Nel cuore della Green Vision

di Il Vinotomane
Ago. 16, 2020

Nella campagna trai vigneti dei vini di Merlara DOC tra le provincie del Veneto di Padova, Verona e il limitare del delta polesano del Po

In the countryside among the vineyards of Merlara DOC wines between the provinces del Veneto of Padua, Verona and the edge of the Polesano delta of the Po

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Anche la seconda parte del percorso suggerito dalle pagine web del Consorzio di Tutela dei vini di Merlara DOC, ( qui la prima parte) ispirato alla Green Vision che anima i vignaioli di questa parte del Veneto, tra le provincie di Padova e Verona, sul limitare del Polesine, inizia dal Monastero di San Salvaro, dirigendosi però nel senso opposto, alla scoperta dei comuni più a sud del Montagnanese. La strada da seguire è sempre la sommità arginale del Fiume Fratta che fronteggia la chiesetta. Via Cavallona è la prima via da imboccare, questa volta seguendo la corrente. La strada prosegue asfaltata fino a Merlara, raggiunto il ponte sul quale transita la Sp 19 è però necessario cambiare sponda fino a raggiungere il ponte dei Bertoldi di via Zurlara. Il nome del ponte deriva dall’antica famiglia che un tempo aveva vasti possedimenti in zona, a questa famiglia merlarese inoltre è riconducibile un quadro del grande artista ferrarese Cosmè Tura, “La Madonna dello Zodiaco”, oggi conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Abbandonato il fiume, si transita sul ponte in via Zurlara e percorso qualche centinaio di metri si svolta a sinistra in via Fosseta. Proprio all’imbocco della via, al fresco di alte piante, si trova il Capitello dedicato a San Nicola, storica testimonianza della fede popolare.

 

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Oltrepassato questo piccolo sacello la strada passa sopra una serie di ponticelli ai quali corrispondono altrettanti piccoli canali a ricordare il delicato equilibrio che questo territorio ha raggiunto con l’acqua, non senza sacrifici. Proprio la Fossetta che costeggia la stradina sterrata è forse uno dei primi canali di quella bonifica iniziata attorno al Mille dalla famiglia degli Este e conclusasi solo il secolo scorso con l’avvento delle macchine a vapore. Percorsa tutta la prima parte di via Fossetta fino all’intersezione con la Sp 41 si incontrerà il cippo di confine, posizionato qui alla fine del ‘200 dal Comune di Padova, per indicare i margini dei propri possedimenti e metterli a riparo dalle ambizioni di Verona.

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Il percorso continua oltrepassando l’incrocio, percorrendo gli ultimi metri della Fossetta e il suggestivo slargo del suo corso fino al punto in cui si origina dall’Adige. Presa la strada alzaia che corre sopra l’argine del grande fiume ne riscendiamo il corso seguendo la stessa direzione della corrente incontrando una dopo l’altra, a distanza di qualche chilometro, due chiesette campestri la cui bellezza e storicità le rendono particolarmente famose nel territorio. Si tratta della chiesetta della (4) Madonna della Neve e dell’oratorio del Cristo d’Oro che sorgono proprio ai piedi dell’argine, nei comuni di Castelbaldo e Masi.

 

 

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Arrivati a quest’ultima chiesetta è necessario imboccare via Garibaldi fino all’angolo dell’“Hotel-Ristorante La Nave”, storico ristorante dove da oltre cento anni la cucina sforna i piatti della tradizione locale: pesce di acqua dolce, come l’anguilla, la cacciagione e le paste fatte in casa. All’angolo si svolta a sinistra, su via Mazzini e raggiunta la biforcazione a destra, su via Filippo Turati,  poi dritti fino al nuovo incrocio al quale si imboccherà via Borgostorto. Lo stradone, appunto storto, si addentra nel verde della campagna fino a diventare una strada bianca che sbocca su via Frattesina.

Superata l’antica fattoria “La Casaria” si procede fino a lasciare le ultime case rurali sulla sinistra fino a dove la strada tornerà ad essere sterrata. Raggiunta la chiesetta della frazione di Minotte, sulla strada Provinciale 19, la tappa è la Cantina di Merlara di Collis Veneto Wine Group, che si incontra svoltando a destra dopo un centinaio di metri. E' qui , ad ogni vendemmia, che si rinnovano antichi e sapienti gesti legati alla storia vitivinicola di questi luoghi. Come testimoniano queste strade di campagna che attraversano i vigneti della Doc Merlara.

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Una denominazione, questa Merlara, giovane e dinamica che in realtà vanta radici ben più secolari e ancora più blasonate di quelle che l'apparenza vorrebbe. E' su queste terre, infatti, che la Serenissima Repubblica di Venezia incoraggiò la coltura della vite, a cominciare dalla storica Malvasia per non essere totalmente dipendente dalle produzioni dei paesi di origine.

Una Malvasia  legata a doppio filo proprio al rilievo di Venezia come città commerciale che, tra l’VIII ed il XV secolo, riesce a rendere talmente popolare questo vino, originario dall'isola di Creta, da esportarlo in mezza europa e arrivando a titolarle, proprio a due passi da Piazza San Marco, la Calle de la Malvasia. Una antesignana operazione di marketing per identificare e rafforzare uno dei dei tanti brand, come i vetri, le spezie, il cioccolato e molti altri ancora , dei quali Venezia fu l'indiscussa promotrice. Basti pensare che a Venezia, un tempo, osterie e luoghi di mescita, i nostri bar, si chiamavano “malvasie”. 

