Due percorsi suggeriti da una Green Vision

di Il Vinotomane
Ago. 15, 2020

Proposte per una gita di prossimità dalle pagine del Consorzio di Tutela vini di Merlara 

Proposals for a proximity trip from the pages of the Merlara Wine Protection Consortium

Percorso-turistico-Medioevo-a-Merlara.jpg

 

English text follows

Quello che sembra ormai il tormentone di questo periodo che, almeno in Italia, coincide con la revoca di un serrato blocco anticovid e per tornare alla normalità, è il “viaggi e vacnnze di prossimità”. Ovvero scoprire luoghi della nostra Italia che davvero rise,rva vere e proprie perle di bellezza, arte, storia, arte, cultura e piacere enogastronomico difficilmente eguagliabili nel resto del mondo.

Il mantra successivo,  è quello di cercare il più possibile idee e percorsi da cui godersi il piacere di tornare alla natura, magari lasciando ferma l'auto e gli atri mezzi di trasporto, che incidono pesantemente sull'ambiente. Ecci dunque due interessanti proposte suggerire da uno dei moltissimi Consorzi di Tutela Vini e Strade del Vino italiani che, oltre a qualificare e tutelare la produzione vitivinicola, hanno compreso, ben prima di altri, quale e quanto sia il valore di vivere in un territorio libero da inquinanti.

In particolare, il riferimento va al Consorzio di Tutela vini di Merlara che, nelle sue pagine web, traccia due percorsi che suggeriamo, a cominciare da questa pagina, per poi, a breve, illustravi il secondo. Queto non solo perché un nostro collaboratore, già sui posti da qualche giorno, ci da conto positivamente degli itinerari, ma anche perché, da queste pagine, abbiamo seguito l'evoluzione di questa “Merlara Green Vision” . Una idea di vitivinicoltura che ci ha fatto capire come, al pari di altre numerosissime realtà vitivinicole, anche questa piccola DOC, in un angolo d'Italia, fra Verona e Padova e sul limitare del Delta del Po, sia un altro baluardo per tornare alla natura e alla naturalità.

 

Chiesa-e-Monastero.jpg

 

Una volta raggiunta la zona di Urbana, a sud di Padova e raggiungibile attraverso collegamenti autostradali e trasporti pubblici, si incontra quest comune che ospita  la DOC Merlara e dove avviare il primo percorso che ha come prima tappa il Monastero di San Salvaro.n
Un  luogo è veramente suggestivo che permette di partire dalle origini, ovvero dal Medioevo, che in questa terra ha lasciato tracce importanti e ancora in perfetto stato. Dal Monastero, dunque, imboccando l’argine del fiume Fratta, che scorre proprio accanto all’antico cenobio, si va contro corrente spostandosi nella terra veronese per scoprire un altro “pezzo” importante di questo passato: il Castello di Bevilacqua. 

95864689_2534725760077418_725720164443619328_o.jpg


Qualche chilometro di una buona strada ciclabile, sempre in riva al fiume Fratta, all’orizzonte, si erge il castello. Attraversando la strada provinciale e tenendo il castello sulla sinistra ci si addentra in una delle zone più selvatiche del territorio, con antiche paludi che ancora oggi conservano macchie di bosco planiziale. Fatto qualche chilometro è necessario lasciare il fiume, che prosegue sulla sinistra, e prendere lo stradone alberato che sifa  inghiottire dal verde e dalla campagna, fino ad imboccare l’argine del fiume Frassine. Giunti alla chiusa, detta la “moja”, è necessario svoltare a destra imboccando via Sperona e costeggiare il Fiumicello che conduce alle porte di Montagnana. Un centro cittadino che merita una sosta e la visita ai principali monumenti e alle sue mura medievali perfettamente conservate. 

Montagnana-600x400.jpg

 

La pedalata va ripresa, in direzione di Castel San Zeno – Porta Padova dove, sulla sinistra campeggia l’imponente Villa Pisani, opera del Palladio. Proseguendo verso Borgo Frassine e Ca’ Megliadino dove lo sguardo finisce davanti a Villa Correr. Monumentale abitazione veneziana che replicava in terra ferma antichi gli fasti della Serenissima. Una repubblica illuminata, ben attenta ai suoi tenimenti agricoli e dove ancora oggi insistono aziende agricole di buona caratura. L’azienda “Il Cortile” , ne è esempio: agriturismo e fattoria specializzata nell’allevamento di animali di “bassa corte”, emblemi del territorio che vanno conosciuti e gustati, prma di raggiungere il piccolo abitato di Minotte e poi il centro di Merlara. Magari dopo una sosta alla Cantina Ponte al Masero, giovane azienda che produce Marzemino e Malvasia Istriano, vini storici e molto profumati e ovviamente DOC Merlara. 

