Djerba

Vasai e orafi come quelli di mille ani fa

L’artigianato locale si incontra un po’ su tutta l’isola ed è legato soprattutto alle influenze dei secoli della civilizzazione del bacino del Mediterraneo. Si trovano ancora oggi dei vasai che lavorano manualmente i loro manufatti realizzati seguendo tecniche antichissime che si tramandano di padre in figlio, i famosi tessitori delle coperte di Djerba e i gioiellieri che lavorano le loro creazioni in filigrana e arricchiscono un patrimonio fatto di abilità personali e grande preparazione tecnica.
A Houmt Souk non mancate di visitare la fortezza Borj el Kebir che sorge in riva al mare e rappresenta una delle principali attrazioni della città . Fu costruita da Ruggero di Loria nel 1284. La struttura è imponente ma semplice. Il fortino originario fu raso al suolo nel 1410 dal sultano Abou Faris che fece costruire poi l'attuale palazzo.
Le parti più interessanti da visitare sono i quartieri interni ed i bastioni dai quali si gode di una splendida vista dell’isola e del mare. Un ponte, risalente alla metà del XIX secolo, conduce all’ingresso inquadrato da due torri, una rotonda e l’altra quadrata. Tramite un vestibolo coperto, si accede al cortile interno a cielo aperto contornato da stanze e gallerie con volte. A nord, sul lato opposto, si trova la tomba di Ghazi Mustapha (che ricostruì il forte all’epoca del dominio ottomano). Nelle vicinanze è stata ritrovata una statua romana e poco distante c'è il luogo che un tempo era occupato dalla Piramide dei Teschi, ora sostituita da una piramide commemorativa.
Più piccoli ma non meno afascinanti i paesini di Midoun, Guellala, Hara Kbira e Hara Srira me, di questi, ne saprete domani con il resto del racconto ...
 

Vasai e orafi come quelli di mille ani fa