Un Volume, Un Territorio E Grandi Vini

di Marco Meneghetti
Aprile 9, 2016

Un volume, un territorio e grandi vini

Un libro scritto a più mani

E' un libro che usa un linguaggio comprensibile e un nutrito corredo iconografico, per richiamare l'attenzione degli appassionati su un’area di produzione riconosciuta per la sua eccellenza a livello mondiale: il comprensorio viticolo compreso tra i fiumi Brenta e Tagliamento dove s'innalzano le prealpi e paciosa sta la laguna veneta. Il titolo è: “L’eredità della Serenissima - vigneti e vini dell’area della Doc Venezia”. Il contenuto: racconta perché nel Veneto orientale e trevigiano il vino ha avuto un successo tanto importante, tra storia e capacità imprenditoriale. La pubblicazione: è stata curata da il Consorzio Vini Venezia e Veneto Agricoltura. La presentazione : lunedi 11 al Vinitaly a Verona Verona alle ore 13 al padiglione 5 della regione Veneto. I relatori: saranno gli stessi autori Attilio Scienza, Università di Milano, Diego Tomasi, CREA di Conegliano, Carlo Favero, Consorzio Vini Venezia, Antonio De Zanche,Veneto Agricoltura. Le conclusioni saranno dell'assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan.
La pubblicazione, 150 pagine, illustra il territorio, l’evoluzione e le produzioni enologiche del questo comprensorio viticolo, a cavallo tra le province di Venezia e Treviso.  
Un libro scritto a più mani

La Serenissima ha lasciato una grande eredità enologica

 In quest'area la coltivazione della vite ha trovato un habitat ideale fin dai tempi delle centuriazioni romane e si è successivamente sviluppata a opera dei religiosi che hanno rese fertili le terre. Un azione di promozione e sviluppo importante è stata realizzata dall'intensa attività commerciale della Repubblica di Venezia, il cui rapporto con il vino è sempre stato molto stretto.
L'eredità della Serenissima, rivendicata ora dal Consorzio vini Doc Venezia, si concretizza non solo nel saper coltivare e vinificare al meglio, ma anche nella produzione di vini di territorio quali: le Malvasie, il Raboso, il Prosecco, il Lison (ex Tocai), il Refosco, il Marzemino e il Verduzzo.
L’affermazione della Serenissima nell’entroterra veneto e l’impegno di alcune famiglie patrizie nel migliorare la produzione delle loro tenute agricole ha dato il via a un crescendo di esperienze tecniche e tecnologiche che ha fatto di questo territorio uno dei poli più importanti per la coltivazione della vite e la produzione di vino. Ne sono concreti testimoni l’Accademia dell’Agricoltura di Treviso fondata nel 1769, la Scuola Enologica di Conegliano sorta nel 1876, gli attuali CREA-Vit del Ministero dell’Agricoltura, CIRVE dell’Università di Padova e CeRVEG di Veneto Agricoltura che hanno sede a Conegliano(Tv).
La Serenissima ha lasciato una grande eredità enologica