 

Villa-Correr-a-Casale-di-Scodosia.jpg

 

 

816A0901-uai-1032x774.jpg

 

Cittadina ove si trova Villa Barbarigo e la torre campanaria fatta erigere nel 1300 ad opera di Galvano Cavatorti la cui tomba è ancora appesa ad una delle facciate.
Oltrepassato il centro inizia la pista ciclabile che passa davanti alla Cantina di Merlara di Collis Veneto Wine Group e torna a Urbana e al punto di partenza del monastero di San Salvaro
Per uno spuntino rifocillante, invece di fermarsi,con qualche colpo di pedale si raggiungee il caseificio “La mucca verde”, dove trovare ottimi formaggi e mozzarelle fresche di giornata e molte altre specialità.

 

Monastero di San Salvaro

Sorto intorno all’XI secolo come “scola sacerdotium” conobbe floridezza a cominciare dal 1181 quando divenne un satellite dell’importante abbazia di Carceri, al tempo retta dagli agostiniani, passò ai camaldolesi nel 1407. Dal 1690 iniziò il suo declino quando dai monaci la proprietà passò alla potente famiglia veneziana dei Carminati che trasformarono il monastero in un’azienda agricola per sfruttare i tremila campi comprati insieme alle sacre mura. Oggi il complesso monastico ospita il Museo delle antiche vie, una mostra permanente degli oggetti e dei lavori che un tempo si svolgevano lungo le strade, e l’ostello della gioventù. Da visitare la piccola chiesa che, seppur rimaneggiata nei secoli, conserva dietro all’altare un’immagine del Cristo Pantocratore, racchiuso nella mandorla con iscrizione “Ego sum lux mundi” di epoca tardo medievale.

Castello di Bevilacqua

Questo imponente mastio venne fatto costruire nel 1336 da Guglielmo I Bevilacqua, potente e ricco mercante della corte di Mastino II della Scala e vassallo del Vescovo, per porre un argine alle mire espansionistiche dei Carraresi, signori della città del Santo. Al tempo la rivalità tra Padova e Verona era acerrima, ma con la fine delle signorie e l’arrivo della dominazione veneziana il territorio venne pacificato. Il castello, ma pure le stesse mura di Montagnana, perse d’importanza e da strumento militare, grazie all’intervento dell’architetto Michele Sanmicheli nel 1532, divenne dimora nobiliare. Lungo i secoli le storiche mura conobbero diverse distruzioni a causa di incendi ma ogni volta vennero ricostruite più belle di quanto non fossero in precedenza. Oggi oltre ad essere una straordinaria testimonianza del passato di questa terra è una struttura attrezzata per l’accoglienza e l’ospitalità.

Montagnana

L’immagine di Montagnana città fortificata forse esiste da sempre. Forse era già cinta da cortine difensive nella tarda età del bronzo, al quale risalgono le testimonianze archeologiche più antiche, conservate al museo di Castel San Zeno. Del resto i villaggi erano tutti così al tempo, così pure continuarono ad essere in epoca romana, in quella successiva alla caduta dell’Impero e per tutto il Medioevo. E’ appunto alla metà del Trecento che risalgono le mura che oggi rappresentano un’autentica attrazione per la loro bellezza e per l’eccezionale stato di conservazione. Per rievocare l’antico passato Medievale della città, ogni anno, la prima domenica di settembre, si corre il Palio che vede coinvolti tutti i 10 comuni del mandamento, ma Montagnana “val bene una visita” anche per quanto rimane delle epoche successive. Sulla piazza del centro e lungo le vie cittadine si affacciano palazzi di diverse epoche, tra i quali Palazzo Valeri, Palazzo Zanella, Palazzo Munari o villa Pisani che porta la firma del Palladio. Il Duomo è un altro capolavoro e le sue pareti sono preziose per le tante mani che vi hanno lavorato: Veronese, Giorgione, il Buonconsiglio, tanto per fare i nomi più noti. Villa Pisani

E’ una villa veneta progettata nel 1552 da Andrea Palladio sotto la committenza di Francesco Pisani, vescovo di Padova e poi cardinale nominato da Leone X. Realizzata tra il 1553 e il 1555 è inserita dal 1996 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Villa Correr, Casale di Scodosia

