Cena degli Sfogetti, oltre il piatto di pesce fritto

di Il Merlo Parlante
Gen. 13, 2020

XI^ edizione della Cena degli Sfogetti organizzata dalla Confraternita degli Sfogettari che dal 2009 sono chiamati a raccolta al Tavern di Monselice per celebrare la prima e vera industria italiana : la convivialità attorno ad una buona tavola ben imbandita  

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Undicesima edizione per uno degli eventi più attesi dalla stampa e dal mondo della comunicazione enogasronomica che ogni chiama a raccolta proprio i giornalisti e i professionisti degli uffici stampa delle aziende di settore per celebrare la “ Cena degli Sfogetti” . Un appuntamento nato per volontà di 4 amici di penna e non solo, che oggi sono annoverati quali fondatori di una vera e propria confraternita di gaudenti estimatori delle sogliole più piccole che si possano pescare per legge. Comprate pressoché al momento al mercato di Chioggia che, con altre appropriate varietà ittiche di stagione e del giorno, finiscono in bollenti friggitrici. Non prima di essere precedute da altrettanto ghiotte preparazioni che vanno dal classico risotto a base dei migliori frutti del mare alle paste con i sughi più fantasiosi nonché cicchetti preprandiali della miglior sorte.

 

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Tutti piatti dove più che l'estetica, a farla da protagonista è la semplicità e la freschezza degli ingredienti che ben viene accompagnata da altrettanta qualità dei vini selezionati per l'occasione che trionfano, sul finire delle portate, con i ricercati passiti da dolci e dessert che pure non sono mancati neanche per il menù 2020.

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Insomma una cena per la quale, dimenticata l'origine quasi carbonara dei quattro goliardi giornalisti che in una fredda nottata di gennaio del 2009 “costrinsero” Roberto Veronese, patron del Tavern di Monselice, a richiamare in servizio la sua brigata di cucina e riaccendere i fornelli quando ormai si era ben oltre l'orario canonico di servizio, per farsi friggere una borsa di sfogetti ( soglioline ) comprate solo qualche ora prima direttamente da un peschereccio del porto di Chioggia da Mario Stramazzo. Che colta al volo la circostanza non perse tempo nel convocare Renato Malaman, Enrico Panzarasa e Antonino Padovese conoscendo la loro predisposizione alle “zingarate” ittico gastronomiche. Luogo del ritrovo, il piazzale al di fuori dei cancelli, già chiusi, del Tavern di Villa Corner, patron al centro del mirino della richiesta, l'amico Roberto Veronese e l'allora suo executive chef Matteo Cazzin.

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Da quella fredda notte in avanti la schiera di carbonari divenne sempre più numerosa fino ad arrivare al centinaio di articolisti che anche per questo 2020 hanno partecipato all'ittico convivio che per questa edizione ha visto oltre alla partecipazione dei cuochi del Tavern anche quella di Roberto Zanca del Sì Street Italian Food di Padova e Davide Di Rocco del Fuel in Prato, sempre di Padova , con i loro piatti preprandiali.

 

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Rispettivamente un pan brioche e lampredotto e vellutata di ceci con seppie marinate e musetto. Uniche concessioni, con il patè di oca firmato Michele Littamè sempre come amuse-bouche, alle esclusività ittiche servite a tavola: cozze Mitilla in guazzetto rosa di pomodoro, risotto ai mini moscardini, bigoli del pastificio Artusi all'olio di oliva dei colli Euganei con le sarde e gran fritto di “sfogetti”, moli, zanchette, gamberetti di laguna, triglie e cozze. Il tutto fra calici di metodo classico Maeli, Prosecco superiore Bisol, Vermentino Poggio Tufo Tommasi Wine, Soave Monte Tenda Gianni Tessari, Pinot Nero Gianni Tessari, Ribolla Villa Parens, Carromatto Pigozzo Salvan, brut Arcole di Arcole, Saccola mossa, Fiorato Recioto Tommasi e un turbillon di moscati Fior d'Arancio passiti selezione Consorzio Vini Colli Euganei. Ideali, questi ultimi per completare l'abbinamento al dolce in diretta preparato dalla pasticcera Aurora delle Delizie di Aurora di Montagnana, le sbrisolone di Dario Loison e le frittelle di Roberto Dalla Bona della pasticceria Dalla Bona

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Il quale, si è visto pure premiare quale personaggio sfogettaro dell'anno assieme ai rappresentanti del gruppo alberghiero russo V- Hotel come vuole la consuetudine istituita tre anni fa da uno dei fondatoti della Confraternita, Renato Malaman, che intende premiare ad ogni edizione della “Cena degli Sfogetti” quanti si sono resi meritevoli delle attenzioni delle cronache della zona con particolare riferimento al settore enogastronomico, dell'ospitalità o turistico ma soprattutto del prodigarsi per gli altri. Temi non solo di gran moda ma di grande rilevanza economica per una paese come il nostro che tuttavia non ha ancora imparato che forse il vero tesoro è proprio l'enogastronomia, la sua filiera e l'indiscutibile qualità e originalità dell'ospitalità a tavola che contraddistingue ogni italiano.

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A maggior ragione chi se ne occupa attraverso i media e, appunto,come ben hanno manifestato i giornalisti più o meno famosi convenuti alla “ Cena degli Sfogetti” che ormai è diventato un vero e proprio manifesto per l'arte tutta italiana della convivialità, del ben mangiare, del buon bere. In soldoni anche economia più che sostenibile e redditizia per i milioni di artefici della lunga filiera agroalimentare che va ben oltre ad un semplice piatto di pesce fritto.

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