Toscana

La World Society Gourmet, occasione ideale per ammirare il gioiello mediceo "La Ferdinanda"

di Cristina Vannuzzi
Marzo 31, 2018

Ad una tentina di chilometri da Firenze in una notte stellata dove la cucina interroga il territorio

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Un attento e continuo restauro, sapientemente reinterpretato in chiave moderno dalla proprietà per una villa che in realtà è un castello mediceo fra quanti di più belli ci siano in Toscana, è la cifra stilistica che caratterizza e mantiene intatto il fascino della sua storia.

 

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Fra bellezza e natura la passione disegna i sogni, quelli della proprietà, la famiglia Olmo, che ha saputo dare nuova anima e incredibile bellezza a questo straordinario luogo. Non si può che cedere alle emozioni che portano alla poesia vivendo le immagini variegate che la natura offre in questo posto, immagini sospese nel tempo, disegnate dal passare delle stagioni, il verde che muta, i colori che cambiano, i profumi che fanno un concerto, appagante, unico.

 

gli chef, la brigata e Isabella Pascale manager Artimino.jpg

 

E la mentalità imprenditoriale della proprietà per ricomporre un nuovo rinascimento, offre una proposta nella riscoperta della Toscana, della natura unica e ancora incontaminata dei luoghi, dove il primo attore, armonioso, imponente e pieno di storia, è la Villa Medicea La Ferdinanda, testimone di un nuovo turismo, la strada per conservare un patrimonio storico di grandissimo valore mantenendo l’equilibrio tra la tutela del posto e la necessità di renderlo vivo e fruibile all’ospite, evidenziandone le peculiarità, come la storia, il vino e l’olio.

 

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E Artimino si è proposto come poesia e sinergia di immagini e gusto con una insolita cena placee per celebrare il successo degli chef toscani al “Best Plate Challenge” organizzato dalla World Gourmet Society, una cena a dieci mani, per un appuntamento alla più bella villa dei Medici in Toscana, Villa “La Ferdinanda” di Artimino.

 

tortellini ripieni di fagiano chef andrea perini.jpg

 

Infatti lo scorso novembre sei chef toscani arrivarono alla finale mondiale a Montecarlo – con il pastry chef viareggino Gabriele Vannucci che ha ottenuto la vittoria – e qualche giorno fa si sono ritrovati alla Tenuta di Artimino per festeggiare e lanciare la prossima edizione 2018 della competizione, presentata da Armando Cristofori, ambasciatore globale della World Gourmet Society.

 

risotto con topinambur chef filippo saporito.jpg

 

Cinque chef stellati riuniti, colti, interessati a dare una immagine armoniosa di come si cucina, di come si usano e si esaltano i prodotti effettuando una prova erudita, dove il cibo è stato il primo attore, per una vera chiave di lettura della storia della cucina, dandole la centralità che merita, la vera ragione di un importantissimo risvolto che è in sintesi la funzione di chi cucina, il desiderio di capire e la passione di trasmettere e allora la cucina diventa un gioco erudito, un vero piacere, un viaggio di emozioni e una evasione dalla vita frenetica di oggi, anche se per pochi minuti.

 

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Le mani di Michela Bottasso che ha curato l’antipasto la “Tartare di fassona piemontese al balsamico Del Duca”, le mani di Filippo Saporito per un delicato primo “Risotto con topinambur”, la mani di Andrea Perini per un altro primo “Tortellini ripieni di fagiano con brodo di thè”, un impareggiabile secondo “Il Fiore amaro” di Gabriele Andreoni e per dessert la “Foresta nera” del pastry chef Gabriele Vannucci. ( Nella foto di gruppo gli chef,, la brigata e Isabella Pascale manager Artimino )

 

 

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Una notte stellata dove la cucina interroga il territorio, la natura e il paesaggio, diventando anche gioco e creatività, performance, gesto e teatralità proprio come l’arte.

ARTIMINO Viale Papa Giovanni XXIII,1 59015 Artimino Prato (PO) www.artimino.it

Nelle foto:  Michela Botasso con la sua tartare; il risotto con topinambur chef  Filippo Saporito; tortellini ripieni di fagiano chef Andrea Perini; fiore amaro di Gabriele Andreoni; la foresta nera chef Gabriele Vannucci