La Brexit non tocca il Grand Hotel Gardone

di Isabella Radaelli
Maggio 29, 2017

L'hotel che nel 1921, per mesi, fu rifugio del D'Annunzio

Il Grand Hotel Gardone, con oltre 130 anni di storia alle spalle, è una vera e propria istituzione del comparto turistico del Lago di Garda.

Situato nel comune di Gardone Riviera, recentemente riconfermato unico comune lombardo insignito della 'Bandiera Blu' per la pulizia delle acque, il rispetto dell’ambiente, l’efficienza dei servizi., il Grand Hotel, non risente affatto dell’effetto Brexit.

A parlare infatti sono i numeri: “Lo scorso anno abbiamo registrato oltre 50 mila presenze con un incremento del 3% sull’andamento 2015 – spiega Orietta Mizzaro, proprietaria della struttura con il fratello Federico e la madre Graziella-. Il nostro primo mercato continua a rimanere l’Inghilterra con una percentuale del 68%: una tradizione consolidata nel tempo fin dal lontano 1949, quando Winston Churchill arrivò al Grand Hotel per un soggiorno rimasto scolpito nella storia del Garda. Seguono Germania con l’11%, Italia con il 3,5% e Francia con il3%, ma stanno crescendo anche Russia, Usa e Australia. Per il 2017 le previsioni sono sicuramente positive: grazie ad un clima di stampo estivo, aprile è partito molto bene fin dal ponte di Pasqua con un incremento di arrivi dalla Germania, cui si è unita una sorprendente crescita anche da parte degli italiani, che evidentemente in un momento di tensioni internazionali prediligono mete tranquille e sicure come il nostro Garda. Le prenotazioni confermano i livelli dello scorso anno: i mesi centrali, da giugno ad agosto, sono ormai praticamente già al completo”.

Ed anche la stagione 2017 si prospetta super positiva con le novità introdotte dal Grand Hotel Gardone. Prosegue la comunicazione social del GHG Blog, lanciato lo scorso anno sul sito dell’hotel con risultati molto positivi. Sono stati organizzati degli educational per il mercato russo ed austriaco, nel ‘900 infatti il Grand Hotel fu frequentato da molte personalità russe di rilievo come lo scrittore Vladimir Nabokov, l’autore del celeberrimo “Lolita”, o l’astronauta Valentina Tereskova, la prima donna al mondo a venire inviata nello spazio. Ed era austriaco l’ideatore del Grand Hotel, ovvero l’ingegnere Luigi Wimmer, nato a Retz nel 1842 e scomparso nel 1883 a soli 41 anni, il quale nella sua breve vita fu anche sindaco di Gardone, ponendo le basi per il lancio del paese gardesano come stazione climatica invernale mitteleuropea.

Intuizione vincente che ha portato oggi la cittadina a diventare una delle capitali del turismo gardesano. Inoltre ogni anno la struttura investe una parte dei suoi guadagni per rinnovarsi ed anche quest'anno sono state completamente ristrutturate 45 camere.

A settembre è, poi, prevista la cerimonia di assegnazione del Palladio Gardesano, importante riconoscimento organizzato dalla Confraternita del Groppello ed assegnato a personalità o enti che si sono particolarmente distinti nell’opera di valorizzazione del territorio. Un premio che si ricollega proprio a D’Annunzio e che, non a caso, ha scelto il Grand Hotel Gardone come sua sede ufficiale.

Ma la novità più attesa è l’evento gastronomico-letterario che verrà lanciato nelle prossime settimane per diventare in seguito un appuntamento annuale fisso, un evento storico legato a Gabriele D’Annunzio che qui soggiornò per tre mesi nel 1921 in attesa che venissero ultimati i lavori di Villa Cargnacco (futuro Vittoriale).