Quel maialino al mirto

di Giuseppe Casagrande
Maggio 5, 2018

Un gustoso incontro con una delle specialità di Riccardo Piras e della moglie Alessia numi tutelari dell'agriturismo S'ena Frisca, un angolo di paradiso a due passi da Sassari

 

Nei giorni scorsi, in occasione di un tour enogastronomico in Sardegna, sono tornato con alcuni amici buongustai a «S’ena Frisca», un angolo di paradiso a due passi da Sassari. La struttura agrituristica sorge a Tissi, in località Luri, lungo la vallata del Mascari, ai piedi di una fonte miracolosa (da qui il nome del locale) ed offre un panorama mozzafiato soprattutto al tramonto.

 

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La leggenda narra che alcuni pastori nomadi smarrirono una mucca gravida e per più giorni la cercarono invano. La rinvennero assieme al vitellino neonato in una folta macchia sotto una grotta da cui scaturiva una sorgente limpida e fresca. L’amenità del luogo li indusse a sceglierlo come nuovo soggiorno e, piantate le prime capanne, queste crebbero in numero considerevole diventando rifugio di nuovi pastori attirati dall’abbondanza dei pascoli e dalla mitezza del clima.

 

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 La fonte miracolosa di Tissi

 

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La leggenda non si ferma alla modestia di un paesello ridente, ma innalza questo angolo di paradiso all’onore di una grande città: Largaria. La leggenda è suffragata da tre cose vere perché esistenti. La prima: i ruderi e le tombe di una popolazione antichissima. La seconda: la fonte miracolosa di Tissi. La terza: il nome di Largaria che non esiste nella storia e nemmeno nella geografia, ma che abbraccia una vasta regione che comprende i villaggi di Tissi, Usini e Uri. Sulla colonna che regge la pila dell’acqua benedetta nella chiesa di Santa Maria in Usini, si legge infatti questa iscrizione (del 1499): HOC OPUS FIERI FECIT MATHEUS VARGIUS PLEBANUS DE USINI DI LARGARIA. Dunque Largaria è esistita e se non vi è un libro che ne parli, vi è un marmo che lo attesta

 

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L'orto, il laghetto, la vigna

 

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Ma torniamo a «S’ena Frisca». Splendido il giardino con il laghetto, l’orto con le piante aromatiche, la vigna ed altrettanto splendida la struttura realizzata utilizzando i materiali della tradizione: la pietra, le travi in legno, le canne e la juta. «S’ena Frisca» gode di spazi comodi e locali climatizzati, privi di barriere architettoniche. L’azienda agricola si concentra sulle varietà orticole locali, sulla frutta, sulle olive (ottimo l’extravergine della casa) con una nota di merito per il vigneto, curatissimo, che regala ai cultori di Bacco un delizioso Cagnulari. 

 

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Da standing ovation il menu propostoci a cominciare da una fantasmagorica carrellata di antipasti: dai pani appena sfornati (il pane frattau, il pane all’elicriso, il pane di carruba) alla ricotta aromatizzata al basilico con la saba per non parlare della insalatina di carciofi e pecorino alla crema di cipolle e maggiorana o delle polpettine di carciofo con le perette affumicate. Ed ancora: la crema di melanzana alla mentuccia e con la fonduta, i fiori di zucca pastellati al profumo di basilico, i ravioli fritti con ripieno di verdure miste, le favette alla mentuccia, i fegatini alle erbette.

 

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Una bontà anche il primo piatto: la zuppa gallurese con il pane zichi al pesto sardo (rucola selvatica e ricotta mustia) in attesa del piatto forte della giornata: il mitico maialetto al mirto con patate al rosmarino e verdurine fresche, piatto abbinato al sontuoso Costera della Cantina Argiolas che da solo valeva il viaggio. Chiusura in dolcezza con le classiche seadas al miele e delle deliziose sfogliatine di ricotta e cioccolato. Che altro aggiungere? Semplicemente chapeau con i complimenti, meritatissimi, a Riccardo Piras e alla moglie Alessia, numi tutelari di questo meraviglioso angolo di Sardegna.

 

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Nella foto: Riccardo Piras con la moglie Alessia, numi tutelari dell'Agriturismo S'ena Frisca di Tissi (Sassari). A sinistra Marinella Argentieri, responsabile nazionale dell'Associazione Ristoranti Regionali Cucina Doc.