L’imponente villa, da molti definita la villa Pisani della Bassa Padovana, è stata costruita verso la fine del XVII secolo come dimora estiva della famiglia Correr, una nobile famiglia di origini veneziane che possedeva cospicue proprietà nel sud-est del paese. La villa è emblema significativo dello splendore veneziano che risale ai tempi della sua dominazione, dagli inizi del Quattrocento alla fine del Settecento. Costruita con materiali recuperati dalla precedente abitazione rustica del 1500, ad oggi mantiene ancora immutato il suo giardino, le decorazioni su intonaco in terra naturale e le finestre a medaglioni di Murano.

Azienda “Il Cortile De Marchi”

L’Azienda alleva animali di bassa corte con lo stesso metodo di un tempo, ossia lasciandoli liberi di scorrazzare e di razzolare per l’aia. L’alimentazione è rigorosamente a chilometri zero. Mais, soia, erba medica sono quelli coltivati nei campi dietro casa. L’allevamento, inoltre, è famoso per la produzione di pollame “Latte e Miele” la cui dieta, nell’ultimo mese di vita, viene integrata da miele millefiori dei Colli Euganei e latte essiccato, entrambi conferiscono alla carne un sapore intenso e una morbidezza delicata, con una maggiore tenuta dei succhi all’interno.

 Cantina Ponte al Masero

E’ l’emblema dell’impresa giovane che crede nelle potenzialità del territorio. Il suo titolare, Manuel Bisin, ha dato vita ad una propria linea di vini che imbottiglia direttamente nello stabilimento di via Marlmercato a Merlara. Le sue etichette si chiamano “Prima luna”, per lo spumante ottenuto dal Malvasia Istriano, “Folletto” invece, è il nome del Malvasia frizzante. “Ricciolo” è il nome del taglio di uve Malvasia e Tai, un connubio di profumi.

 

Villa Barbarigo e Torre campanaria, Merlara

In centro a Merlara, proprio davanti al municipio, sorge villa Barbarigo e, poco distante, la curiosa torre campanaria. Dimensione e forma dipendono dal fatto che in origine questo possente edificio era una torre difensiva di un mastio che un tempo sorgeva dove oggi c’è la villa. A testimonianza di ciò rimangono le parole del Salomonio che attesta la costruzione della torre nell’anno 1300 ad opera di Galvano Canotorti, di cui rimane ancora l’arca appesa ad una delle facciate del campanile

Cantina a di Merlara – Collis

Il consorzio vitivinicolo Collis Veneto Wine Group costituisce un unicum nella storia sia per numeri – 6700 ettari di vigneto,  1 milione di ettolitri di vino di capacità produttiva – ma soprattutto per modello. Il gruppo, infatti, costituisce il comune denominatore del territorio vitato dei due soci fondatori, ovvero Cantina di Colognola ai Colli con la Cantina di Merlara, e Cantine dei Colli Berici di Lonigo, Barbarano Vicentino e San Bonifacio che conferiscono tutti gli asset produttivi in Collis. La capacità produttiva rappresenta il 15% di quella regionale e la politica influente sull’export porta a far conoscere e apprezzare i vini di questa parte del Veneto in sempre più paesi del mondo.

Caseificio Mucca Verde 

Il formaggio è assolutamente artigianale. Qui vengono usati solo prodotti del territorio: il latte, appena munto nelle migliori stalle locali, sale, caglio e fermenti lattici. Il punto vendita aziendale è fornito con tutte le eccellenze di casa: dal “monte ezzelino” al “capretta bianca”, dal recente “novecento” alla caciotta 100% capra, altamente digeribile! Non mancano prodotti con base di yogurt come: il muccayo, il buffayo.

Segue il secondo itinerario

Per saperne di più sulla Green Vision e Risorsa della  Merlara DOC

E-Bike-Colli-Euganei-1-e1458908451281-731x400.jpg

 

What now seems to be the catchphrase of this period which, at least in Italy, coincides with the revocation of a tight anticovid block and to return to normality, is the "travel and vacation of proximity". That is to discover places in our Italy that really laughed, real pearls of beauty, art, history, art, culture and food and wine pleasure that are hard to match in the rest of the world.

The next mantra is to look for ideas and paths as much as possible from which to enjoy the pleasure of returning to nature, perhaps leaving the car and other means of transport stationary, which heavily affect the environment. Here are two interesting proposals to suggest from one of the many Italian Consortia for the Protection of Wines and Roads of Wine which, in addition to qualifying and protecting wine production, have understood, well before others, what and how much is the value of living in a free territory from pollutants.

