Sharing Soave: The Osteria Experience In Verona

di vinoecibo
Aprile 22, 2016

Sharing Soave: the Osteria Experience in Verona,Il Consorzio del Soave fa l'editore per una buona causa

In collaborazione con l'AGSM

Si chiama "Sharing Soave: the Osteria Experience in Verona" ed è la prima guida edita dal Consorzio del Soave, in stretta collaborazione con AGSM, in italiano e inglese, dedicata unicamente al "fenomeno" delle osterie scaligere. Il lavoro è stato presentato durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Fabio Venturi, Presidente AGSM, Giampietro Cigolini, Direttore Generale AGSM, Arturo Stocchetti, Presidente del Consorzio del Soave, Aldo Lorenzoni, Direttore del Consorzio del Soave, degli autori Susan Hedblad, Ugo Brusaporco, Patricia Guy e di Leo Ramponi della trattoria “Al Bersagliere ” in rappresentanza delle osterie di Verona.

In collaborazione con l'AGSM

Scritta da Susan Hedblad, Ugo Brusaporco, Patricia Guy

"Sharing Soave: the Osteria Experience in Verona" è una guida che non può passare inosservata proprio per la sua originalità e la passione degli autori che traspare della pagine quando uno dopo l'altro entrano nell'intimità dei trenta locali storici della ristorazione scaligera ,  trenta scorci inconfondibili, tutto legato a filo doppio dal vino Soave. Il prinicpe bianco delle colline che guardano Verona prima che la pianura salga in contrafforti Alpini a Nordest. Dolci declivi noti fin dai tempi dei romani che già allora avevano scoperto le soavità di questo territorio e delle uve che ne sono figlie. Prima fra le prime la garganega ma anche la durella, la corvina, corvinone,molinara rondinella, forsellina, oseleta, rossignola, negrara,dindarella, marzemina e tutte le altre che danno vita a tutti quei vini che ben figurano in quelle osterie che diventano vere e proprie ambasciate dei territori che circondano la città del Cangrande.

Scritta da Susan Hedblad, Ugo Brusaporco, Patricia Guy

Gli autori prendono per mano il visitatore alla scoperta dei sapori veri della trazione veronese.

 La guida nasce da un'idea di fondo: quando si parla di Verona ad un turista, straniero in particolar modo, sono due gli argomenti sui quali si va inevitabilmente a cadere: l'Arena con il suo festival lirico e la buona tavola, fatta di piatti della tradizione e vini del territorio.

A Verona, all'ombra di architetture romane e palazzi rinascimentali, ristorazione fa rima con osteria. Quasi una questione genetica: la cucina moderna ed elaborata sta alla metropoli cosmopolita come i piatti della tradizione più semplice stanno alle osterie di Verona. Custodi del succedersi delle generazioni, della vera tradizione gastronomica veronese sempre fedele alla sua inconfondibile tipicità anche se rivisitata.

Al motto "non si butta via niente" ecco i piatti semplici, figli della povertà, diventare proposte gastronomiche che il turista ricerca per sperimentare i sapori del luogo. Morbidezza, sapidità e gusto che anche il veronese non disdegna perché sa che proprio nell'osteria, nei suoi profumi e nella sua atmosfera, ritrova tutto il piacere della cucina lenta di un tempo, in un misto di sentimento e ricordo che chiamano immediatamente il calore del vino.

E' su queste tavole, semplici e talvolta umili, che si è evoluto nel tempo il principio della convivialità e della condivisione. Meglio ancora se con un calice di Soave.

Gli autori prendono per mano il visitatore alla scoperta dei sapori veri della trazione veronese.