Luoghi dove il piacere per lasciar flurie il tempo in tutta tranuillità, senza fretta, era un valore e non inutili perdite di tempo, Ancor meglio se si poteva accompagnarlo con un "goto" , il bicchiere dei veneti, di Malvasia. Dalla quale, in termini aromatici, considerando che le declinazioni in purezza sono a dir poco rare, si ottengono vini dagli aromi delicati, di fiori bianchi e agrume fresco, con accenni di mela verde o gialle e sentori erbacei, corpo leggero e belle acidità. Quasi a presntarsi quale degna progenitrice della più moderna Garganega, quella da cui si ricava il blasonato Soave. Ma questa è tutta un'altra storia.

Si ringrazia il giornalista Tiziano Biasioli per la sua foto sulla Calle delle Malvasia e il suo servizio sule Malvasie di Venezia che potete trovare a questo link

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The second part of the itinerary suggested by the web pages of the Consortium for the Protection of Merlara DOC wines ( here the first part ), inspired by the Green Vision that animates the winemakers of this part of Veneto, between the provinces of Padua and Verona, on the edge of the Polesine, starts from Monastery of San Salvaro, but heading in the opposite direction, to discover the southernmost municipalities of the Montagnanese. The road to follow is always the embankment top of the River Fratta that faces the church. Via Cavallona is the first street to take, this time following the current. The road continues asphalted up to Merlara, once you reach the bridge over which the Sp 19 passes, it is necessary to change sides until you reach the Bertoldi bridge in via Zurlara. The name of the bridge derives from the ancient family that once had vast possessions in the area, this Merlarese family also includes a painting by the great Ferrara artist Cosmè Tura, "The Madonna of the Zodiac", now preserved in the Gallerie dell'Accademia in Venice . Leaving the river, cross the bridge in via Zurlara and after a few hundred meters, turn left into via Fosseta. Right at the entrance to the street, in the cool of tall trees, is the capital dedicated to St. Nicholas, a historical testimony of popular faith.

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After passing this small chapel, the road passes over a series of bridges which correspond to as many small canals to remember the delicate balance that this area has achieved with water, not without sacrifices. The Fossetta that runs along the dirt road is perhaps one of the first canals of that reclamation started around the year 1000 by the Este family and ended only in the last century with the advent of steam engines. Having traveled the first part of via Fossetta up to the intersection with the Sp 41 you will meet the boundary stone, positioned here at the end of the 13th century by the Municipality of Padua, to indicate the margins of its possessions and protect them from the ambitions of Verona .

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The route continues past the intersection, along the last meters of the Fossetta and the suggestive widening of its course up to the point where it originates from the Adige. Taking the towpath that runs above the bank of the great river, we go down its course following the same direction of the current, meeting one after the other, at a distance of a few kilometers, two rural churches whose beauty and historicity make them particularly famous in the area . These are the small church of the (4) Madonna della Neve and the oratory of Cristo d'Oro which rise right at the foot of the embankment, in the municipalities of Castelbaldo and Masi.

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A denomination, this Merlara, young and dynamic that in reality boasts much more secular and even more noble roots than what appearance would like. It is on these lands, in fact, that the Serenissima Republic of Venice encouraged the cultivation of vines, starting with the historic Malvasia in order not to be totally dependent on the production of the countries of origin.

A Malvasia closely linked to the prominence of Venice as a commercial city that, between the eighth and fifteenth centuries, manages to make this wine, originating from the island of Crete, so popular, to be exported to half of Europe and coming to own it, just a stone's throw from Piazza San Marco, Calle de la Malvasia. A forerunner of marketing to identify and strengthen one of the many brands, such as glasses, spices, chocolate and many others, of which Venice was the undisputed promoter. Suffice it to say that in Venice, once upon a time, taverns and drinking places, our bars, were called "malvasie".

Places where the pleasure of letting time flow in all tranquility, without haste, was a value and not useless waste of time, even better if it could be accompanied by a "goto", the glass of the Venetians, of Malvasia. From which, in aromatic terms, considering that the declinations in purity are nothing short of rare, wines with delicate aromas are obtained, of white flowers and fresh citrus, with hints of green or yellow apple and herbaceous hints, light body and beautiful acidity. As if to present itself as a worthy progenitor of the more modern Garganega, the one from which the noble Soave is obtained. But that's a whole other story.

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Arriving at this last church, it is necessary to take via Garibaldi to the corner of the "Hotel-Ristorante La Nave", a historic restaurant where for over a hundred years the kitchen has been cooking traditional local dishes: freshwater fish, such as eel , game and homemade pasta. At the corner, turn left onto via Mazzini and reach the fork on the right, onto via Filippo Turati, then straight to the new intersection where you will take via Borgostorto. The main road, in fact crooked, enters the green countryside until it becomes a dirt road that leads to via Frattesina.

After passing the ancient farm "La Casaria", proceed until you leave the last rural houses on the left until the road becomes unpaved again. Once you reach the small church in the hamlet of Minotte, on the Provincial road 19, the stop is the Cantina di Merlara of Collis Veneto Wine Group, which you meet by turning right after a hundred meters. It is here, at each harvest, that ancient and wise gestures linked to the winemaking history of these places are renewed. As evidenced by these country roads that cross the vineyards of the Merlara Doc.