In particular, the reference goes to the Merlara Wine Protection Consortium which, in its web pages, traces two paths that we suggest, starting from this page, and then, shortly, you will illustrate the second. This is not only because one of our collaborators, already on the places for a few days, gives us a positive account of the itineraries, but also because, from these pages, we have followed the evolution of this “Merlara Green Vision”. An idea of ​​viticulture that made us understand how, like many other wineries, even this small DOC, in a corner of Italy, between Verona and Padua and on the edge of the Po Delta, is another bulwark to return to nature and naturalness.
 

castello_bevilacqua_06.jpg

 

Once you reach the Urbana area, south of Padua and reachable through motorway connections and public transport, you will find this municipality that hosts the DOC Merlara and where to start the first route that has the Monastery of San Salvaro as its first stop.
A truly suggestive place that allows you to start from the origins, that is from the Middle Ages, which left important traces in this land and still in perfect condition. From the Monastery, therefore, taking the embankment of the Fratta river, which flows right next to the ancient monastery, you go against the current, moving to the Veronese land to discover another important "piece" of this past: the Bevilacqua Castle.

Duomo-di-Montagnana-779x400.jpg

 

A few kilometers of a good cycle path, always on the banks of the Fratta river, on the horizon, stands the castle. Crossing the provincial road and keeping the castle on the left, you enter one of the wildest areas of the territory, with ancient marshes that still preserve patches of plain wood. After a few kilometers it is necessary to leave the river, which continues on the left, and take the tree-lined road that can be swallowed by the greenery and the countryside, until you reach the embankment of the Frassine river. Once you reach the lock, called the “moja”, you need to turn right onto via Sperona and drive along the Fiumicello which leads to the gates of Montagnana. A city center that deserves a stop and a visit to the main monuments and its perfectly preserved medieval walls.

Castello-di-San-Zeno-a-Montagnana-1-746x400.jpg

 

The pedaling must be resumed, in the direction of Castel San Zeno - Porta Padova where, on the left stands the imposing Villa Pisani, the work of Palladio. Continuing towards Borgo Frassine and Ca 'Megliadino where the gaze ends in front of Villa Correr. Monumental Venetian house that replicated the glories of the Serenissima on ancient land. An enlightened republic, attentive to its agricultural estates and where still today there are farms of good caliber. The company "Il Cortile" is an example: agritourism and farm specialized in the breeding of "low court" animals, emblems of the territory that must be known and tasted, before reaching the small town of Minotte and then the center of Merlara . Maybe after a stop at the Cantina Ponte al Masero, a young company that produces Marzemino and Malvasia Istriano, historical and very fragrant wines and obviously DOC Merlara.

doc-merlara2.jpg

 

The stages in detail

malvasia.JPG

 

Monastery of San Salvaro

Built around the 11th century as a "scola sacerdotium" it flourished starting from 1181 when it became a satellite of the important Abbey of Carceri, at the time ruled by the Augustinians, it passed to the Camaldolese in 1407. From 1690 it began its decline when the monks ownership passed to the powerful Venetian Carminati family who transformed the monastery into a farm to exploit the three thousand fields bought together with the sacred walls. Today the monastic complex houses the Museum of Ancient Roads, a permanent exhibition of objects and works that once took place along the streets, and the youth hostel. To visit the small church which, albeit remodeled over the centuries, retains an image of Christ Pantocrator behind the altar, enclosed in the almond with the inscription "Ego sum lux mundi" from the late medieval era.

Bevilacqua Castle

This imposing keep was built in 1336 by Guglielmo I Bevilacqua, powerful and wealthy merchant of the court of Mastino II della Scala and vassal of the Bishop, to put a dam to the expansionist aims of the Carraresi, lords of the city of the Saint. At the time the rivalry between Padua and Verona was bitter, but with the end of the lordships and the arrival of Venetian domination, the territory was pacified. The castle, but also the walls of Montagnana itself, lost their importance and from a military instrument, thanks to the intervention of the architect Michele Sanmicheli in 1532, became a noble residence. Over the centuries, the historic walls experienced several destructions due to fires but each time they were rebuilt more beautiful than they were previously. Today, in addition to being an extraordinary testimony of the past of this land, it is a structure equipped for welcome and hospitality.

Montagnana

Perhaps the image of Montagnana fortified city has always existed. Perhaps it was already surrounded by defensive curtains in the late Bronze Age, to which the most ancient archaeological remains, preserved in the museum of Castel San Zeno date back. After all, the villages were all like this at the time, so they continued to be in Roman times, in the one following the fall of the Empire and throughout the Middle Ages. The walls date back to the mid-fourteenth century and today represent an authentic attraction for their beauty and exceptional state of conservation. To evoke the ancient medieval past of the city, every year, on the first Sunday of September, the Palio is held which involves all 10 municipalities of the district, but Montagnana is "well worth a visit" even for what remains of the following eras. On the central square and along the city streets there are palaces from different eras, including Palazzo Valeri, Palazzo Zanella, Palazzo Munari or Villa Pisani which bears the signature of Palladio. The Duomo is another masterpiece and its walls are precious for the many hands that have worked on it: Veronese, Giorgione, Buonconsiglio, just to name the most famous names. Villa Pisani

It is a Venetian villa designed in 1552 by Andrea Palladio under the commission of Francesco Pisani, bishop of Padua and later cardinal appointed by Leo X. Built between 1553 and 1555, it has been included in the UNESCO World Heritage List since 1996. .

Villa Correr, Casale di Scodosia

The imposing villa, defined by many as the Pisani villa of the Bassa Padovana, was built towards the end of the seventeenth century as a summer residence for the Correr family, a noble family of Venetian origins who owned substantial properties in the south-east of the country. The villa is a significant emblem of the Venetian splendor that dates back to the times of its domination, from the early 15th century to the end of the 18th century. Built with materials recovered from the previous rustic house of 1500, today it still maintains its garden, the decorations on natural earth plaster and the Murano medallion windows.

Company "Il Cortile De Marchi"

The company raises low court animals with the same method of the past, that is, leaving them free to roam and scratch around the yard. The power supply is strictly zero kilometers. Corn, soy, alfalfa are those grown in the fields behind the house. The farm is also famous for the production of "Milk and Honey" poultry whose diet, in the last month of life, is supplemented by wildflower honey from the Euganean Hills and dried milk, both giving the meat an intense flavor and a delicate softness, with a greater hold of the juices inside.

Ponte al Masero winery

It is the emblem of the young company that believes in the potential of the territory. Its owner, Manuel Bisin, has created his own line of wines which he bottles directly in the factory in via Marlmercato in Merlara. Its labels are called "Prima luna", for the sparkling wine obtained from Istrian Malvasia, "Folletto" instead, is the name of sparkling Malvasia. “Ricciolo” is the name of the blend of Malvasia and Tai grapes, a combination of aromas.

Villa Barbarigo and bell tower, Merlara

In the center of Merlara, right in front of the town hall, stands Villa Barbarigo and, not far away, the curious bell tower. Size and shape depend on the fact that originally this mighty building was a defensive tower of a keep that once stood where the villa is today. As evidence of this, the words of Solomonus attesting to the construction of the tower in 1300 by Galvano Canotorti, of which the ark hanging from one of the bell tower facades still remains

Winery in di Merlara - Collis

The Collis Veneto Wine Group wine consortium is unique in history both in terms of numbers - 6700 hectares of vineyards, 1 million hectoliters of wine of production capacity - but above all in terms of model. The group, in fact, constitutes the common denominator of the vineyard area of ​​the two founding members, namely Cantina di Colognola ai Colli with the Cantina di Merlara, and Cantine dei Colli Berici di Lonigo, Barbarano Vicentino and San Bonifacio which confer all the productive assets in Collis . The production capacity represents 15% of the regional one and the influential export policy leads to making the wines of this part of Veneto known and appreciated in more and more countries around the world.

Green Cow Dairy

The cheese is absolutely artisanal. Here only local products are used: milk, freshly milked in the best local stables, salt, rennet and lactic ferments. The company store is stocked with all the excellences of the house: from the "monte ezzelino" to the "white goat", from the recent "twentieth century" to the 100% goat caciotta, highly digestible! There is no shortage of yogurt-based products such as: muccayo, buffayo.

 

merlara-doc-prosciutto-777x640.jpg

 

 

vinoecibo_2__madeinmalga.jpg__777x517_q85_crop_subsampling-2_upscale.jpg

 

 

18238037_1367538519958365_8691520547853077802_o.jpg

 

The second itinerary follows

 

The Vinoecibo report on the Green Vision and Resource projects

http://www.merlara.wine/report-progetti-green-vision-risorsa/